nella indifferenza generale

Aperto da aquilante, 14 Mar 2013, 11:30

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aquilante

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l'immagine di due piazze romane - piene, festanti, ribollenti addirittura - ha attirato, in queste ultime settimane, l'attenzione della comunità internazionale. piazza san giovanni, la piazza della politica, straripante nella rappresentazione materiale del sommovimento politico che sta vivendo il nostro paese; piazza san pietro, la piazza della fede, viva, pulsante nella preghiera e nella speranza della comunità cattolica in attesa del suo nuovo pastore

stasera l'Europa intera guarderà una terza piazza romana, lo stadio olimpico, la piazza del calcio, cioè la piazza del tifo, della passione, del divertimento. sarà però una piazza silente, vuota, desolata e desolante. una piazza triste. l'ha voluta così, l'ha imposta così, il governo calcistico continentale: una piazza svuotata per sottrarla alla egemonia, o alla prevaricazione, di una minoranza - piccola o grande, chissà - che, incurante del sentimento di gran parte dei tifosi, ha tenacemente lavorato per farne un luogo per la rappresentazione della propria ideologia

sorprende o piuttosto rattrista che questa anomalia, questa caduta brusca e per tanti versi irreversibile della immagine di Roma nel mondo, si concretizzi nella indifferenza generale, nella disattenzione o nel disinteresse del mondo politico e istituzionale e culturale della capitale. nella convinzione, probabilmente, di certo nella illusione, che a pagare il prezzo così alto di una situazione assolutamente inaccettabile, siano "soltanto" la Lazio e suoi tifosi. non è così, non è affatto così, sotto accusa c'è Roma, c'è la capitale d'Italia, e c'è l'intero calcio italiano. una città in affanno nella Europa contemporanea; un calcio povero, economicame e tecnicamente, attraversato da fenomeni devastanti di corruzione, incapace di innovazione e di iniziativa, racchiuso nei suoi stadi fatiscenti, tenuto in vita ormai quasi esclusivamente da una affabulazione (radio)televisiva ridondante, faziosa e palesemente incolta

Roma ha ancora un sindaco? il Coni ha un suo presidente? e la comunità ebraica romana, non ha nulla da dire? in attesa di una qualche loro dichiarazione, di solidarieta nei confronti di alcuni, di condanna nei confronti di altri, in attesa insomma di un loro intervento sulle lacerazioni che questo episodio scatena sul tessuto cittadino, non solo su quello sportivo, stiano accanto alla Lazio, sostengano il suo presidente, diano l'immagine di una democrazia e di una società civile che sa da che parte stare, che sa scegliere il campo nel quale impegnarsi

l'immagine del sindaco di Roma a fianco del presidente della Lazio, o magari quella del presidente del Coni, o del rabbino capo di Roma, o dei direttori dei principali quotidiani cittadini, darebbero allo sfondo deserto degli spalti tutt'altro significato. darebbero l'immagine di una realtà viva, lacerata ma viva, in lotta contro le sue contraddizioni, determinata nel suo impegno per la civiltà. dai, trovatelo questo coraggio, accomodatevi  stasera in tribuna d'onore. posto ce n'è quanto ne volete e l'ingresso è gratis



charlie

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tutto molto triste, tutto molto vero.

Adler Nest

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....." non sarai mai sola ovunque tu andrai....."
pensavo a questo coro e a come hanno ridotto la nostra Lazio stasera.

AquilaLidense

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Era quello che volevo dire da un po di tempo a questa parte ma non ero mai riuscito a esprimerlo pienamente.
LA cosa più triste è che ci hanno lasciati soli.

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matador72

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Citazione di: AquilaLidense il 14 Mar 2013, 11:42
Era quello che volevo dire da un po di tempo a questa parte ma non ero mai riuscito a esprimerlo pienamente.
LA cosa più triste è che ci hanno lasciati soli.

Come sempre .......

fish_mark

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Citazione di: AquilaLidense il 14 Mar 2013, 11:42
Era quello che volevo dire da un po di tempo a questa parte ma non ero mai riuscito a esprimerlo pienamente.
LA cosa più triste è che ci hanno lasciati soli.

Quando si pensa che per risolvere certi problemi ci si limita ad adire le sedi opportune e ricorrere agli avvocati i risultati non tardano ad arrivare.

Zoppo

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Verità inconfutabile...

Non una parola che sia UNA...

paolo71

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siamo ormai gli invisibili... :(

è uno dei punti più bassi dell' immagine Lazio nel mondo nonostante i risultati sportivi siano tra i migliori dei 113 anni di storia...non sò se è un caso questo...

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simcar

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A parte inverse, ci sarebbero state decine di interpellanze parlamentari, anche a Parlamento chiuso. Avrebbero fatto parlare anche i cardinali nel conclave

Yanez_de_Gomera

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Citazione di: aquilante il 14 Mar 2013, 11:30
un calcio povero, economicame e tecnicamente, attraversato da fenomeni devastanti di corruzione, incapace di innovazione e di iniziativa, racchiuso nei suoi stadi fatiscenti, tenuto in vita ormai quasi esclusivamente da una affabulazione (radio)televisiva ridondante, faziosa e palesemente incolta

Questa é esattamente la fotografia del calcio italiano. Un calcio completamente farlocco, dove (tanto per dire) la figura squallida e tracotante del coatto di Porta Metronia assurge a paradigma e viene additato come modello da imitare per le future generazioni. Quanto al sindaco, al nuovo presidente del Coni e alla cagnara mediatica, alla fine é meglio che stiano in silenzio. Almeno non ci peggiorano la situazione.

Ulissechina

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Citazione di: AquilaLidense il 14 Mar 2013, 11:42
Era quello che volevo dire da un po di tempo a questa parte ma non ero mai riuscito a esprimerlo pienamente.
LA cosa più triste è che ci hanno lasciati soli.

Siamo stati sempre soli, purtroppo.

ex

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aquilaspezzina

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Citazione di: aquilante il 14 Mar 2013, 11:30
l'immagine di due piazze romane - piene, festanti, ribollenti addirittura - ha attirato, in queste ultime settimane, l'attenzione della comunità internazionale. piazza san giovanni, la piazza della politica, straripante nella rappresentazione materiale del sommovimento politico che sta vivendo il nostro paese; piazza san pietro, la piazza della fede, viva, pulsante nella preghiera e nella speranza della comunità cattolica in attesa del suo nuovo pastore

stasera l'Europa intera guarderà una terza piazza romana, lo stadio olimpico, la piazza del calcio, cioè la piazza del tifo, della passione, del divertimento. sarà però una piazza silente, vuota, desolata e desolante. una piazza triste. l'ha voluta così, l'ha imposta così, il governo calcistico continentale: una piazza svuotata per sottrarla alla egemonia, o alla prevaricazione, di una minoranza - piccola o grande, chissà - che, incurante del sentimento di gran parte dei tifosi, ha tenacemente lavorato per farne un luogo per la rappresentazione della propria ideologia

sorprende o piuttosto rattrista che questa anomalia, questa caduta brusca e per tanti versi irreversibile della immagine di Roma nel mondo, si concretizzi nella indifferenza generale, nella disattenzione o nel disinteresse del mondo politico e istituzionale e culturale della capitale. nella convinzione, probabilmente, di certo nella illusione, che a pagare il prezzo così alto di una situazione assolutamente inaccettabile, siano "soltanto" la Lazio e suoi tifosi. non è così, non è affatto così, sotto accusa c'è Roma, c'è la capitale d'Italia, e c'è l'intero calcio italiano. una città in affanno nella Europa contemporanea; un calcio povero, economicame e tecnicamente, attraversato da fenomeni devastanti di corruzione, incapace di innovazione e di iniziativa, racchiuso nei suoi stadi fatiscenti, tenuto in vita ormai quasi esclusivamente da una affabulazione (radio)televisiva ridondante, faziosa e palesemente incolta

Roma ha ancora un sindaco? il Coni ha un suo presidente? e la comunità ebraica romana, non ha nulla da dire? in attesa di una qualche loro dichiarazione, di solidarieta nei confronti di alcuni, di condanna nei confronti di altri, in attesa insomma di un loro intervento sulle lacerazioni che questo episodio scatena sul tessuto cittadino, non solo su quello sportivo, stiano accanto alla Lazio, sostengano il suo presidente, diano l'immagine di una democrazia e di una società civile che sa da che parte stare, che sa scegliere il campo nel quale impegnarsi

l'immagine del sindaco di Roma a fianco del presidente della Lazio, o magari quella del presidente del Coni, o del rabbino capo di Roma, o dei direttori dei principali quotidiani cittadini, darebbero allo sfondo deserto degli spalti tutt'altro significato. darebbero l'immagine di una realtà viva, lacerata ma viva, in lotta contro le sue contraddizioni, determinata nel suo impegno per la civiltà. dai, trovatelo questo coraggio, accomodatevi  stasera in tribuna d'onore. posto ce n'è quanto ne volete e l'ingresso è gratis

Complimenti Aquilante, quoto riga per riga

arkham

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Quanto c'hai ragione, Aquilà.

olympia

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anche io ho pensato a questo, se c'era la roma al nostro posto ci sarebbero state le interpellanze parlamentari e i titoloni per difendere la squadra di Roma . A noi non s'è degnato neanche un cronista del corriere o del Messaggero a fare un articolo in nostra difesa! Non esistiamo, anzi vorrebbero farci scomparire!! :x Un mondo di schifo, basta pensare a tutti i romanisti che stanno gongolando per il nome del papa! :asrm

cisky70

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In questo mondo di schifo mi sento ancora più orgoglioso di essere solo con i miei amici Laziali.
:stop

PILØ

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Nell'indifferenza generale stasera la Lazio potrebbe essere la prima squadra italiano che si qualifica per i quarti da quando c'è l'Europa League.

karlsarzbringer

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Bè che v'aspettavate? Nessuna meraviglia da parte mia. Ringraziamo gli imbecilli che hanno fatto in modo che succedesse tutto ciò. Magari un giorno saranno allontanati a vita dagli stadi. Ma non ci spero...

Forza Lazio

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DajeLazioMia

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Deve succedere qualcosa di importante nel mondo Lazio di qui a breve, altrimenti rischiamo di essere messi da parte in maniera importante. Non è evidentemente un discorso di cifra tecnica della squadra, non basta una campagna acquisti. Dobbiamo rinnovare il mondo Lazio ovunque, nel tifo allo stadio, nella società, nella comunicazione, nell'immaginario. Serve una mossa anche e soprattutto di Lotito. La strategia deve iniziarla la Lazio e creare i giusti rapporti con i soggetti più importanti. Priorità assoluta.

gesulio

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Ottima riflessione aquilante e mi sento di condividere in pieno il dajeLazioMia qui sopra

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