Citazione di: blow il 12 Apr 2013, 09:22
quasi tutto giusto cosmo.
il prossimo anno avremo un Petkovic non più all'esordio e probabilmente migliorerà anche lui.
qualche cazzata gliela imputo nella stagione e non sono neanche poche.
ieri sarei partito con due punte, non avrei sprecato minuti con Lulic schierato a destra, non puoi prendere un gol subito dopo aver effettuato un cambio, non è la prima volta, non puoi battere duecento calci d'angolo senza uno straccio di idea.
ma cresceremo ancora, questa squadra c'è e vincere qualcosa, magari a maggio potrebbe aumentare l'autostima.
chi è molto scarso, ahimè, è ancora la società, non ancora da vertice, non ancora consapevole di quello che deve fare, forse incapace per mancanza di mezzi.
ripartiamo da ieri sera, dall'affetto dei tifosi che mi ha fatto venire la pelle d'oca, quella marea umana a formello e sulla cassia bis è qualcosa di spettacolare, di unico, di incredibile amore.
daje Lazio, a testa altissima che non è finita.

Petkovic sta portando la squadra verso un modulo diverso, più offensivo che ha avuto nella trasferta di Maribor la prima prova di laboratorio, una specie di 3-4-3 con uno dei tre davanti che può essere Ederson, cioè capace sia di andare in porta che di tornare fra le linee.
Nell'idea di gioco di Petko mi sembra, e ieri si è visto, i due laterali si trasformano in registi, il che presuppone l'acquisto di due sostituti all'altezza perché il gioco di Candreva e Lulic è altamente dispendioso.
Questa idea ha anche dei limiti perché non tutte le azioni da gioco puoi costruirle con le sgroppate dei due citati. E comunque anche quando ci schieriamo col 4-1-4-1 in realtà ci trasformiamo spesso in un 4-3-3 con Candreva e Lulic altissimi, però a sinistra Radu va spesso in supporto, mentre a destra la catena è un po' monca almeno finché non rientra Konko che è tecnicamente ottimo secondo me.
Per fare questo tipo di gioco spostato in avanti è necessario anche un difensore centrale con le palle quadrate, capace anche di impostare o comunque sublime nei disimpegni.
Il problema dei calci d'angolo è atavico, costante. Esiste da prima che l'uomo inventasse l'allenatore della Lazio, ormai nemmeno ci spero più :-).
E sì, non è la prima volta che un cambio disorienta la squadra; a volte il mister deve rendersi conto che va bene essere camaleontici ma ci sono pur sempre 11 giocatori coi polmoni di fuori e la testa piena di nozioni da riorganizzare in pochi secondi. In serie A e in Europa League dieci secondi possono essere vitali.
Inoltre, per tornare a bomba, va bene un tipo di gioco forsennato in avanti - sarebbe una novità dopo il gioco compassato degli ultimi tempi, ma là davanti bisogna segnare, serve uno che la butta dentro sovente. Sennò il gioco non vale la candela.
Ieri il gol subito è un errore da molte prospettive: Innanzitutto perché per il volume di gioco costruito hai segnato un solo gol, esattamente tanti quanti ne ha fatti il fenerbahce che di azione ne ha fatta una, in cui ti sei trovato con la difesa messa a cacchio, i centrocampisti in ritardo e con il solo Candreva a farsi tutta la fascia, nel momento in cui invece potevi e dovevi ristabilire una copertura di campo più logica e meno rischiosa.