Citazione di: AquilaLidense il 03 Apr 2013, 12:46
io ho capito KG e FD, se non sbaglio credo che Loro non stanno giustificando, ma contestualizzando il coro o l'offesa.
in uno stadio non li scandalizza il giallorosso ebreo, mentre se fossero dentro un cinema e sentissero uno che si alza e imbruttisce ad un altro dandogli dello zozzo ebreo, sarebbero i primi a indignarsi e credo i primi pure ad alzarsio per difendere l'offeso.
anche perchè poi sarebbe da capire perchè c'è da scandalizzarsi più per un coro generico "giallorosso ebreo" che uno diretto "la mamma di de rossi è 'na puttana!"
poi ripeto, quelloche mi auspico personalmente:
Dalla fine delle società fordiste, della "grande fabbrica", stadi e tifoserie hanno subito profondi fenomeni di ristrutturazione. Negli ultimi due decenni, gli impianti sono stati innervati e cablati da un'ottica del potere e del controllo a distanza, televisivo e poliziesco.
Di conseguenza, le tifoserie hanno subito un processo di selezione produttiva che ha favorito l'accesso agli spalti del tifoso redditizio, quello che compra calcio in un ciclo di consumo ufficiale che va ben oltre lo stadio e non organizzato, piuttosto che quello legato alla vita di curva.
A differenza che nel resto del continente, in Italia questo processo di assimilazione del tifoso a consumatore ha svuotato gli stadi.
Se la partita di calcio è stata ed è una funzione religiosa, con i nuovi stadi si vanno progettando delle piazze San Pietro che non prevedono l'accesso dei devoti.
L'Inghilterra si è affermata come corporation che esporta tecnologie di controllo a partire dal prodotto di punta costituito dai pacchetti-repressione applicati allo stadio.
I comportamenti da stadio sono strumento per la legittimazione di nuove pratiche di disciplinamento. All'hooligan viene assegnata non solo una funzione espiatoria (un soggetto che si fa carico di tutte le nefandezze della società per espiarle simbolicamente nel momento del sacrificio), ma diviene esso stesso un elemento produttivo per la governamentalità, legittimandola all'interno di un dispositivo securitario che consente ogni retorica di animalizzazione, ogni conseguente evoluzione delle tattiche di controllo, ogni trasferimento di queste tattiche al resto del corpo sociale.Il discorso più in generale è molto complesso e per certi versi affascinante. So che non riesce a convincere molti ma i "sociologismi" nei quali si impegnano molti osservatori meritano di ascoltati e di non essere liquidati con un'alzata di spalle.
Allo stadio come al teatro o al cinema. Ordinati, calmi, seduti e liberi soltanto di applaudire, belli imbottiti di merchandising e di patatine fritte griffate.
Come negli States, dove nelle partite di baseball o di basket le tribune sono gremite di gente, calma, rilassata e sorridente, praticamente distratto dalla partita e dove le cose più elettrizzanti e coinvolgenti che accadono sono state le seguenti:
Un signore acquista un mezzo litro di birra e lo tracanna davanti a una folla che esaltata dal gesto tecnico lo porta in trionfo.
Un altro signore si altera un pochino con un vicino di posto al che gli parte un bestemmione. La security della tribuna, accortasi dell'accaduto, invita l'appassionato blasfemo ad uscire: il reo confesso accetta con serenità la suprema punizione.
Esempio di spettacolo eterodiretto
Insomma, cose così.
A quel punto rimpiangeremo i bei tempi del "arbitro cornuto" oppure del "devi morire"?
No, non può essere questo il nostro destino di tifosi.
Io rimpiango del tifo ancorché organizzato
- i fumogeni all'inizio partita
- gli olè alla lettura delle formazioni
- i tamburi che dettano il ritmo della partita incessantemente
- i canti senza fine
Non rimpiango certo la degenerazione del tifo organizzato per cui non si rimpiange
- i buu buu per i giocatori di colore, se avversari
- la radio che inviava "pizze a domicilio" e le holding attive nel settore tessile, ancorchè autorizzato
- le urla a squarciagole di alcuni ancor(a?) men
- la commistione pericolosa e indecorosa tra tifo organizzato e propaganda politica
- il richiamo alle armi di certa dirigenza a seconda dei momenti per superiori "raison d'Etat"
Un esempio di spettacolo autogestito

La "sindrome del gol di Vargas", per cui al gol, nel momento in cui la palla varca la linea, dagli altoparlanti viene sparato un brano techno per accompagnare la gioia del gol, che di fatto copre l'urlo strabordante della folla, quello sì il vero original soundtrack della partita.
In fondo in fondo - lo dice uno che non è mai stato ultras e che non ha mai gradito certe derive politiciste - il problema è soltanto la rivendicazione di uno spazio culturale e mediatico. Andrebbero ascoltati in maniera migliore.