Citazione di: Svennis il 15 Ago 2010, 14:54
comunque delio rossi all´inizio nemmeno si era accorto chi c´aveva per le mani.
mi ricordo che zarate anche in amichevole faceva la panchina.
Infatti, poi prese le misure e il ragazzo diede buona prova di sé.
Reja, speriamo, sia così bravo da muoversi con altrettanta intelligenza.
Zàrate, manco a dirlo, non può godere di alcun privilegio (indi se sfancula il mister di fronte a tutti, a casa e zitto), ma fa parte di quella genìa di giocatori (con i dovuti distinguo tecnico-tattici), che se messo continuamente in discussione, se messo sotto continua pressione, se costantemente ripreso perché il suo profilo non corrisponde all'idea di calcio dell'allenatore di turno, perde serenità e più di tutto perde
spontaneità.
Zàrate gioca a calcio come se ogni volta si giocasse la strada di casa e lo facesse allo spiazzo sotto casa.
Gioca trascinato da un sacro fuoco che lo lega al pallone come poche mi è capitato di vedere.
Ama il giocattolo pallone e ama il gioco.
Questo è un dono.
Il limite, palese, è che questo amore lo porta ad isolarsi e a prendere la tangente.
Ma Zàrate è un patrimonio proprio per questa sua prorompente spontaneità, che in questo calcio di ragionieri e veline (parlo dei giocatori stessi, non delle loro compagne), è merce più unica che rara.
Quello che vorrei è un allenatore che, comprendendone questo dono, facesse di tutto per farlo crescere, senza stroncarlo.
Far crescere un giovane, che al tempo stesso è un talento, è un lavoro difficile, che pochi sono in grado di fare.
Quando cito Maestrelli, cito il "Seminatore d'oro", il riconoscimento dato a chi si distingueva nell'arte di allenare e che il Maestro, unico in Italia, mise in bacheca ben 3 (tre) volte.
Perché allenare è l'arte di far dare il massimo a quello che hai e non far diventare quello che hai un qualcosa che ti assomigli o assomigli alla tua idea di calcio.
Insomma a Reja (o a chi per lui), chiedo più duttilità, più sensibilità e più intelligenza, ché forse l'errore è far arrivare il ragazzo ad un livello di tensione tale (è una mia sensazione, non ho uno straccio di prova in materia), per cui poi ci sia l'esplosione in pieno spogliatoio.
Io tengo alla Lazio, è ovvio, ma so che uno Zàarate sui livelli del primo anno, messo dentro una rosa che quest'anno comincia a farsi interessante, sarebbe un elemento di straordinaria forza, difficile da contenere.
Ecco, lo vorrei difficile da contenere per gli altri e non per noi.
Lui dovrà fare la sua parte, ci mancherebbe, ma è troppo importante non deprimerne la spontaneità - mi ripeto - perché in questo calcio la spontaneità è una forza a cui nessuno riesce a prendere le misure.
Speriamo che Reja si dimostri l'eccezione.