tempo addietro, in un topic di cui non ricordo la denominazione, ragionammo sul fatto che, nei suoi primi mesi a Roma, petkovic stesse ripercorrendo con la Lazio il medesimo schema che era emerso nella partita che più di altre aveva fatto parlare di lui in Europa, ovvero la sfida di andata per i preliminri di champions tra young boys e arsenal: dominio nella prima parte, largo vantaggio, poi rinculo e gestione della partita con relativo (e pericoloso) ritorno degli avversari. nei mesi successivi però petkovic ci aveva saputo sorprendere, modificando radicalmente l'impostazione tattica della squadra. abbiamo visto così una Lazio attentissima in difesa, meno brillante, più concreta, straordinaria nell'ottimizzare i (pochi) gol realizzati
i risultati alterni del mese di gennaio - il volo e la caduta in campionato a fronte della marcia determinata e vincente in coppa italia - fanno tornare alla memoria un'altra sequenza di risultati ottenuti da petkovic in Svizzera. dietro i quali, forse, si può cogliere una ulteriore peculiarità, tecnico-tattica e psicologica, del nostro allenatore
terminata l'avventura in Turchia, petkovic tornò ad allenare in Svizzera alla guida del sion [mi affido solo alla memoria, spero di non scrivere sciocchezze]. l'obiettivo era la salvezze, da conquistare in uno spareggio (contro non so chi). petkovic fu chiamato alcune settimane prima della sfida, restavano solo due partite di campionato. quattro partite in tutto dunque, le prime due ininfluenti, poi la doppia sfida (andata e ritorno) decisiva. il sion perse le due partite di campionato, vinse 3-0 l'andata dello spareggio, perse 1-0 il ritorno. quattro partite, tre sconfitte, una vittoria. il sion però era salvo, l'obiettivo era stato centrato
questo aspetto del curriculum di petkovic mi tornò in mente nelle interviste che seguirono le partite di coppa italia contro il siena e contro il catania. che dicevano, nella sostanza: questa coppa è una grande opportunità, si può vincere un titolo con poche partite, quasi tutte peraltro da giocare in casa. cercheremo di non farci scappare questa occasione
arrivati in semifinale e chiarito che tra la Lazio e la finale (e quindi la possibilità di vincere la coppa) non restava che la doppia sfida contro la juventus, la domanda era: varrà anche in questo caso lo schema sion? ovvero, petkovic anche qui metterà a fuoco un obiettivo principale e subordinerà unicamente al suo raggiungimento tutti li sforzi della squadra? io penso che si possa dire, a conti fatti, che è andata effettivamente così e che sia il caso di sottolineare come petkovic sia un tecnico abilissimo nel selezionare gli obiettivi, nel calibrare la distribuzione delle forze, nell'accettare le sconfitte nelle competizioni al momento ritenute subordinate (un'altra dichiarazione a cui si è data poca importanza, prima di Lazio-chievo: "le prossime partite di campionato non saranno in nessun caso determinanti")
ieri sera, durante la presentazione di saha, tare si è lasciato scappare una frase che forse vale la pena sottolineare: "la Lazio è ai vertici da cinque anni, abbiamo conquistato tre finali e abbiamo la possibilità di conquistare la quarta". vuol dire forse che la Lazio e petkovic hanno fatto la loro scelta e hanno messo la finale di el al centro del mirino?