Citazione di: giangoverni il 09 Set 2010, 19:45
Io penso che i Lazioclub siano morti anche per consunzione. Avevamo un Club alla Rai ora non c'è più perché nessuno se ne vuole più occupare. L'ultimo a farlo fu Guido Paglia: lo fece per un anno e poi non più.
Poi, quando si sono messi contro gli irriducibili è passato il principio del chi me lo fa fare: perdo tempo e poi rischio pure.
Rivelazione interessante, quella in neretto.
Uno degli aspetti che non riesco veramente a capire è come mai, nel corso degli anni, gli organi ufficiali della comunicazione locale e nazionale non abbiano speso un briciolo del loro tempo per un'inchiesta seria sul fenomeno degli ultrà all'interno del mondo Lazio.
Ho avuto la sfortuna di assistere ed ascoltare sproloqui rabbiosi nei confronti del Presidente Lotito, insultato e trattato come il peggiore dei criminali e nessuno ha mai avuto la dignità e il coraggio di impostare una UNA trasmissione radiofonica o televisiva, o di scrivere un UN articolo solamente sull'atteggiamento degli Irriducibili dalla loro nascita fino ad oggi.
Mai nessuno, con serietà e insistenza, penna o microfono in mano, che abbia messo in dubbio il valore di un'organizzazione che nel corso degli anni ha diffuso i disvalori del fascismo allo stadio, dentro e fuori i confini del raccordo anulare e dell'Italia.
Mai nessuno che concretamente abbia fatto un gesto di dissenso a favore di un'immagine che è stata stuprata.
No.
Ancora adesso, e per anni, sono, siete intervenuti alle varie radio solamente per gettare discredito sulla figura del Presidente, riducendo ai minimi termini dialettici l'analisi dei suoi meriti ed ingigantendo con livore i suoi errori con un accanimento così feroce che il 10% sarebbe bastato per far sciogliere i gruppi fascisti nel giro di un mese.
Lo stesso Guido Paglia l'ho sentito blaterare di lazialità perduta, di mediocrità, della fine del sogno della Lazio cragnottiana con un furore degno di un melodramma sirkiano.
E mai una parola seria, grintosa, perentoria contro i buu razzisti, le braccia a paletta, la cresta sui biglietti, la rovina dell'immagine della Lazio nel mondo.
A me sembra che alla fine l'unico con le p.alle che è stato capace di mettersi di traverso a chi ha veramente rovinato l'immagine della Lazio sia stato proprio Lotito, l'agnello sacrificale di ogni sfogo via etere del tifoso medio, dell'ex dirigente, del giornalista ancora nostalgico della Lazio in bianco e nero con le pistole, il panino con la salsiccia e Sentimenti IV.
Sinceramente, e non avevo dubbi, i nodi stanno venendo al pettine e chiunque abbia preferito, vigliaccamente, additare Lotito come il male della Lazio invece di (avendone le possibilità, il tempo, le armi e soprattutto lo stipendio per farlo) circoscrivere l'ingorgo che intoppa questo dannato tubo chiamato ambiente laziale non può così facilmente riguadagnarsi la stima e il rispetto.
Per anni i giornalisti o pseudotali se ne sono lavati le mani, hanno preferito il compitino, l'articoletto insulso sul settore giovanile e gli epurati, la lettura degli sms su "Lotito se ne deve annà".
Troppo facile. Questa a casa mia si chiama connivenza. Ed è molto peggio di lasciar andare Faraoni, Permettetemi.