Amo andare allo stadio, fatico a stare in poltrona quando la Lazio gioca in casa, è successo dal 1990 ad oggi una 30a di volte, saltando per lo più partite di coppa italia e qualche di campionato per malattia o eventi irrimandabili. Anche ieri ho lasciato la compagna a casa, come sempre un pò incazzatella, ma comprensiva e sono andato allo stadio, da solo come spesso mi capita negli ultimi campionati, ma non è un problema!
Per inciso, partito da casa una 50 di minuti prima, ho parcheggiato a botta sicura al villaggio olimpico, passeggiata di una 15 di minuti sotto una pioggia leggera, fatta 0 fila al cancello esterno, 5 minuti di fila al tornello, nessuna perquisizione, ho speso 1 euro per un caffè, mi sistemo sempre in distinti, poco sopra il primo ingresso e non mi metto mai al mio posto di abbonamento che pigramente è sempre rimasto quello dei bei tempi a fila 23.
Il secondo tempo è stato un fomento totale, con una curva che secondo me è si sta riavvicinando ai fasti degli anni 90, con un sostegno incredibile fino al gol di Floccari, ed è qui che sta il nocciolo della questione, il sacrificio di andare ogni santa domenica, per vivere un pò di gioia e di autentica passione accanto alla squadra del cuore, non sempre succede di viverlo ma per me vale sempre la pena di provare.
Certo il tocco di mano l'ho visto a casa ma pure questo conta poco.
E' giusto, secondo me, non cercare di convincere nessuno perchè lo stadio si vive in maniera troppo personale, per me è solo passione, io non vado certo per vedere bene la partita o per apprezzare un gesto calcistico, per star comodi meglio la poltrona di casa, ma per quanto mi riguarda c'è la stessa differenza che c'è tra la masturbazione e fare l'amore, solo un fatto di sensazioni.