Oggi Paul "Gazza" Gascoigne compie 46 anni
In giornate come queste pensi alla storia della tua vita, a tutti quei giocatori che ti hanno accompagnato negli anni, idoli con indosso una maglia biancoceleste. E' una fede quella laziale, un popolo che ama e non dimentica chi ha portato gloria a questa società, o chi semplicemente ha dato il massimo ogni volta che è sceso in campo. Un posto speciale nel cuore dei tifosi ce l'ha Paul Gascoigne. Non ha vestito la maglia della prima squadra della capitale per molti anni, ma nessuno lo dimenticherà mai. Famoso per le sue prestazioni in campo, vedi il gol a Pescara o quello nel derby, è famoso anche per i suoi scherzi che facevano divertire i compagni ed arrabbiare gli allenatori. Oggi Gazza compie 46 anni, nessun Laziale può non pensare anche a lui mentre si festeggia la Coppa Italia: auguri Paul !
Ecco alcuni aneddoti su Gazza
Gazza e gli spogliarelli - «Viaggio Roma-Firenze in pullman, squadra in divisa con giacca e cravatta. Gazza è negli ultimi posti, si alza, passa davanti a tutti e va a sedersi proprio a fianco a Zoff che sonnecchia con le braccia conserte. Sorrisino da clown, e capiamo al volo che ha in mente una delle sue. Prima galleria, seconda galleria e poi un tunnel particolarmente buio e lungo. Usciamo e.... Gazza è sempre seduto a fianco di Zoff, ma completamente nudo. Capito? Si era spogliato in galleria. Zoff, immobile, braccia conserte, gira la testa, dice sottovoce: "Gaaazza, ma che cazzo faaai?". E torna a sonnecchiare». (Pierluigi Casiraghi)
Gazza e i bambini - «Un ragazzino chiede timidamente la firma ricordo su un pallone. Gascoigne prende la sfera e scrive, poi fa il gesto come per ridare la palla al bambino e a sorpresa pum, la calcia nel lago di fronte. Il piccolo tifoso? In lacrime, naturalmente». (Diego Fuser)
Gazza e le follie - «Partita di campionato, mi volto e vedo che corre in modo strano con il culo all'infuori. Lo chiamo: "Gazza, c'è qualche problema?". "No, sto imitando Cravero". La prima mezz'ora di partita si divertiva a giocare prendendo in giro i compagni: una volta si muoveva come Cravero, una volta come Platt». (Giovanni Stroppa)