La Lazio ormai ha raggiunto un suo standard di gioco e di affidabilità da squadra importante.
Manca la cosidetta mentalità vincente? Ma noi non siamo ancora una squadra vincente, ci stiamo attrezzando per diventarlo a breve.
Finchè le energie fisiche e mentali reggono durante i 90 minuti la squadra sembra capace di battere tutti e di gestire il gioco delle altre anche con una certa facilità.
Da un certo punto della stagione in poi la Lazio ha sacrificato la costante spinta in avanti ed il pressing altissimo con una più prudente gestione delle gare finalizzata all'obbiettivo di diventare una squadra soprattutto solida.
Ed è per questo che le avversarie le facciamo giocare di più, contando su una maggiore capacità di controllo.
A volte però, come si allungano le distanze tra i reparti o cala il livello d'attenzione, rischiamo ancora un po' troppo o abbiamo temporanei black-out.
Oggi la partita era stata comunque chiusa con un atteggiamento da squadra cinica, che sa quello che vuole.
Il gol annullato ci toglie parecchio perchè avrebbe spazzato le residue velleità del Palermo e ci avrebbe permesso di continuare la gestione della gara sul velluto.
Brutti gli errori e le disattenzioni in copertura, notevole la voglia di recuperarla.
Da squadra che non ci stava e che ha tirato fuori grinta e voglia residue perchè la parola sconfitta non tornasse nel nostro vocabolario. E c'è riuscita.
Il fatto che molti siano avvelenati per questo pareggio e più in generale perchè non vinciamo una partita nonostante una serie positiva da record, certifica soprattutto che siamo tutti consapevoli che al momento abbiamo raggiunto un livello altissimo, da grande squadra.
L'ulteriore crescita passerà anche per questa partita perchè se c'è una cosa che Petko ha dimostrato di saper fare è capire gli errori e correggerli.