Non so se le tesi portate avanti dai difensori di Stefano possano già da adesso produrre una decisione che vada nella direzione di una assoluzione piena per il nostro capitano.
Di certo hanno creato una serie di crepe nella ricostruzione di Palazzi. Ma non per spernacchiare Palazzi in se, l'obbiettivo è Artico e quello che dovrà scrivere per motivare una eventuale condanna.
Non bisogna dimenticare che tutti i gradi successivi, se ci dovessero essere, verteranno su ciò che scriverà Artico.
Importanti i passaggi in parallelo alle indagini di Cremona su cui Palazzi costruisce il deferimento.
Tre differimenti per arrivare al deferimento, tanti quanti le proroghe richieste da Cremona in attesa di ulteriori e più certi riscontri.
18 mesi di ulteriori indagini non hanno portato a nessun elemento nuovo o diverso rispetto ai primi atti. Evidentemente non c'era altro.
Forse non sono riusciti a trovare altre prove perchè non si è consumato nessun illecito e quindi non c'è niente da provare.
La ricostruzione di Palazzi può anche essere logica ma ciò che all'apparenza parrebbe logico non sempre nella realtà corrisponde alla verità dei fatti.
Soprattutto se viene ricostruito solo su basi indiziarie e non su prove inoppugnabili.
Senza nessuna prova questa rimane una ricostruzione dei fatti "presunta", ma non è detto che sia esattamente ciò che è successo. Moltissimi casi giudiziari del passato ce lo hanno dimostrato.
A noi per esempio è successo nel 2006, dove sembrava che il nostro presidente per il tramite di Carraro avesse ottenuto dei favori arbitrali per salvare la Lazio dalla retrocessione.
In primo grado la ricostruzione di Palazzi portò ad una sentenza di condanna (e li c'erano le intercettazioni).
I giudizi successivi dimostrarono che quello che appariva logico e quindi certo, venne smentito.
Carraro fu pressoché assolto (solo una ammenda), i tre arbitri coinvolti furono scagionati. Passammo dalla 'B' alla 'A' con lieve penalizzazione.
Ciò che a Palazzi ed al giudice di primo grado SEMBRAVA LOGICO E VERO non corrispose poi alla realtà dei fatti. I loro giudizi e le loro certezze vennero successivamente smentite e sgretolate.
Altro dato importante è la circostanza che Gervasoni nel tempo modifica più volte le sue versioni dei fatti.
Mauri no, ed i riscontri presentati dai suoi avvocati confermano ciò che hanno sempre detto fin dalle prime dichiarazioni, anche sotto la pressione della misura cautelare e degli interrogatori al buio.
Ancora: in questa tornata di deferimenti nessuno dei coinvolti ammette nulla, nessuno chiede il patteggiamento nonostante tutti siano coscienti che le pene, in caso di condanna, potrebbero essere molto severe.
Forse nessuno vuole patteggiare perchè nessuno ha nulla da ammettere.
Forse non c'è stato nessun illecito da patteggiare.
D'altronde le conferme che si attendevano dalle ulteriori indagini e da Gegic non sono arrivate, le dichiarazioni di Gervasoni confermano che lui direttamente non ha attivamente partecipato ai tentativi di combine ma ne ha avuto notizia.
Nessuno dei direttamente coinvolti indica in Mauri l'elemento portante della combine.
Nessuno scambio di denaro, nessun volume di giocate anomale laddove queste giocate potevano trovare il loro sfogo naturale.
Un motivo ci potrebbe essere.
Forse, dico forse, non c'è stata nessuna combine.
La volontà di poter vedere se poteva esser fatta magari si, ma è una concreta e a questo punto logica ricotruzione che in sostanza il tutto non è mai partito. Passeremmo forse nel campo del "tentato illecito" ma non è di questo avviso Palazzi.
A corredo di tutto ciò, i contatti frenetici tra Zamperini, Iliewski e gli Asiatici potevano "logicamente" far dedurre che c'era l'accordo ma, visto che di queste comunicazioni non se ne ha il contenuto, potevano allo stesso tempo essere funzionali a comunicare che non c'era nessuna possibilità di fare accordi. Sarebbe una ricostruzione logica anche questa o no?
Comunque l'importante è aver iniziato ad istillare dei legittimi dubbi (sia sulla conduzione delle indagini, sia sui riscontri probatori che arrivano esclusivamente dalle difese) in chi deve giudicare.
Da Artico in poi.
Questa è una partita che potrebbe giocarsi in tempi diversi e su diversi tavoli.
Due anni di indagini non hanno portato riscontri oggettivamente concreti sulle ipotesi di combine.
Nessuno ha dimostrato con prove certe e riscontrabili come si siano effettivamente e materialmente concretizzati i tentativi di combine.
Nella sentenza di condanna, che non sarà più una semplice "ricostruzione presunta" dei fatti dell'accusa (e, per ciò che lo riguarda, Palazzi nel suo ruolo può tranquillamente ricostruire i fatti come meglio crede), laddove Artico deciderà di condannare i deferiti, ha la responsabilità di dover scrivere necessariamente qualche cosa di più concreto. E non semplici "suggestioni".
La dentro ci sarano le motivazioni che porteranno alla condanna e dovranno essere oggettivamente più solide.
Non più una ricostruzione del "possibile".
Perché queste eventuali motivazioni di condanna saranno oggetto di ulteriori giudizi e quindi non potrà più essere sufficente il "potrebbe essere andata così".
Scrivendole, Artico, non potrà non tener conto dei precedenti giudizi relativi allo stesso filone di inchieste ed alle tranvate che hanno già preso in situazioni similari a questa.
Se non sarà così, se verranno condannati sulla scia del "teorema Palazzi" o per mera "volontà politica", l'opera di demolizione nei successivi gradi di giudizio potrebbe essere un gioco da ragazzi o, per dirla come spesso fanno gli avvocati, "gli spazi per la difesa saranno amplissimi" (ma di questo gergo tecnico ne sa sicuramente di più Air).
P.S: Scusate la lunghezza!!