Ristorante Il Mestolone a Capalbio scalo, tecnologicamente dotato di mega televisore a retroproiezione e di un gramo antipasto maremmano.
Un gruppo, ormai disperso dalle onde del destino, di amici di ombrellone a Macchiatonda, padri di figli coetanei, divenuti compagni di giochi in quel segmento di vita, nonostante avessero tutti una ventina d'anni più di me.
Io unico laziale, accanto un amico vero juventino di Roma, portato via all'improvviso qualche anno fa da una di quelle onde, e una mezza dozzina di romoletti attrespolati.
Una vittoria che era un presagio: saremmo stati protagonisti, e così fu.
Esultai sguaiatamente, come sempre nelle partite decisive, senza alcun ritegno, leggendo sul volto dei romoletti la amara consapevolezza dell'inizio di un'era a tinte biancocelesti.
Quindici anni e sembra un'altra vita. E un'altra Lazio.