Io ripeto un concetto che ho già espresso in topic di argomento similare, che però vedo rinasce ogni tanto, segno evidente che un problema cè ed è sentito.
Io non credo in nessuna significativa capacità di influenza dei comunicatori pessimisti, qualora esistano davvero, sul tifoso medio, ancormeno su quello della lazio.
Nè credo esista alcun pessimismo cosmico di cui si parla, di mormora. Io ogni volta, non molte per la verità, che accendo una radio laziale, non sento altro che festeggiamenti per il 26 maggio, apprezzamenti per una campagna acquisti al momento buona; addirittura in una radio ogni giorno alle 19.27 si celebra il minuto della vittoria.
Questo è pessimismo?
Per non parlare dell'ambiente cittadino, con adesivi e murales praticamente in ogni semaforo, con quartieri con bandiere appese sui lampioni, con moltissime magliette di festeggiamento della vittoria vendute in due mesi.
Ma di che parliamo?
Il laziale gode e se la gode.
Ma il laziale, la maggioranza dei laziali, a torto o a ragione, senza entrare nel merito, evidentemente non crede, senza condizionamenti di nessuno, nelle capacità e nelle possibilità di questa dirigenza; questo è il punto vero.
E se siamo onesti tutti fino in fondo, ben sappiamo che questa opinione diffusa non è scesa dal cielo, ma è diretta conseguenza di 10 anni di gestione sotto gli occhi di tutti, in cui i numeri parlano in modo chiaro di una squadra mediamente piazzata tra l'8avo e il 9 posto, mai competitiva (con l'eccezione di un solo anno) nell'europa minore, competitiva in coppa italia, forse vera dimensione cui la lazio sembra essere fatta costruita.
Certo il trend è senza dubbio stato crescente, ma in un campionato a competitività descrescente dove anche l'udinese per due anni ha fatto la CL cosa a noi purtroppo sfuggita per poco.
Questi sono fatti da cui non è possibile prescindere se si vuole analizzare davvero il fenomeno del mondo lazio.
Questo trend di crescita diventerà durevole e strutturale? Bè lo speriamo e se sarà così le opinioni cambiereanno.
Ma la considerazione, la reputazione si costruisce con quel che si è fatto, ed io credo che quel che si è fatto, nei numeri, sia specchio fedele dell'attuale fiducia della tifoseria.
L'ambiente spaccato? vero, verissimo, ma non dimentichiamo che qui gli errori li hanno fatto tutti, presidente compreso che se ne è reso, parimenti ad altri, partecipante attivo, alimentando per diversi anni il principio del contro e dello scontro alla tifoseria e alla curva, invece che quello della mano tesa.
Perciò, perciò occorre tempo, credibilità e fatti.
Tutto il resto sono paranoie e pippe mentali.
E lo dice uno che nonostante il pensiero noto su questa proprietà ha l'abbonamento dal 10 giugno.
Poi ci sarebbe da ridere se a fine agosto scopriamo che i nostri abbonamenti saranno qualche migliaio in meno dei supergonfiati da politica, media e banche che ne avessimo noi un 10% di questo appoggio, ne vedremmo delle belle.
Siamo passati da 40mila a 13mila abbonati. L'emorragia è stata enorme, più che in altri club.
E' evidente che le responsabilità sono di tutti, tifosi ma anche società.
Ed è evidente che un problema cè stato, che colpevolmente la società ha ignorato per molto tempo, inutile negarlo.
Quindi secondo me, meno paranoie e diamo tempo a tutti, società e tifosi.