Non saranno mai abbastanza.... GRAZIE

Aperto da enrico94, 21 Giu 2013, 10:23

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Adler Nest

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Ciao Giuliano, mi immagino che tu lassù te la stia spassando tra una sigaretta, una chiacchiera al bar, un palleggio con Luciano, una carezza agli aquilottti e aquile che ci hanno lasciato, un racconto al Maestro di ciò che hai fatto per noi.
E magari stai prendendo per il c.lo Giorgione per quel gol che è famoso più di quelli suoi o ci fai a sportellate giocando al poker della vita.

Mignolo

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Citazione di: arkham il 21 Giu 2013, 10:39
Non so voi, ma per me l'immagine di questa corsa ci rappresenta tanto quanto l'aquila.



Citazione di: maumarta il 21 Giu 2013, 14:35
Solo chi sceglie una fede perchè gli viene imboccata può pensare di offenderci con gli "undiciannidebì"!

Chi si innamora con il cuore e non con le orecchie (o la panza) non si rende nemmno conto se la sua amata ha una gamba più corta.

Anzi, le si mette a fianco e con la scusa di sorreggerla l'abbraccia... una volta di più.

Come hai fatto tu Giulià.

Tutto quello che è successo dopo quel giorno nasce da te e da quel tuo piedone grezzo.

:band5: "Il gol di Fiorini"  :band5:

anni buttati

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Grazie di tutto Giuliano, sei una delle stelle biancocelesti più luminose che brillano lassu'.

gesulio

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quando segnò Fiorini venne a correre verso il settore dove stavamo io coi miei fratelli e i soliti altri compagni di mille partite allo stadio. è l'ultima cosa razionale di cui ho ricordo quel giorno.

il boato al gol fu qualcosa di impressionante, inaudito, quell'urlo collettivo fece scempio di tutta la storia del tifo legato al calcio fino a quel momento, non c'era mai stato e non ce ne fu mai più uno simile, credo.

in quell'urlo c'era rabbia, speranza, angoscia, gioia, odio, amore, disperazione, frustrazione, urgenza, dolore, estasi.
la vita e la morte uniti in un unico convulso contatto fatto di 160mila braccia impazzite, era la deflagrazione di un nucleo atomico che aveva accumulato nel corso dei 7 anni precedenti una quantità mostruosa di particelle radioattive negative... prima del gol di Fiorini eravamo di fronte a un mostro tentacolare, che stava attaccando con le sue ventose cancerogene la coscienza collettiva di un intero popolo per succhiargli l'ultima scintilla vitale, gli mancavano 9 minuti per terminare l'opera, a soli 9 minuti dalla fine di tutto.

il gol di Fiorini trasforma un oceano sterile di ghiaccio in un mastodontico maelstroem, un vortice impazzito di meteoriti che sconvolge Roma e il mondo del calcio come l'avevamo conosciuto, tutto ciò, ricordiamolo, per un gol non decisivo, quale invece sarebbe stato quello di Poli a Napoli.

perché il non gol sarebbe stato decisivo.
il gol invece, non lo era, se si capisce ciò che intendo.

quando ripresi coscienza dopo il gol eravamo già nel recupero o quasi. ho vissuto 5 minuti di sospensione sensoriale totale, non riesco a ricordare un solo singolo episodio dal gol a quando mi resi conto che la partita stava finendo. il gol di Fiorini è la nostra sliding door, è la camera delle torture che finalmente si apre, con due uscite, in una delle quali c'è il nulla e l'oblio, nell'altra il tutto, la Storia futura, quella vissuta fino al 26 maggio e non ancora scritta.

con noi, accecati dalla furia di quella deflagrazione epocale, che a tentoni, zoppicando, sanguinando, lasciandoci dietro una inconfondibile scia che arriva fino ad ogni singolo seggiolino dell'olimpico di quel 21 giugno 1987, imbocchiamo la seconda quasi senza neanche accorgercene.

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Adler Nest

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Citazione di: gesulio il 21 Giu 2013, 15:25
quando segnò Fiorini venne a correre verso il settore dove stavamo io coi miei fratelli e i soliti altri compagni di mille partite allo stadio. è l'ultima cosa razionale di cui ho ricordo quel giorno.

il boato al gol fu qualcosa di impressionante, inaudito, quell'urlo collettivo fece scempio di tutta la storia del tifo legato al calcio fino a quel momento, non c'era mai stato e non ce ne fu mai più uno simile, credo.

in quell'urlo c'era rabbia, speranza, angoscia, gioia, odio, amore, disperazione, frustrazione, urgenza, dolore, estasi.
la vita e la morte uniti in un unico convulso contatto fatto di 160mila braccia impazzite, era la deflagrazione di un nucleo atomico che aveva accumulato nel corso dei 7 anni precedenti una quantità mostruosa di particelle radioattive negative... prima del gol di Fiorini eravamo di fronte a un mostro tentacolare, che stava attaccando con le sue ventose cancerogene la coscienza collettiva di un intero popolo per succhiargli l'ultima scintilla vitale, gli mancavano 9 minuti per terminare l'opera, a soli 9 minuti dalla fine di tutto.

il gol di Fiorini trasforma un oceano sterile di ghiaccio in un mastodontico maelstroem, un vortice impazzito di meteoriti che sconvolge Roma e il mondo del calcio come l'avevamo conosciuto, tutto ciò, ricordiamolo, per un gol non decisivo, quale invece sarebbe stato quello di Poli a Napoli.

perché il non gol sarebbe stato decisivo.
il gol invece, non lo era, se si capisce ciò che intendo.

quando ripresi coscienza dopo il gol eravamo già nel recupero o quasi. ho vissuto 5 minuti di sospensione sensoriale totale, non riesco a ricordare un solo singolo episodio dal gol a quando mi resi conto che la partita stava finendo. il gol di Fiorini è la nostra sliding door, è la camera delle torture che finalmente si apre, con due uscite, in una delle quali c'è il nulla e l'oblio, nell'altra il tutto, la Storia futura, quella vissuta fino al 26 maggio e non ancora scritta.

con noi, accecati dalla furia di quella deflagrazione epocale, che a tentoni, zoppicando, sanguinando, lasciandoci dietro una inconfondibile scia che arriva fino ad ogni singolo seggiolino dell'olimpico di quel 21 giugno 1987, imbocchiamo la seconda quasi senza neanche accorgercene.

e, beh! anche questa dovrebbe finire in prima pagina! Grazie Gesulio.

est1900

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"Un medico in Monte Mario"
Credo di averlo sentito 100 volte negli ultimi 10'.
Esserci stato (a dieci anni) e ricordarsi quel caldo, quella ressa, quell'urlo, quella gioia è una gioia e un onore paragonabili solo a quelle che provo quando, ogni tanto, prendo in mano il biglietto del 26 maggio.
Giuliano vive. E la Lazio grazie a lui.


genesis

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Citazione di: est1900 il 21 Giu 2013, 15:45
"Un medico in Monte Mario"
Credo di averlo sentito 100 volte negli ultimi 10'.
Esserci stato (a dieci anni) e ricordarsi quel caldo, quella ressa, quell'urlo, quella gioia è una gioia e un onore paragonabili solo a quelle che provo quando, ogni tanto, prendo in mano il biglietto del 26 maggio.
Giuliano vive. E la Lazio grazie a lui.

....lo ripetava in continuazione.....

io ricordo il signore accanto a me piangere ininterrottamente fino alla fine della partita.....
eravamo già oltre il precipizio....una mano c'ha ripreso in volo.....

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Citazione di: maumarta il 21 Giu 2013, 14:35
Solo chi sceglie una fede perchè gli viene imboccata può pensare di offenderci con gli "undiciannidebì"!

:band2: :band2: :band2: :band2: :band2:

JSV23

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Se oggi siamo qui a parlare di Lazio è merito tuo.
Giuliano Fiorini vive dentro ogni battito di ogni Laziale...

Masters

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Ero bambino e la sentii per radio,
non dimenticherò mai come trasformasti le mie lacrime di disperazione in lacrime di gioia.
Ciao Giuliano! :band1:


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Roxy00

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Venerdì, 21 Giugno 2013 - Ore: 20:27 | NEWS, Ultime Notizie

Il figlio di FIORINI ricorda: "Avevo tre anni ma ricordo il gran boato per il gol di papà"

NOTIZIE SS LAZIO – Esattamente ventisei anni fa, il 21 giugno 1987, venne messo a segno un gol che verrà ricordato per sempre da tutti i tifosi biancocelesti. Allo stadio Olimpico va in scena la gara tra Lazio e Lanerossi Vicenza, valida per la 37esima giornata del campionato di B. Una partita fondamentale per gli uomini di Fascetti, partiti ai nastri di partenza con una penalizzazione di 9 punti, per l'accesso agli spareggi salvezza contro Campobasso e Taranto. Gara che venne decisa solamente al minuto 82 grazie ad una zampata di Giuliano Fiorini. Marcatura che diede il là alla storica impresa compiuta da quella banda che si sarebbe conclusa due settimane dopo, il 5 luglio, grazie alla vittoria sul Campobasso che salvò i biancocelesti dalla retrocessione in Serie C. E proprio in questo giorno così particolare ha parlato il figlio di quello che è stato e sarà sempre uno dei bomber indimenticabili della Lazio: Federico Fiorini. "Avevo soli 3 anni, non potevo capire cosa stesse accadendo – le sue parole a 'lalaziosiamonoi.it' - ho potuto rivivere e comprendere quella partita soltanto tempo dopo. Mia madre non andava quasi mai allo stadio, soffriva troppo nel vedere le partite dal vivo, per questo rimanemmo a casa a seguire il match in tv. Ricordo un gran boato, ma successivamente ho capito cosa significasse quella rete di mio padre. Se sono orgoglioso? Sono tifosissimo della Lazio, quindi per me è veramente il massimo".Sulla vittoria della Coppa Italia lo scorso 26 maggio
"Ho visto la partita insieme a mio figlio di 3 anni e con noi c'erano anche due miei amici romanisti. Devo ammettere che al gol di Lulic ho strillato talmente tanto da spaventare il piccolo e farlo mettere a piangere. Con questa vittoria possiamo sfottere i nostri rivali cittadini per almeno 10 anni, tanto quando ricapita una finale tra Lazio e Roma (ride ndr). E' stata una gioia immensa, gli abbiamo alzato la Coppa in faccia!".Sul sua top3 dei gol biancocelesti
"Dovessi fare un podio dei gol più importanti della storia del club metterei al terzo posto Di Canio nel derby del 6 gennaio. Al secondo dico Lulic, in vetta rimane sempre il gol di mio padre. Senza quello tutto il resto non sarebbe stato possibile".

happyeagle

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Fred_Mallon

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Le note di "Un amore così grande" prima della partita... l'aria pesante di un pomeriggio di fine giugno... Avevo 15 anni e lui 16, lui... mio cugino, romanista sfegatato che ora non c'e' piu... lo ricordo con le braccia alzate al cielo al gol di Fiorini, unito nell'esultanza a tutto il popolo laziale...
perché quel giorno, in quello stadio, tutti i 60.000 cuori presenti erano fusi in uno solo... quel giorno doveva andare così, come da copione... sofferta fino all'ultimo, come in tutte le storie laziali, fino alla zampata finale...
Grazie Giuliano

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Lo conobbi l'estate del trasferimento, era contento di venire alla Lazio, aveva un po' timore di quella che secondo lui era una grande piazza....gran brava persona..ovviamente ero allo stadio....grazie

ralphmalph

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Avevo 24 anni e da quando ne avevo 13 ero abbonato. Non avevo perso una sola partita all'Olimpico prima di quel Lazio-Vicenza. Ma proprio a quella non potei andarci a causa di una cerimonia a cui non potevo mancare. Mi ricordo la scena come se l'avessi vissuta ieri, fuori dal ristorante attaccati a quella radiolina e poi l'urlo disumano al gol e il pianto liberatorio. Quell'assenza rimane il mio più grande dolore di tifoso. Ci ho ripensato tante volte, come ho ripensato alla mia assenza a birmingham per ragioni economiche e a quella a montecarlo (viaggio già programmato) per ragioni più tristi. Di queste assenza me ne sono fatte una ragione, ma di essermi perso il gol di Fiorini, proprio no. E' per questo che anche adesso, ogni volta che rivedo lo stadio di quel giorno e quella corsa di Fiorini sotto la nord, la mia nord, mi commuovo.
Grazie per sempre bomber

romolo

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Citazione di: Fred_Mallon il 21 Giu 2013, 22:36
Le note di "Un amore così grande" prima della partita... l'aria pesante di un pomeriggio di fine giugno... Avevo 15 anni e lui 16, lui... mio cugino, romanista sfegatato che ora non c'e' piu... lo ricordo con le braccia alzate al cielo al gol di Fiorini, unito nell'esultanza a tutto il popolo laziale...
perché quel giorno, in quello stadio, tutti i 60.000 cuori presenti erano fusi in uno solo... quel giorno doveva andare così, come da copione... sofferta fino all'ultimo, come in tutte le storie laziali, fino alla zampata finale...
Grazie Giuliano
le note di Un Amore cosí grande, Grazie ad una meravigliosa idea di Gianni Elsner il nostro caro Gianni, sono un ricordo indelebile per me, a quel tempo curvarolo che vidi quella partita in una meravigliosa Tevere numerata....

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andyco

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il giorno dopo avevo gli esami di maturità ma non potevo mancare, ero li con due miei cugini e ricordo  distintamente il gol e il boato pazzesco.Ero in ero in sud e la nord sembrava dovesse esploderci davanti
Non ho più vissuto allo stadio un emozione così intensa almeno fino al 26 maggio di quest'anno.
Grazie Bomber, per sempre nella mia storia di Laziale.

laziAle82

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Citazione di: ralphmalph il 22 Giu 2013, 01:35
Avevo 24 anni e da quando ne avevo 13 ero abbonato. Non avevo perso una sola partita all'Olimpico prima di quel Lazio-Vicenza. Ma proprio a quella non potei andarci a causa di una cerimonia a cui non potevo mancare. Mi ricordo la scena come se l'avessi vissuta ieri, fuori dal ristorante attaccati a quella radiolina e poi l'urlo disumano al gol e il pianto liberatorio. Quell'assenza rimane il mio più grande dolore di tifoso. Ci ho ripensato tante volte, come ho ripensato alla mia assenza a birmingham per ragioni economiche e a quella a montecarlo (viaggio già programmato) per ragioni più tristi. Di queste assenza me ne sono fatte una ragione, ma di essermi perso il gol di Fiorini, proprio no. E' per questo che anche adesso, ogni volta che rivedo lo stadio di quel giorno e quella corsa di Fiorini sotto la nord, la mia nord, mi commuovo.
Grazie per sempre bomber

Hai fatto commuovere anche me..

:band5:

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