Grazie a mio padre, viterbese emigrato a Roma che, laziale da sempre, si è fatto l'abbonamento appena ha trovato un lavoro, nei primi anni '70. Andavano allo stadio a piedi, da via Festo Avieno (balduina) un gruppo di ultras abbonati in tevere. I ricordi dei pranzi portati dalle signore, del vino, della terribile salita verso il Don Orione, ancora più terribile se si perdeva qualche partita, li ho stampati nella memoria. Finché non sono nata io portava allo stadio i miei cugini, è riuscito con 2/3 a inculcare la fede!
Non mi ricordo la prima volta che sono stata allo stadio, forse intorno ai 3 anni, ma ho ricordi di me piccolissima, con il billy portato da casa (ah bei tempi!), la fontanella sotto i distinti nord per riempire le bottigliette, il borghetti auto prodotto di mio padre, la bandiera, la fascetta (stile flash dance) con l'aquila stilizzata, le insolazioni perché all'olimpico e poi al flaminio non c'erano coperture, il pallone firmato da Bruno Giordano e la fierezza di rivendicare sempre in classe la mia Lazio anche se ero tipo l'unica su 28 bambini. Anche io penso che non avrei potuto mai essere tifosa di un'altra squadra, credo che sia veramente innato e va oltre qualsiasi altra contaminazione esterna.
Mio padre mi portava addirittura a vedere, da piccolissima, le partite della Lazio femminile, tra l'86 e l'88 anni di scudetti!
Ora che sono abbonata e ho un tifo mio "indipendente" da molti anni, il mio più grande rammarico è quello di non essere più riuscita a portare papà allo stadio.. Da quando c'è Stream e poi Sky preferisce sempre vedersela a casa, dice che non sopporta più i tifosi, che pensano sempre di saperne una più dell'allenatore

.
Detto da uno che portava la figlia 3enne a prendersi insolazioni all'olimpico è davvero impagabile!!!