Mi sono sempre occupato poco dei giochi della Lega. Però basta poco a capire che sotto la rottura ci siano delle "politiche" differenti e ostili tra loro. E non manchino dei paradossi, come vedremo.
Cominciamo dalla Juve. Reclama perchè le sono stati tolti dei quattrini nella spartizione dei diritti tv (guarda caso come a Reuma ed Inter...). Fanno la capopensata di Abodi - che come si sa è dato per vicino al presidente della Camera Fini.... - perchè, a quanto si mormora, avrebbe dietro i "poteri forti" e cioè Monti e dunque banche e finanza. Un bagno di sangue, anche perchè non si avvertono Milan e Lazio, oltre che le piccole e medie, che fanno naufragare il progetto agnelliano in quanto capiscono che per loro sarebbe un boomerang.
Tenete presente tra l'altro che la Juve il suo stadio ce l'ha, la Reuma assicura che ci arriva (illusi!), l'Inter spera nei cinesi, Della Valle in Renzi. Le altre rivogliono la legge colata a picco con la legislatura che permetterebbe ossigeno (con la costruzione di "infrastrutture, annessi e connessi) per fare i nuovi stadi senza il ricorso ai capestri degli istituti di credito.
Inter, Juve, Reuma e in parte anche la Viola e i garroniani, hanno rapporti stretti con gli istituti finanziari (leggasi: debiti) per cui preferiscono navigare sotto l'ombrello bancario che ne evita il fallimento. Gli altri si devono arrangiare come possono. Qualcuno ci riesce benino (vedi Lazio), altri hanno patron con soldi (Berlusconi, De Laurentis), altri incrociano le dita, ben sapendo però di non voler finire nelle grinfie dell'Unicredit di turno che può permettersi forse di gettare perle ai porci nel caso di bacini d'utenza potenziali (vedi piscioruggine) ma che non esisterebbero un secondo nel far finire il Catania in aule fallimentari.
Il paradosso è che Beretta lavora in Unicredit, ma che - almeno fin qui - sa distinguere abbastanza gli opposti interessi tra Lega e banca.
Dunqie fanno ridere le proteste di Giuve, Intert e Reuma e le lamentele di chi asserisce che la maggioranza delle tifoserie sta fuori dalla stanza dei bottoni. In realtà chi sta oggi fuori (e per quattro anni...) è chi voleva impadronirsene per riproporre i vecchi giochi dei "grandi per definizione", affossando gli altri.
Non c'è scontro tra vecchio e nuovo. Ma solo tra chi voleva riaffermare supremazie "divine" e chi tenta di sparigliare. E in questo Lotito è un autentico maestro.