Passione a gettone (ovvero non si trova mai parcheggio)

Aperto da GuyMontag, 03 Mag 2013, 23:52

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GuyMontag

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Lazionetter
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Arriva per tutti il periodo della riflessione. Spesso, fortunatamente, passa. Durante, però, emergono prepotenti questioni indifferibili, sostanziali, che segnano spartiacque. Nella fattispecie:
Il tifoso della Lazio è migliore degli altri tifosi?

Occorrerebbe anzitutto setacciare accuratamente, separare il grano dal loglio. Non è una questione di squadra supportata, il tifoso sta diventando una brutta bestia. Non so se mai sia stato una bella bestia, però vivaddio non sto solo colorando sbiadite immagini della gioventù, non sto solo mischiando la nostalgia della gioventù con i ricordi di stadio. Di altri stadi. Di stadi pieni, pieni di bandiere e di sciarpe (nei miei ricordi, molto più le prime delle seconde). Stadi dove, nella miglior tradizione hornbiana, c'erano parolacce, puzza di tabacco e di sudore, ma urla, incitamento, tamburi, ossessionanti e continui come quelli degli orchetti nelle miniere di Moria. E - per gli avversari - altrettanto minacciosi. Io lo avvertivo, distintamente, era nell'aria, come il polline a primavera, come l'erba in certi raduni (ebbene sì, ero pure un po' fricchettone), ma allo stadio c'eravamo noi e gli altri. Noi, tutto quello colorato di biancoceleste, gli altri, tutta la feccia (tifosi, giocatori, dirigenti, arbitri) che biancoceleste non era.

Mi tengo sulle generali. Tutto ciò poteva essere ascritto sostituendo il biancoceleste con qualsiasi altra associazione cromatica (non giallorossa, la mia immaginazione a tanto non arriva). E me ne facevo di trasferte, quindi vedevo anche the dark side of the moon, vedevo stadi pieni, ringhianti, ostili, rissosi e maleducati, andavo in trasferta e mi sentivo proprio in trasferta, respiravo l'ostilità e quasi l'odio, per quei novanta minuti. Poi finiva tutto. Alle volte no, talvolta toccava celare con accuratezza i propri vessilli, talaltra no, come mi accadde con mio padre in quei di Cagliari, usciti da una partita nei fumosi anni '70, quando nel parcheggio venimmo avvicinati da un gruppetto proveniente dalla provincia di Sassari, che ci offrirono carciofi sardi (quelli spinosi) e vino rosso, mentre ci raccontavano che erano venuti con la squadra locale in Ciociaria ed erano stati trattati così bene che conservavano un magnifico ricordo del Lazio, e benevolo della Lazio. Non ho mai visto mio padre, distinto e severo professionista, finire a insegnare a quei sardi la società dei magnaccioni, decantando le bellezze dei Castelli. Ubriaco come un topo.

Erano altri tempi, e non c'erano tutte le infinite motivazioni che tengono oggi lo spettatore lontano dallo stadio. E' diventato quasi un mantra, i biglietti cari, manca il parcheggio, c'è la pay-tv, non si vede niente, la tessera del tifoso, e chi più ne ha più ne metta. Ognuna di queste motivazioni contiene in sé un fondo di verità, e non si applica solo all'Olimpico di Roma. L'altro giorno mi è capitato di vedere una sorta di calcio minuto per minuto in tv su mediaset premium, e quel che mi colpiva erano stadi desolantemente vuoti, dove l'eco assomigliava pericolosamente a quello delle squalifiche nostre in Europa.

A questo punto un passaggio mi sfugge. Pro Vercelli-Grosseto, capisco che non era una partita di cartello. 1.399 spettatori paganti (di cui 1.063 abbonati). C'era più gente alla mia assemblea di condominio. Eppure la Pro aveva raggiunto la Serie B dopo circa 64 anni di inferno nelle categorie inferiori... L'entusiasmo era svanito, scivolato giù nello sciacquone con la consapevolezza che la permanenza in B era ormai difficilissima (tra l'altro, non ancora impossibile), ma era sabato, anche tempo bello, e poi i biglietti cari, il parcheggio (a questa non ci credo), la pay-tv eccetera.

E' un fenomeno nostrano. Non so se a qualcuno è capitato negli anni scorsi di incappare nelle splendide partite di seconda divisione inglese su Sportitalia. Stadi pieni, ma proprio pieni pieni, entusiasmo sempre e comunque alle stelle. Qualche giorno fa, servizio sulla Bundesliga. Gli stadi fanno paura per quanto sono belli. Ma non per la loro struttura, belli per i tifosi. E non quelli del Bayern o del Borussia, ettecredo, ma a Furth quasi retrocessa, a Freiburg, Mainz, ovunque scenografie da paura, mi ha fatto impressione proprio Furth, partita vitale, scivolone interno, alla fine - nella tristezza - applausi per tutti. Oppure anni fa, non mi ricordo se era Sunderland o Southampton o quella roba là, finisce il campionato, la squadra retrocede, invasione di campo, i tifosi... abbracciano i giocatori e li rincuorano, gli uni e gli altri in lacrime.

Trasponetelo qui. Non fatelo, è impossibile. Con un vezzo tutto nostrano, le nostre tifoserie sono al traino dei risultati, non trainano la squadra verso i risultati. La squadra va bene? Stadio pieno, sciarpate ed entusiasmo. Va male? Stadi vuoti, cupi e ringhiosi, dove i vari settori si accusano tra di loro e tutti, nell'affannosa ricerca di un colpevole, si dilettano per tutto lo spazio dell'incontro ad insultare a turno giocatori, dirigenti, allenatori, chiunque abbia la ventura o la sventura di essere associato alla propria squadra. Non si salva niente, c'è l'impossibilità di ammettere che se si perde magari è perché c'è qualcuno più forte, stante la cronica assenza della cultura della sconfitta (non solo in ambito sportivo, ahimé).

I tifosi (non solo le curve), allo stadio e sui forum, hanno abdicato al loro ruolo di traino. Sono più che altro occhiuti analisti di problematiche, contabili dei passaggi sbagliati, ragionieri degli investimenti errati. Ma la passione, quella passione che ti porta a non dormire per la tua squadra, che ti portava quando c'era la partita a presentarti allo stadio prima dell'apertura dei cancelli perché proprio non gliela facevi, la passione violenta, quell'ondata di calore che tutto travolgeva, che solo poteva portare la tua squadra, la tua amata squadra, a superare l'ostacolo, quella passione non c'è più.

E io avrei voluto vederla, quella passione, a Lazio-Bologna, molto più che al derby. Al derby è facile, grazie al cazzo. Ma esserci al derby è come esserci alla festa per lo scudetto del 2000. Ma se non vai allo stadio quando c'è la Lazio, se aspetti per fare l'esaurito il fatidico "incontro di cartello", ma cos'è questa passione? Ma sei un tifoso a gettone? La Lazio non è sempre la Lazio? Ti batte di più il cuore al derby che contro il Bologna o il Pescara? Ma allora la passione dipende dall'avversario, non dalla Lazio... non capisco, intanto noto che l'Arsenal per il 2012/13, su una capienza di 60.432 posti, ha una media di spettatori per gli incontri casalinghi che supera i 60.000... Ma vabbé l'Arsenal è l'Arsenal, le altre? Una a caso il Southampton, stadio da 32.689 posti, media spettatori 2012/13 di 30.837... più della Lazio...

Al netto di tutte le motivazioni. Parlo di passione, di pura passione, e a Southampton come a Furth, ci danno una pista. E sti grancazzi degli stadi più belli, la pay-tv ce l'hanno pure loro, se in definitiva la passione fosse una questione di parcheggio una soluzione si potrebbe trovare. Ma qui su questi forum, dove al più si paga l'adsl, com'è che non si trova un briciolo di questa passione? Com'è che anche qui si annega nelle recriminazioni e nelle accuse? Com'è che non c'è più gioia, ammesso che ci sia mai stata? Ma come ci si può aspettare che da questo clima che definire tossico è un eufemismo possa scaturire un qualcosa di positivo, che il dodicesimo in campo ormai è solo un gadget?

E qui torno alla domanda di partenza.
No. Il tifoso della Lazio non è meglio degli altri tifosi. E' - con le dovute eccezioni, nelle quali ognuno si troverà - un tifosetto tiepido, che si scalda solo al derby e contro le strisciate, che ho promesso a mia moglie di portarla all'ikea, e fa caldo, e c'è la crisi, e su mediaset se vede meglio, ma magari ci vado e così mi diverto un po' con qualche lotito pezzodimmm, e se qualcuno sbaglia giù fischi perché coi soldi che prendono...
E la passione? L'Aquila? Sò già du ore? Non mollare mai?

Altro che tirate fuori le palle, fate come noi, un popolo unito... l'unica speranza per questi ragazzi che scendono in campo con la nostra maglia è NON fare come noi, che alla fine, di quello che accade in quei novanta minuti su quel rettangolo verde, pare che ci freghi poco o niente...

Freccia01

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Lazionetter
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Quanto invidio la tua capacita di descrivere le emozioni ...

Io non so a quale categoria di tifoso appartengo pero' tutto questo negativismo che aleggia nel nostro ambiente mi ha così stufato da farmi quasi disinnamorare del calcio ....

Sfoglio lazionet quasi contro voglia per non leggere negatività , e per fortuna che ogni tanto mi compare un titolo un po' complesso da decifrare a primoacchitto ma comunque affascinante da cliccare solo perché sotto c'e il tuo nome ....

Difficile non darti ragione perché il tuo pensiero e' anche il mio .... 

Aqua Caliente

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Lazionetter
* 1.292
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Paro paro. Si e' difficile produrre qualcosa di positivo, ma dal canto mio queste sensazioni vere di passione non le ho mai perse e mai le perdero' e faccio di tutto per insegnarle e trasmetterle a chi mi sta accanto.
Io ho imparato a non farmi influenzare dall'ambiente, ma a tirare dritto: d'altronde quello che prova il "cuore" e' piu' forte di tutto e tutti.  :since

gesulio

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A me quello che più colpisce di questi ultimi anni nel tifoso laziale è la ricerca collettiva di uno o più colpevoli direttamente allo stadio, a partita in corso.

Il resto non mi sento di stigmatizzarlo anche se effettivamente avere a che fare nel forum con esclusivi ragionieri dei fallimenti e più in generale con gente che si presenta solo dopo le sconfitte mi infastidisce non poco. ma come detto non mi sorprende né mi scandalizza.

la vera differenza con gli altri universi calcistici sta nelle reazioni collettive allo stadio.

Come detto centinaia di volte, ho all'attivo come abbonato gli interi sei anni di b che ho vissuto.
ho visto campionati in cui già a febbraio la promozione era un miraggio, anzi. in uno di questi ci siamo pure dovuti salvare all'ultimo, e non era il fatidico 1987.
ho visto partite in cui che non avremmo mai segnato era comprensibile fin dai primi minuti di gioco, ho visto la Lazio perdere in casa con squadre del calibro di Monza e Messina, o stare sotto di due col Varese, ho visto il Palermo corsaro in una partita in cui ci fecero tre fischi e sono tornato a casa mentre le merde festeggiavano dopo averne presi altrettanti dalla reggiana, per fortuna pareggiati da giordano.

E non ho mai visto contestazioni organizzate,collettive, premeditate come alcune viste ultimamente.

sì, magari il giorno dopo c'era la gente incazzata a tor di quinto, oppure lì per lì potevi insultare questo o quel giocatore.
Ma niente di tutto ciò.

ricordo il famoso Lazio Vicenza di Stefano chiodi, in cui quel rigore ci costò la serie a e ricordo che come ogni anno alla fine c'era la solita invasione di campo, dato che era l'ultima in casa. ma non ricordo nessun tifoso avventarsi sui nostri con intenti vendicativi. Nemmeno su chiodi. era serie b, ribadisco, ed era prospettiva di un altro anno almeno senza serie a.
non oso immaginare con la situazione attuale cosa sarebbe successo.

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zorba

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Citazione di: GuyMontag il 03 Mag 2013, 23:52
(...) come mi accadde con mio padre in quei di Cagliari, usciti da una partita nei fumosi anni '70, quando nel parcheggio venimmo avvicinati da un gruppetto proveniente dalla provincia di Sassari, che ci offrirono carciofi sardi (quelli spinosi) e vino rosso, mentre ci raccontavano che erano venuti con la squadra locale in Ciociaria ed erano stati trattati così bene che conservavano un magnifico ricordo del Lazio, e benevolo della Lazio. Non ho mai visto mio padre, distinto e severo professionista, finire a insegnare a quei sardi la società dei magnaccioni, decantando le bellezze dei Castelli. Ubriaco come un topo.
(...)

;)

Grande Guy!

Per curiosità ricordi quale fosse la squadra locale di questi tifosi della provincia di Sassari?!?

Adler Nest

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Condivido tutto: ogni tifoseria e' la migliore (o pensa di essero) per la sua squadra.
P.S. La pro vercelli e' tornata in lega pro, ieri sera.
P.S.2: sicuro che i tifosi sardi avessero buone intenzione con i carciofi spinosi.... :-)

BiancoCeleste

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Lazionetter
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È tutto vero, purtroppo. La nostra tifoseria si è avvitata in questa spirale viziosa, fatta di notizie, commenti, analisi, critiche, il poter 'vivere' il calcio 24 ore al giorno ci sta facendo male, oramai la Lazio è sì la partita della domenica, o del sabato, o del giovedì, ma è anche l'informazione attraverso mille modi di tutti gli altri giorni della settimana. Io non so perché dal poter essere 'pervasi' di Lazio tutto il giorno si arrivi poi a una maggior freddezza verso l'evento davvero importante, la partita. Manca la voglia di parteciparvi, forse i tifosi (qui in generale, non solo quelli della Lazio) sono più freddi perché abituati a un evento differente, ovvero seguire la partita in tv, e la tv è fredda, con tutte le sue grafiche accurate e i numeri e i commentatori incravattati.

Secondo me c'è anche da aggiungere un paio di osservazioni.
A Roma la rivalità fa crescere l'acredine se non arrivano i risultati, è una città spaccata e nei momenti di difficoltà tutto si amplifica, non riusciamo a sopportare il confronto.
La seconda è che nel 2013 essere tifosi e frequentatori dello stadio ti fa apparire agli occhi degli altri almeno un po'...anomalo, diciamo. C'è un pensiero strisciante da parte di chi non segue o segue distrattamente il calcio, quando si parla di andare spesso allo stadio, di ritenere il tifoso minimo minimo un po' violento, e se la persona ha sempre dimostrato di non essere tale e magari è anche stimabile, comunque questo suo 'vezzo' incuriosisce. A me è capitato, parlando del mio tifo e dell'andare allo stadio, di sentirmi quasi un alieno, con esclamazioni di stupore mal dissimulato da parte degli interlocutori. E io non sono un professore universitario né amministratore delegato di una multinazionale. Forse anche questo dipende dal fatto che l'evento calcio è ormai percepito come inscindibile dall'evento solo televisivo.

orchetto

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* 12.967
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Che dire, purtroppo è così Io pure ricordo benissimo la B e lo so che non si dovrebbe dire, ma ancora oggi se ripenso a ieri, ora mi sembra di stare nelle alte sfere del paradiso malgrado 'andamento negativo del girone di ritorno.

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RubinCarter

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Citazione di: gesulio il 04 Mag 2013, 08:39
A me quello che più colpisce di questi ultimi anni nel tifoso laziale è la ricerca collettiva di uno o più colpevoli direttamente allo stadio, a partita in corso.

Il resto non mi sento di stigmatizzarlo anche se effettivamente avere a che fare nel forum con esclusivi ragionieri dei fallimenti e più in generale con gente che si presenta solo dopo le sconfitte mi infastidisce non poco. ma come detto non mi sorprende né mi scandalizza.

la vera differenza con gli altri universi calcistici sta nelle reazioni collettive allo stadio.

Come detto centinaia di volte, ho all'attivo come abbonato gli interi sei anni di b che ho vissuto.
ho visto campionati in cui già a febbraio la promozione era un miraggio, anzi. in uno di questi ci siamo pure dovuti salvare all'ultimo, e non era il fatidico 1987.
ho visto partite in cui che non avremmo mai segnato era comprensibile fin dai primi minuti di gioco, ho visto la Lazio perdere in casa con squadre del calibro di Monza e Messina, o stare sotto di due col Varese, ho visto il Palermo corsaro in una partita in cui ci fecero tre fischi e sono tornato a casa mentre le merde festeggiavano dopo averne presi altrettanti dalla reggiana, per fortuna pareggiati da giordano.

E non ho mai visto contestazioni organizzate,collettive, premeditate come alcune viste ultimamente.

sì, magari il giorno dopo c'era la gente incazzata a tor di quinto, oppure lì per lì potevi insultare questo o quel giocatore.
Ma niente di tutto ciò.

ricordo il famoso Lazio Vicenza di Stefano chiodi, in cui quel rigore ci costò la serie a e ricordo che come ogni anno alla fine c'era la solita invasione di campo, dato che era l'ultima in casa. ma non ricordo nessun tifoso avventarsi sui nostri con intenti vendicativi. Nemmeno su chiodi. era serie b, ribadisco, ed era prospettiva di un altro anno almeno senza serie a.
non oso immaginare con la situazione attuale cosa sarebbe successo.

100%

Sopratutto il primo pensiero, quello sulla ricerca continua del colpevole.
Come se identificando il colpevole l amarezza venisse meno.

Il  tifoso sembra usare la propria squadra per scaricare le proprie frustrazioni.
Ci sono uomini che lo fanno con le proprie mogli, e a quelle che va di lusso se la cavano con un divorzio...

E ovviamente condivido anche Guy.

italicbold

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Lazionetter
* 45.265
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Citazione di: GuyMontag il 03 Mag 2013, 23:52
Arriva per tutti il periodo della riflessione. Spesso, fortunatamente, passa. Durante, però, emergono prepotenti questioni indifferibili, sostanziali, che segnano spartiacque. Nella fattispecie:
Il tifoso della Lazio è migliore degli altri tifosi?

Occorrerebbe anzitutto setacciare accuratamente, separare il grano dal loglio. Non è una questione di squadra supportata, il tifoso sta diventando una brutta bestia. Non so se mai sia stato una bella bestia, però vivaddio non sto solo colorando sbiadite immagini della gioventù, non sto solo mischiando la nostalgia della gioventù con i ricordi di stadio. Di altri stadi. Di stadi pieni, pieni di bandiere e di sciarpe (nei miei ricordi, molto più le prime delle seconde). Stadi dove, nella miglior tradizione hornbiana, c'erano parolacce, puzza di tabacco e di sudore, ma urla, incitamento, tamburi, ossessionanti e continui come quelli degli orchetti nelle miniere di Moria. E - per gli avversari - altrettanto minacciosi. Io lo avvertivo, distintamente, era nell'aria, come il polline a primavera, come l'erba in certi raduni (ebbene sì, ero pure un po' fricchettone), ma allo stadio c'eravamo noi e gli altri. Noi, tutto quello colorato di biancoceleste, gli altri, tutta la feccia (tifosi, giocatori, dirigenti, arbitri) che biancoceleste non era.

Mi tengo sulle generali. Tutto ciò poteva essere ascritto sostituendo il biancoceleste con qualsiasi altra associazione cromatica (non giallorossa, la mia immaginazione a tanto non arriva). E me ne facevo di trasferte, quindi vedevo anche the dark side of the moon, vedevo stadi pieni, ringhianti, ostili, rissosi e maleducati, andavo in trasferta e mi sentivo proprio in trasferta, respiravo l'ostilità e quasi l'odio, per quei novanta minuti. Poi finiva tutto. Alle volte no, talvolta toccava celare con accuratezza i propri vessilli, talaltra no, come mi accadde con mio padre in quei di Cagliari, usciti da una partita nei fumosi anni '70, quando nel parcheggio venimmo avvicinati da un gruppetto proveniente dalla provincia di Sassari, che ci offrirono carciofi sardi (quelli spinosi) e vino rosso, mentre ci raccontavano che erano venuti con la squadra locale in Ciociaria ed erano stati trattati così bene che conservavano un magnifico ricordo del Lazio, e benevolo della Lazio. Non ho mai visto mio padre, distinto e severo professionista, finire a insegnare a quei sardi la società dei magnaccioni, decantando le bellezze dei Castelli. Ubriaco come un topo.

Erano altri tempi, e non c'erano tutte le infinite motivazioni che tengono oggi lo spettatore lontano dallo stadio. E' diventato quasi un mantra, i biglietti cari, manca il parcheggio, c'è la pay-tv, non si vede niente, la tessera del tifoso, e chi più ne ha più ne metta. Ognuna di queste motivazioni contiene in sé un fondo di verità, e non si applica solo all'Olimpico di Roma. L'altro giorno mi è capitato di vedere una sorta di calcio minuto per minuto in tv su mediaset premium, e quel che mi colpiva erano stadi desolantemente vuoti, dove l'eco assomigliava pericolosamente a quello delle squalifiche nostre in Europa.

A questo punto un passaggio mi sfugge. Pro Vercelli-Grosseto, capisco che non era una partita di cartello. 1.399 spettatori paganti (di cui 1.063 abbonati). C'era più gente alla mia assemblea di condominio. Eppure la Pro aveva raggiunto la Serie B dopo circa 64 anni di inferno nelle categorie inferiori... L'entusiasmo era svanito, scivolato giù nello sciacquone con la consapevolezza che la permanenza in B era ormai difficilissima (tra l'altro, non ancora impossibile), ma era sabato, anche tempo bello, e poi i biglietti cari, il parcheggio (a questa non ci credo), la pay-tv eccetera.

E' un fenomeno nostrano. Non so se a qualcuno è capitato negli anni scorsi di incappare nelle splendide partite di seconda divisione inglese su Sportitalia. Stadi pieni, ma proprio pieni pieni, entusiasmo sempre e comunque alle stelle. Qualche giorno fa, servizio sulla Bundesliga. Gli stadi fanno paura per quanto sono belli. Ma non per la loro struttura, belli per i tifosi. E non quelli del Bayern o del Borussia, ettecredo, ma a Furth quasi retrocessa, a Freiburg, Mainz, ovunque scenografie da paura, mi ha fatto impressione proprio Furth, partita vitale, scivolone interno, alla fine - nella tristezza - applausi per tutti. Oppure anni fa, non mi ricordo se era Sunderland o Southampton o quella roba là, finisce il campionato, la squadra retrocede, invasione di campo, i tifosi... abbracciano i giocatori e li rincuorano, gli uni e gli altri in lacrime.

Trasponetelo qui. Non fatelo, è impossibile. Con un vezzo tutto nostrano, le nostre tifoserie sono al traino dei risultati, non trainano la squadra verso i risultati. La squadra va bene? Stadio pieno, sciarpate ed entusiasmo. Va male? Stadi vuoti, cupi e ringhiosi, dove i vari settori si accusano tra di loro e tutti, nell'affannosa ricerca di un colpevole, si dilettano per tutto lo spazio dell'incontro ad insultare a turno giocatori, dirigenti, allenatori, chiunque abbia la ventura o la sventura di essere associato alla propria squadra. Non si salva niente, c'è l'impossibilità di ammettere che se si perde magari è perché c'è qualcuno più forte, stante la cronica assenza della cultura della sconfitta (non solo in ambito sportivo, ahimé).

I tifosi (non solo le curve), allo stadio e sui forum, hanno abdicato al loro ruolo di traino. Sono più che altro occhiuti analisti di problematiche, contabili dei passaggi sbagliati, ragionieri degli investimenti errati. Ma la passione, quella passione che ti porta a non dormire per la tua squadra, che ti portava quando c'era la partita a presentarti allo stadio prima dell'apertura dei cancelli perché proprio non gliela facevi, la passione violenta, quell'ondata di calore che tutto travolgeva, che solo poteva portare la tua squadra, la tua amata squadra, a superare l'ostacolo, quella passione non c'è più.

E io avrei voluto vederla, quella passione, a Lazio-Bologna, molto più che al derby. Al derby è facile, grazie al cazzo. Ma esserci al derby è come esserci alla festa per lo scudetto del 2000. Ma se non vai allo stadio quando c'è la Lazio, se aspetti per fare l'esaurito il fatidico "incontro di cartello", ma cos'è questa passione? Ma sei un tifoso a gettone? La Lazio non è sempre la Lazio? Ti batte di più il cuore al derby che contro il Bologna o il Pescara? Ma allora la passione dipende dall'avversario, non dalla Lazio... non capisco, intanto noto che l'Arsenal per il 2012/13, su una capienza di 60.432 posti, ha una media di spettatori per gli incontri casalinghi che supera i 60.000... Ma vabbé l'Arsenal è l'Arsenal, le altre? Una a caso il Southampton, stadio da 32.689 posti, media spettatori 2012/13 di 30.837... più della Lazio...

Al netto di tutte le motivazioni. Parlo di passione, di pura passione, e a Southampton come a Furth, ci danno una pista. E sti grancazzi degli stadi più belli, la pay-tv ce l'hanno pure loro, se in definitiva la passione fosse una questione di parcheggio una soluzione si potrebbe trovare. Ma qui su questi forum, dove al più si paga l'adsl, com'è che non si trova un briciolo di questa passione? Com'è che anche qui si annega nelle recriminazioni e nelle accuse? Com'è che non c'è più gioia, ammesso che ci sia mai stata? Ma come ci si può aspettare che da questo clima che definire tossico è un eufemismo possa scaturire un qualcosa di positivo, che il dodicesimo in campo ormai è solo un gadget?

E qui torno alla domanda di partenza.
No. Il tifoso della Lazio non è meglio degli altri tifosi. E' - con le dovute eccezioni, nelle quali ognuno si troverà - un tifosetto tiepido, che si scalda solo al derby e contro le strisciate, che ho promesso a mia moglie di portarla all'ikea, e fa caldo, e c'è la crisi, e su mediaset se vede meglio, ma magari ci vado e così mi diverto un po' con qualche lotito pezzodimmm, e se qualcuno sbaglia giù fischi perché coi soldi che prendono...
E la passione? L'Aquila? Sò già du ore? Non mollare mai?

Altro che tirate fuori le palle, fate come noi, un popolo unito... l'unica speranza per questi ragazzi che scendono in campo con la nostra maglia è NON fare come noi, che alla fine, di quello che accade in quei novanta minuti su quel rettangolo verde, pare che ci freghi poco o niente...

Bel post.
Non ho risposte, ovviamente, ma altre domande da aggiungere alle tue.
Magari sarebbe da sottolineare anche che la fruizione della passione calcistica é molto cambiata in questi 30 anni.
La partecipazione del tifoso che una volta prendeva le forme e il sonoro dei tamburi e delle bandiere oggi é copernicanamente cambiata. Perché c'é internet, ci sono i social network, che fanno sentire, ancora di più, il tifoso protagonista e attore dell'avvenimento sportivo.
C'é chi é assolutamente convinto che uno dei 2 scudetti sia stato vinto dai tifosi e non da Veron e Mancini.
Questo spiega, in parte, perché uno dei due scudetti della Lazio abbia, nell'immaginario anche molto artefatto del laziale medio, una importanza e una risonanza molto maggiore rispetto all'altro. Malgrado il secondo sia, cronologicamente, molto più recente.

Aquila Romana

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* 21.463
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Citazione di: gesulio il 04 Mag 2013, 08:39

ricordo il famoso Lazio Vicenza di Stefano chiodi, in cui quel rigore ci costò la serie a e ricordo che come ogni anno alla fine c'era la solita invasione di campo, dato che era l'ultima in casa. ma non ricordo nessun tifoso avventarsi sui nostri con intenti vendicativi.

Solo per la cronaca (ero presente anche io), i miei ricordi di quella domenica non sono gli stessi, i giocatori vennero rincorsi fino al tunnel sotto curva sud e vennero impiegate le unità cinofile per aiutarli ad uscire senza problemi....

paolo71

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Lazionetter
* 21.780
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quei tempi non torneranno più, i 70 mila di Lazio-vicenza (c'ero) i 30 mila di Napoli agli spareggi, le invasioni di tutti gli stadi della b (i 10 mila di Bologna, Parma, Arezzo...) sono piacevoli ricordi di una giovinezza sempre appresso a quella che era solo e vera passione, senza il tornaconto delle vittorie, bastava esserci, amarla, difenderla, piangerla!
Quella era passione.

oggi al tutti contro tutti faremo fatica a riempire i 30 mila della finale di coppa...

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Palo

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* 15.855
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Il solito condivisibilissimo e godibilissimo topic di GM.

blow

*
Lazionetter
* 20.008
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Citazione di: italicbold il 04 Mag 2013, 11:43
Magari sarebbe da sottolineare anche che la fruizione della passione calcistica é molto cambiata in questi 30 anni.
Io credo che molto, se non tutto stia qua.
Ai nostri tempi, cosi' sembriamo i nonni che raccontano ai nipoti, per sapere quello che faceva la tua squadra del tuo cuore dovevi aspettare i secondi tempi di "tutto il calcio, minuto per, minuto", oggi ci sono le telecamere infilate nelle mutande dei giocatori prima ancora di scendere in campo.
Sono cambiati gli orari, i giorni delle partite, i media, le radio, internet, c'e' un sovraffollamento di immagini e notizie che ti lascia senza respiro.
L'unica cosa che non e' cambiata sono gli impianti di gioco in Italia, rimasti quasi quelli di 30 anni fa o giu' di li'.
Rimane un fatto incontrovertibile, la passione.
Come diceva uno piu' bravo di me (V.) la partita si deve vivere allo stadio, con i propri occhi, senza il commento sotto di due anonimi telecronistii. La partita sono colori e suoni da vivere esclusivamente dentro uno stadio e non sulla poltrona di casa con la mano sul pacco, spiandola dal buco della serratura.
Proprio io mi domandavo dove era finito il tifoso della Lazio quando a fine dicembre eravamo secondi in classifica ma alla ripresa del campionato eravamo anche meno del solito, in un anonimo pomeriggio di gennaio contro il chievo.
Basta questo a giustificare il gelo che e' sceso sulla passione di molti?

Omar65

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Credo fossero altri tempi. L'abbonamento lo si faceva a prescindere dalla serie in cui si giocava, dalla campagna acquisti,da tutto. Era la Lazio e basta. Io ho ancora una sciarpa con la "A",che era il nostro obiettivo di quegli anni. Impensabile oggi...

Ps i post di Guy sono ossigeno puro, in un'atmosfera sempre più mefitica che sta inquinando anche questo forum...

eaglemiky

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Imho erano altri tempi e non c'era la concorrenza della tv. Per mia esperienza anche qui in uk gli c'e' la tv ma gli stadi offrono un servizio superiore anche alla tv e in germania  la storia e' simile. Gli stadi sono confortevoli , facilmente raggiungibili e sopratutto sono dei luoghi sicuri per i tifosi sia all'esterno che all'interno quindi vale la pena spendere dei soldi in piu rispetto alla tv per godersi la partita dal vivo.

Tarallo

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Anch'io, chiaramente, non mi riconosco piu' in questo modo di vivere la passione Lazio.
Ovviamente il primo motivo che viene in mente e' che siamo vdm (inutile che te nascondi, Guy, su sta cosa sei stanato).
Ammettiamo che sia cosi', a me paicerebbe molto che quelli che hanno rinunciato all'Amore con la A maiuscoli, che contano i peli del culo ai presidenti, a DS, ai responsabili comunicazione, che calcolano le aliquote e pianificano gli stadi, che cambiano opinioni sul Petkovic a seconda di quello che fa la roma, che insultano a destra e a manca e magari due mesi fa incensavano senza freni, ecco, che si chiedessero ogni tanto, qui sopra, in pubblico, se e' questo il rapporto giusto da avere con la Lazio.

Una discussione, da leggere, forse da vivere anceh attivamente per qualche vdm, poi si chiude e amici come prima.
Perche' per me un'analisi obiettiva darebbe solo una risposta.

luilhafondata

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Secondo me non e' un problema solo del calcio, ma del modello di societa' che c'e ora.
Siamo spinti a stare a casa, a non condividere nulla con gli altri, ci basta la televisione e un pc.

Non e' solo del calcio, anche al cinema si va di meno, anche ai concerti si va di meno, e anche alle manifestazioni.
Un po' ci hanno mandato in fissa che tutto e' pericoloso.Lo stadio e' pericoloso,fuori casa c'e la delinquenza,alle manifestazioni e' pericoloso.
Se ci fosse la possibilita' di vedere i film di prima visione a casa, i cinema chiuderebbero, ne sono sicuro.Tante volte ho assistito al cinema a scene di insofferenza verso il vicino di posto, che magari respira solo un po' piu forte del normale.
Una volta ci si riuniva casa di qualcuno per vedere le trasmissioni che andavano di moda..che so..'quelli della notte', o 'indietro tutta'..ora il massimo della condivisione sociale e' stare a casa e twittare.

C'e pure da dire che sono un VdM pure io. :)

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porgascogne

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Citazione di: GuyMontag il 03 Mag 2013, 23:52
...

I tifosi (non solo le curve), allo stadio e sui forum, hanno abdicato al loro ruolo di traino. Sono più che altro occhiuti analisti di problematiche, contabili dei passaggi sbagliati, ragionieri degli investimenti errati. Ma la passione, quella passione che ti porta a non dormire per la tua squadra, che ti portava quando c'era la partita a presentarti allo stadio prima dell'apertura dei cancelli perché proprio non gliela facevi, la passione violenta, quell'ondata di calore che tutto travolgeva, che solo poteva portare la tua squadra, la tua amata squadra, a superare l'ostacolo, quella passione non c'è più.

E io avrei voluto vederla, quella passione, a Lazio-Bologna, molto più che al derby. Al derby è facile, grazie al cazzo. Ma esserci al derby è come esserci alla festa per lo scudetto del 2000. Ma se non vai allo stadio quando c'è la Lazio, se aspetti per fare l'esaurito il fatidico "incontro di cartello", ma cos'è questa passione? Ma sei un tifoso a gettone? La Lazio non è sempre la Lazio? Ti batte di più il cuore al derby che contro il Bologna o il Pescara? Ma allora la passione dipende dall'avversario, non dalla Lazio... non capisco, intanto noto che l'Arsenal per il 2012/13, su una capienza di 60.432 posti, ha una media di spettatori per gli incontri casalinghi che supera i 60.000... Ma vabbé l'Arsenal è l'Arsenal, le altre? Una a caso il Southampton, stadio da 32.689 posti, media spettatori 2012/13 di 30.837... più della Lazio...

Al netto di tutte le motivazioni. Parlo di passione, di pura passione, e a Southampton come a Furth, ci danno una pista. E sti grancazzi degli stadi più belli, la pay-tv ce l'hanno pure loro, se in definitiva la passione fosse una questione di parcheggio una soluzione si potrebbe trovare. Ma qui su questi forum, dove al più si paga l'adsl, com'è che non si trova un briciolo di questa passione? Com'è che anche qui si annega nelle recriminazioni e nelle accuse? Com'è che non c'è più gioia, ammesso che ci sia mai stata? Ma come ci si può aspettare che da questo clima che definire tossico è un eufemismo possa scaturire un qualcosa di positivo, che il dodicesimo in campo ormai è solo un gadget?

E qui torno alla domanda di partenza.
No. Il tifoso della Lazio non è meglio degli altri tifosi. E' - con le dovute eccezioni, nelle quali ognuno si troverà - un tifosetto tiepido, che si scalda solo al derby e contro le strisciate, che ho promesso a mia moglie di portarla all'ikea, e fa caldo, e c'è la crisi, e su mediaset se vede meglio, ma magari ci vado e così mi diverto un po' con qualche lotito pezzodimmm, e se qualcuno sbaglia giù fischi perché coi soldi che prendono...
E la passione? L'Aquila? Sò già du ore? Non mollare mai?

Altro che tirate fuori le palle, fate come noi, un popolo unito... l'unica speranza per questi ragazzi che scendono in campo con la nostra maglia è NON fare come noi, che alla fine, di quello che accade in quei novanta minuti su quel rettangolo verde, pare che ci freghi poco o niente...
La chiave è tutta qui ... il tifoso, in Italia, ha un approccio diverso ... che si è modificato ...

Credo che la colpa sia proprio di ciò che c'è INTORNO al calcio. Troppe chiacchiere, troppi forum (lo so si dice fora ...) troppe aradio e, forse, troppi interessi "collaterali" (politica, economia, ....)

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