Pietro Mennea!

Aperto da Nanni, 21 Mar 2013, 10:24

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TheVoice

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Oggi è veramente un giorno triste.

Ciao Pietro

alice

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Riposa in pace Pietro. :(

Nanni

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Per via dell'eta e del mucchio di anni che uno ha trascorso (tra parentesi: 61 anni, non pensavo fosse così giovane, davvero), posso avere dei ricordi non personali, ma insomma abbastanza diretti.

Nei primi anni '70, quello che in seguito sarebbe diventato mio suocero, era un famoso organizzatore sportivo dei settori giovanili, specialmente di Atletica Leggera, Calcio e Sci. Lavorava per l'AICS che all'epoca era fortemente legata al Partito Socialista. Una volta raccontò che era riuscito a portare a correre in Italia (ospitandolo addirittura  a casa sua) un giovane diciassettenne di Trinidad semi-sconosciuto, Hasely Crawford. E disse che erano solo lui e un altro le più grandi promesse dello sprint, forse a livelli mondiali: "C'è pure un Italiano... è più piccolo di Crawford di un paio d'anni... uno secco secco, ingrugnito... di Bari... ma è veloce... veloce come un fulmine!"
Aveva ragione: Hasely Crawford vinse i 100 metri alle Olimpiadi di Montreal, l'altro... era Pietro Mennea.

Nella mia vita, come tantissimi italiani, mi sono alzato spesso, di notte per vedere imprese sportive irrinunciabili. Oggi capita ancora, ma con meno frequenza, fanno in modo di organizzare gli eventi in modo che nei grandi "bacini d'utenza", in Europa e in USA, possano andare in diretta in orari "decenti". E allora fanno partire i Gran Premi alle 6 di pomeriggio, organizzano le partite dei mondiali a mezzogiorno,  le gare di maratona la mattina presto... Io ricordo (sempre perchè, ahimè, "posso" ricordarlo...) la sveglia messa per gli incontri di boxe di Nino Benvenuti con Griffith, a notte alta, io e Papà con la televisione a volume basso basso... o di Mohammad Alì e Foreman, oppure le gare di vela di Azzurra, la Formula 1 al Gran Premio USA a Long Beach o a Watkins Glen o in Giappone, e poi, sopratutto le Olimpiadi. Le Olimpiadi di Pietro Mennea.

Quando un paese intero si fermava e si sintonizzava a guardare quei venti secondi scarsi che facevano la storia dei 200 metri... perchè c'era Pietro Mennea. Tanti Mondiali, Europei, tante Olimpiadi, fino alla quinta, nel 1988 a Seul. E ricordo perfettamente l'emozione nel vederlo superare le batterie e qualificarsi per le semifinali, aspettare fini a notte fonda e poi scoprire che non ce l'aveva fatta a recuperare e s'era ritirato prima delle partenze, a quasi quarant'anni. E tutti noi ancora con la stessa emozione, la stessa commozione come se avesse corso, come se avesse vinto.

Un grande, semplicemnte, sostanzialmente un grande.

Il suo leggendario record del mondo ha resistito per vent'anni, battuto solo da un immenso Michael Johnson, e però come record Europeo... è ancora buono!
E nella sua infinita carriera Pietro ha avuto a che fare con robettòla... personaggini tipo Don Quarrie, o Valery Borzov, Calvin Smith, Allan Wells, ha incrociato giovani Carl Lewis, De Loach, Ben Johnson...

fabichan

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italicbold

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Citazione di: Nanni il 21 Mar 2013, 12:31
[...]Io ricordo (sempre perchè, ahimè, "posso" ricordarlo...) la sveglia messa per gli incontri di boxe di Nino Benvenuti con Griffith, a notte alta, io e Papà con la televisione a volume basso basso... o di Mohammad Alì e Foreman, oppure le gare di vela di Azzurra, la Formula 1 al Gran Premio USA a Long Beach o a Watkins Glen o in Giappone, e poi, sopratutto le Olimpiadi. Le Olimpiadi di Pietro Mennea.[...]

Io mi ricordo anche le famose finali di Coppa Davis, o semifinali, della fine degli anni 70, in Australia.
Panatta contro Alexander, credo si chiamasse.



Brixton

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Un altro pezzo di infanzia che se ne va. Che tristezza.

robylele

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ho i brividi. Per me un fulmine a ciel sereno, non sapevo nulla di questa malattia..

Il punto esclamativo sul titolo mi ha fatto pensare a un'altra onorificenza, invece questo campione è morto.

enrico94

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Sledgehammer

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un grande uomo di sport ci mancherai tantissimo

Ernestobiancoceleste

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Citazione di: italicbold il 21 Mar 2013, 10:50
Probabilmente sta tra i 5 atleti più forti della storia d'Italia.
C'é chi si fa le pippe con i cappittanni de sta ceppa, chi si sbrodola per i MaxBiaggi de stocazzo,
e poi c'era la freccia del sud.
Uno che nella storia di questo paese ha contato come Coppi e come Bartali, come, e forse di più, di un Rivera.
Uno che mentre rapivano Moro o facevano esplodere la sala d'aspetto della stagione di Bologna, si metteva dietro le spalle cent'anni di velocisti. Un fascio di nervi pugliese che correva più veloce di Carl Lewis. Che ha corso più veloce di carl lewis.
Uno che ha disputato quattro finali olimpiche consecutive, vincendone una.
Un uomo del sud.

pero' mo basta dai, ce sta da vedé lo special in prima serata su Valentino Rossi, seguito dalla fiction ispirata alla vita di Giuseppe Giannini.

cos'altro aggiungere

AquilaLidense

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Citazione di: italicbold il 21 Mar 2013, 10:50
... seguito dalla fiction ispirata alla vita di Giuseppe Giannini.

ma che davero-davero?

kurt

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Citazione di: Brixton il 21 Mar 2013, 13:22
Un altro pezzo di infanzia che se ne va. Che tristezza.
Vero...


Un Atleta straordinario.

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above us only sky

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Che tristezza, che dolore.
E quanta nostalgia per un uomo che ha scritto pagine incancellabili dell'atletica italiana e mondiale.

Bonnerone

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Corri veloce Pietro, corri come hai sempre fatto. Nei nostri ricordi rimarrai per sempre. Ho ancora negli occhi le tue sfide con Borzov, la tua indimenticabile rimonta che ancora oggi a rivederla non credi possa avvenire tanto è il distacco che hai dal primo quando inizia l'ultima curva.  Riposa in pace

blow

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genesis

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Il più grande atleta italiano, il più grande velocista bianco.
Ciao Pietro.

richard

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(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Il giudice sportivo della Lega Pro ha multato il Venezia (2/a Divisione) perché durante la partita con il Bassano un suo tifoso ha insultato Pietro Mennea, pronunciando una frase a voce alta nel corso del minuto di raccoglimento. L'episodio, rileva sempre il giudice sportivo, è rimasto "senza alcuna dissociazione da parte del pubblico" restante che non ha disapprovato in alcun modo il gesto del tifoso. Il giudice sportivo ha comminato alla società lagunare un'ammenda di 1.500 euro.

COLDILANA61

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Citazione di: genesis il 22 Mar 2013, 09:58
Il più grande atleta italiano, il più grande velocista bianco.
Ciao Pietro.

Sulla prima sono d'accordo , per una serie di motivi che vanno oltre le prestazioni .
Sulla seconda meno , o perlomeno a pari merito .
E' vero che non fece mai il record del mondo , ma Valerj Borzov non era certo inferiore .

E poi  quel dito alzato a Mosca me ne ricordava un altro . Tutti e due erano arrivati in alto per una caparbieta' ed una forza di volonta' ineguagliabili ai miei occhi di ragazzo .

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Nanni

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Hai ragione, Borzov era ugualmente un fenomeno.
Ma la differenza fra Borzov (che comunque era più specializzato sui 100) e Mennea la faceva il "retroterra" di ognuno di loro. La loro storia.
Pietro si allenava a Formia, da solo o al massimo con Vittori. Tignoso e instancabile per ore e ore e ore, e (lo ha urlato con forza per tutta la vita), senza alcun ricorso a sostanza dopanti.
Borzov aveva dietro tutta la poderosa forza di fuoco dell'apparato sportivo Sovietico, ancora nei suoi anni d'oro, quando riuscivano a piazzare atleti quasi in ogni finale alle Olimpiadi.
Con questo non voglio dire che fosse "finto", non ho elementi e non ho termini per giudicare. Ma certamente era frutto di una selezione graduale, potentissima e rigorosa. Borzov doveva essere Borzov fin da bambino, creato campione su dalla tenera età. Con una sua componente "naturale" di partenza ovviamente d'eccellenza, ma come dire, aiutato a crescere passo dopo passo, svezzato, allenato, nutrito e sviluppato fino a diventare quello splendido atleta che era.

COLDILANA61

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Citazione di: Nanni il 28 Mar 2013, 14:43
Hai ragione, Borzov era ugualmente un fenomeno.
Ma la differenza fra Borzov (che comunque era più specializzato sui 100) e Mennea la faceva il "retroterra" di ognuno di loro. La loro storia.
Pietro si allenava a Formia, da solo o al massimo con Vittori. Tignoso e instancabile per ore e ore e ore, e (lo ha urlato con forza per tutta la vita), senza alcun ricorso a sostanza dopanti.
Borzov aveva dietro tutta la poderosa forza di fuoco dell'apparato sportivo Sovietico, ancora nei suoi anni d'oro, quando riuscivano a piazzare atleti quasi in ogni finale alle Olimpiadi.
Con questo non voglio dire che fosse "finto", non ho elementi e non ho termini per giudicare. Ma certamente era frutto di una selezione graduale, potentissima e rigorosa. Borzov doveva essere Borzov fin da bambino, creato campione su dalla tenera età. Con una sua componente "naturale" di partenza ovviamente d'eccellenza, ma come dire, aiutato a crescere passo dopo passo, svezzato, allenato, nutrito e sviluppato fino a diventare quello splendido atleta che era.

Era quello che intendevo con l'immagine del dito .  :beer:

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