L'operato dell'allenatore ha un certo valore, ma conta di più il potenziale della squadra: l'Inter di Mancini e la prima Inter di Mourinho aveva un gioco basato sui lanci lunghi a cercare Ibrahimovic, eppure funzionava perché Ibra fa reparto da solo. L'allenatore deve avere esperienza, cerchiamo tutti il fenomeno nei giovani allenatori per poi trovare uno che non riesce a sostenere il peso di una società e di una piazza più forte di lui, e non è un caso il riferimento a Davide Ballardini dato che l'estate scorsa era il migliore dei giovani allenatori disponibili. Reja ha 30 anni di esperienza da allenatore, sa come funzionano le società e come trattarle, ed è soprattutto per questo che si tratta dell'allenatore più adatto in questo momento: un allenatore che ottiene ciò che vuole, e si trova in un punto di forza essendo arrivato dopo due allenatori che già avevano chiesto le stesse cose alla società. Reja ha anche il carattere per far rigare dritto i calciatori e farli star bene quando se lo meritano, ovvero s'incazza quando si deve incazzare e ride quando c'è da ridere, e data la sua esperienza al Napoli dove in 5 anni li ha portati dalla Serie C all'Intertoto senza mai avere una squadra all'altezza, direi che è anche adatto per far crescere la Lazio. Un esempio sul fatto che Reja può funzionare è il suo allievo Delneri, che non ha mai raggiunto grandi traguardi in vita sua, eppure ha portato in Champions League una Sampdoria che l'anno prima è arrivata 13° cambiando solo 2/11 della formazione titolare.