Citazione di: Gert dal Pozzo il 06 Giu 2013, 21:07
Già è tardi per editare, ma scusate una cosa: lo stesso giorno c'era un articolo di melli a toni più o meno invertiti? Così mi dice un conoscente riomico, la cosa renderebbe l'articolo di dotto solo una voce in un duello di basso giornalismo, e la risposta di Lotito decisamente fuori luogo (e cmq io avrei cercato altre vie più sostanziose, anziché mettermi al loro livello)
Guarda, Gert, posso anche comprendere il senso del tuo ragionamento. ma il problema non è capire se quell'articolo di Dotto è stato redatto all'interno di una "disputa" con melli. Il problema è che quell'articolo (stupidamente offensivo nei confronti dei dirigenti e sprattutto dei tifosi della SS Lazio) non doveva proprio essere pubblicato sulle pagine di un giornale che ha il suo centro a Roma ma che nutre pure ambizioni nazionali.
E ti assicuro che sei fai un giro tra i forum romanisti, sono in buon numero quelli che mettono in risalto le stupidità contenute nell'articolo, la sua inutilità alla "causa". Dotto, nel momento in cui il blocco sportivo-mediatico-economico a cui è vicino rischia di esplodere, si rifugia in un mondo perfetto, cioè "
delazializzato". Ma il romanista, quello in carne e ossa, quello che va nei bar, in piazza, a scuola e che è già devastato dall'
hiroshima del 26 maggio e dalle vicende societarie, vive una realtà un pò diversa, e delle pippe ontologiche di Giancarlo Dotto non sa che farne: perchè il romanista ogni giorno è costretto ad incontrare quelli che "non esistono", ed ogni giorno quelli che "non esistono" gli rinnovano scientificamente Il Grande Dolore.
E' troppo anche per loro, per i romanisti, che pure conosciamo come culturalmente ottusi e fideizzati. Forse stanno cominciando ad avere la percezione che qualcuno li sta prendendo per il culo.