Luciano Zauri, dopo due anni di prestito, sembrava dovesse tornare a vestire la maglia biancoceleste rientrare nei piani tecnici di Reja, che ha confermato anche ieri sera di stimarlo molto. Invece, dopo essere stato convocato per il ritiro, in modo del tutto inatteso il calciatore abruzzese è stato ceduto nuovamente in prestito alla Sampdoria. Intervenendo a Noi Biancocelesti, in onda sulle frequenze di Radio Erre 2, l'ex capitano biancoceleste ha raccontato come è avvenuta la sua cessione-lampo: "Sin dai primi giorni che sono tornato a Formello l'unica cosa che ho espresso al tecnico, al direttore sportivo e al presidente è che volessi rimanere alla Lazio, che era la cosa a cui più tenevo. Non la ritenevo una cosa obbligatoria, non è che dovessi rimanere per forza, poiché se loro mi avessero manifestato un'altra idea io sarei tornato alla Sampdoria che premeva per riavermi. Allora mi è stato detto di partire per il ritiro e che in una settimana mi avrebbero riferito la loro decisione. Passata questa settimana, dal momento che il mister si era espresso in maniera più che favorevole nei miei riguardi, automaticamente avevo dato quasi per scontato di rimanere. Invece il giorno di Ferragosto mi hanno chiamato il mio procuratore e il direttore della Samp dicendomi che sarei tornato lì. Sono rimasto sorpreso perché non avevo sentito assolutamente nulla e non ero stato avvisato, ma ho preso atto della situazione e sono ripartito per Genova. Con i miei compagni ho vissuto un mese e mezzo bello e molto tranquillo. Avevo chiesto solo chiarezza, non avendo più quindici anni... La mia priorità era Lazio, mi aspettavo una risposta veloce. C'era la Samp, che si è comportata benissimo e che mi ha aspettato fino all'ultimo non acquistando nessuno, ma io avevo preso tempo dando la precedenza alla Lazio. Evidentemente avevamo idee diverse. Con l'allenatore ci ho parlato, ma preferisco non dire cose poco simpatiche... Ci siamo lasciati bene, ma mi è mancata la telefonata della società che a questo punto credo non arriverà mai. Se tu non hai bisogno di me basta dirlo. Era una questione di rispetto per me e per la Sampdoria, che per una precisa strategia mi ha rimandato al mittente. Sperava di prendermi a titolo definitivo, magari con un prezzo più basso, prima del preliminare e invece ora non mi ha potuto impiegare... Sembrava quasi che dovesse saltare, perché stava andando per le lunghe. Essendo tornato a Formello dopo Ferragosto ho salutato i compagni e il mister. Ho rischiato di rimanere, facendo la fine di quei ragazzi che si allenano in un pezzo di campo dieci per cinque... Non faccio più previsioni, ho ancora due anni di contratto con la Lazio escluso questo. Se le cose dovessero andare ancora così spero che la Sampdoria mi riscatti".