sarà stato settembre-ottobre ma parlando con una mia carissima amica lazialotta per descrivere l'insostenibile pesantezza del derby - partita che abolirei dal calendario del campionato, come prima misura per rilanciare l'economia del paese - pensai di citare un derby come finale di una qualche coppa, come ipotesi estrema, anzi implausibile, di partita dove non è possibile uscirne fuori con un pareggio, ma la vittoria dell'uno coincide conla sconfitta dell'altro, per cui la gioia di alzare la coppa corrisponde all'ignominia di vedersi alzare quel trofeo sotto al naso.
Per questo non voglio andare allo stadio, non soltanto per i motivi tuoi. Per questo una festa clamorosa di una città si è trasformata in una riunione blindata tra pochi intimi.
Immagina a Glasgow Rangers contro Celtic valevole per la Champions League ...