Sono un fan di Cagnucci, da sempre. Anzi come scriverebbe lui:
Sono. Un. Fan. Di Cagnucci. Da. S.e.m.p.r.e.
Lui ha in sé la zampata del castoro, ll gomito del romanista, lo sfintere da gangbang. Detiene il record di contemplazione di ascelle altrui che alzano coppe.
Considerando quello che scrive, come minimo le sue notti sono turbate da incubi in cui rivive dormendo ciò che ha vissuto (morendo) durante la veglia.
Durante. La. V.e.g.l.i.a.
Quindi, per Cagnucci, bisogna prendere l'eterno dilemma che affligge ogni riommico e moltiplicarlo per 2. Anzi no per 71. Settantuno. Settanta. Più. Uno.
Un maestrino dalla penna marrone, che ha la fortuna di non doversi fare la barba né passare dell'inutile tempo davanti alla specchiera, visto ciò che Natura gli diede. Ha più tempo a disposizione degli altri. E questo lo avvantaggia.
Ma.
Ma Romita e il suo "c'è da fare sesso con la Lazio" è roba da citazione, da corsivo dorato nei biglietti d'auguri natalizi ad imperitura memoria.
Considerando però l'unicità di questa stagione, l'anno in cui Gli. avemo. Arzato. La. Coppa. In, Faccia.
Voto Romita per il Turone d'oro ma suggerisco un premio Speciale della Giuria da consegnare al Cagnucci.
Un castoro d'argento; un eterno dilemma intarsiato di cicche succhiate da Sabatini. Un gomito scorticato a dentate, sulla cui carne emerge coagulata la scritta in sangue: Lulic.