Per una volta sono d'accordo con questo pseudo-giornaletto...
IL MORATTI, IL SUO OMBRELLO... E I LADRI ROMANISTI
pubblicata lunedì 23 agosto 2010
Il Romanista - Sappiamo tutti che poggiare il palmo della mano aperta nell'incavo dell'altro braccio semipiegato viene definito il gesto dell'ombrello, poichè gli anglosassoni è proprio lì che, uscendo di casa, poggiano il manico del parapioggia ancora chiuso. Il Moratti, che anglosassone vorrebbe essere ma che non è propriamente un baronetto, avrebbe allontanato la tensione accumulata sabato sera, con lo stesso gesto all'indirizzo di giocatori e tifosi avversari. Ora si dirà che non si voleva offendere, e che il tram a cui i giallorossi avrebbero dovuto attaccarsi (nella più elegante delle ipotesi) era quello chiamato cinematograficamente "desiderio". O addirittura che, data la serata infarcita più di zanzare che di tifosi interisti, il presidente nerazzurro si stava difendendo dalle punturine notturne. Fatto è che a certi livelli ci sono cose che non ci si può permettere. Ve la sapete immaginare voi Rosella Sensi schizzare in piedi, dalla sua poltroncina azzurra e immacolata della Monte Mario, e indirizzare agli avversari gesti così plateali e rozzi? Assolutamente no. E non perchè sia una donna. Bensì perchè è un vero presidente. Oltre che una persona responsabile in grado di dare l'esempio.
Due stili dunque. Opposti. Come sono la filosofia di vita e l'idea del calcio di queste due città. La provocazione e lo sfottò costano cari solo a Francesco Totti. Tutti gli altri la fanno franca. Eppure, in uno Stadio infuocato, dove l'ordine pubblico è così marginale da permettere la convivenza di tifosi interisti e romanisti gomito a gomito ( ma non era proibito?) e lanci di oggetti sulla testa degli ospiti giallorossi dall'anello superiore, un certo fair play sarebbe consigliabile. O no? Evidentemente no. E allora lasciamo perdere. E pensiamo a noi. Ai nostri tifosi. Anzi a minima parte di loro. Trecento imbecilli (ma dobbiamo smetterla di cavarcela con la solita lavata di capo o di cercare un alibi nei piccoli numeri) su 15mila in viaggio per San Siro. Ladri in autostrada, vandali d'Autogrill, sponsor autentici della tessera del tifoso. Perchè di questo si tratta. Nell'ultimo "fuori casa" consentito hanno devastato e rubato, sia nel percorso d'andata che in quello di ritorno, alcune aree di servizio. E sono stati identificati. Eran Trecento, eran giovani e forti, e son contorti. Nella mente. E nelle convinzioni. E' a loro che dobbiamo la schedatura del tifoso. Come dobbiamo a chi si ubriaca e si droga mettendosi poi al volante, il non poter bere mezzo bicchiere di vino quando andiamo a cena fuori. Pochi condizionano la libertà di tanti. E il sistema ci specula sopra.