noi siamo qui. siamo vivi e siamo qui.
oltre la retorica spiccia e patetica dei trenta sul campo e dei novanta morali dl chi tifa roma che non perde mai. noi, si perde. noi siamo diversi. siamo orgogliosi di essere diversi. pero' dobbiamo esserlo sempre: non ha senso gonfiare il petto per lo scudetto vinto contro tutto e tutti, per i "nove punti non sono stati sufficienti, la prossima volta provate a darcene venti", per dover sudare oltre ogni ragionevole limite per avere la meta' di quello che agli altri regalano, e poi recriminare sui torti - che ci stanno - sui favore agli altri - che ci sono sempre stati - e appoggiarsi al muro con l'aria di chi sa che morira' e moriremo tutti.
a noi non puo' e non deve bastare il solo voler essere diversi perche' fa chic, senza neanche provare ad esserlo con tutte le nostre forze. abbiamo preso delle mazzate che avrebbero steso un bisonte ma siamo ancora qua, a fare incazzare quelli che da sempre ci vorrebbero morti. e' per quello che non ci hanno mai ucciso: non c'e' niente di piu' rivitalizzante di sorridere beffardo in faccia a chi crede di averti ucciso. e allora sorridere, per dio. c'e' un terzo posto da conquistare, un ottavo di europa league da giocare, una finale di coppa italia gia' raggiunta. vinciamo, perdiamo, sorridiamo.
non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, spiacere e' il mio piacere, io amo essere odiato. coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco, e al fine della licenza io non perdono e tocco.
e affanculo tutto il resto.