A regà, io pure preferisco vede la Lazio vicino casa, in assenza totale di altre variabili: trovatemi un Laziale che non è d'accordo con questo.
Il punto è che 'ste "altre variabili" ci stanno, esistono. E sono tante, tante, tante, tante.
Sennò a 14 anni, dopo le medie, prendevo e lo facevo pure io, il Manager de na squadra di calcio professionistica. A spanne me ne viene qualcuna, ognuna delle quali consta di diecimila considerazioni da ponderare, e sicuramente c'è un 95% di altre variabili che non conosco. Semplicemente immagino che se ti viene in mente di muovere uno staff di, boh, 100 persone? Tra giocatori, allenatore, cuochi, massaggiatori, dirigenti ecc. e di spostarle in Asia centrale per una partita di 90 minuti vuol dire che... beh, che c'è un universo, dietro la percezione sensoriale "partita di calcio + biglietto d'ingresso per la partita".
Sennò non armi 'sta camboggia per un mero "ricavetto" (tra virgolette) equivalente a quello di una normalissima partita di cartello di Serie A. Magari il mondo fosse tutto qui.
Io, appunto, faccio il tifoso. Male, eh. Ma ce provo.
Solo che quando leggo, su questo e su altri argomenti, l'estremo semplificazionismo, mi viene da provare, sommessamente, a suggerire, che dietro certe cose c'è un vero e proprio universo dietro, rispetto al mero "eccheccevò". Che vale pure per me, sia chiaro. Ed è quello che, appunto, mi spinge a utilizzare una certa prudenza nel porre in essere le mie valutazioni. Su questo ed altre cose.