Vorrei provare a fare una sintesi del (bel) dibattito che è cresciuto all'interno del thread.
Ok, ci siamo, il mestiere del giornalista, il ruolo della stampa, la fame di comunicazione, il coraggio, il tengo-famiglia e il chi-me-lo-fa-fare. La deontologia, l'etica e le redazioni piene a tutti i livelli di anti-Laziali. Ho letto tutto e possiamo continuare a discutere.
Io, nel caso specifico del processo-Mauri, noto un'anomalia sostanziale, rispetto alle centinaia di altri "casi" di ambito più o meno giuridico, o giudiziale, o investigativo o comunque da... Fox-Crime, quella pletora di telefilm dove poliziotti, procuratori, detectives, giudici istruttori e commissari ci invadono le televisioni, ubriacandoci di indagini su delitti più o meno efferati.
Nel caso Mauri/Lazio, a differenza degli altri più eclatanti degli ultimi anni, voglio dire dai processi Berlusconi a Avetrana, da Garlasco al processo Ruby, indietro fino a Cogne e al delitto di Perugia etc. (gli argomenti-forti di Bruno Vespa per capirci

), assistiamo ad un assoluto andamento univoco dei commenti (ammesso e constatato che tanto le inchieste, "i fatti", hanno relativamente poca importanza sulla stampa italiana...). Univoco, allineato e compatto: il Calcio è marcio, Mauri è colpevole, se lo assolvono è la prova del marciume, della mafia, della magistratura collusa etc etc etc già li vedo i fondi delle belle penne con argomentazioni alte su questi temi, che arriveranno.
Facile facile, del resto.
Voglio dire, su Avetrana abbiamo letto oceani di pagine sulla colpevolezza e sull'innocenza delle assassine (o dell'assassino? manco mi ricordo...) e così su Saporito e Kercher, su tanti altri casi, tutti con argomenti circostanziati, ragionamenti seri, concetti ponderati e spesso ponderosi. E lo stesso, via sembra quasi incredibile, ma è successo ance riguardo all'ingenuità di Ruby-Rubacuori, ragazzina sfortunata descritta da certi giornali (e certi giornalisti) come una volenterosa giovine extra-comunitaria in cerca di fortuna...

e da altri, più o meno altrettanti, in maniera totalmente diversa...
Penne e mani e cervelli (dei giornalisti) ben ripartite fra il bianco e il nero. Fra i colpevolisti e gli innocentisti, fra i forcaioli e i garantisti. Sempre, anche ai tempi di Tangentopoli per dire, finanche nei riguardi dei peggio ladroni, persino quello che ridacchiava ai tempi del terremoto de L'Aquila avrà trovato qualcuno disposto a giustificarlo, a "perdonarlo", a soppesarne i torti e i meriti.
Nel caso Mauri/Lazio no, non mi pare per niente.
E questo, onestamente è anomalo. Fatte salve tutte le condivisibili e circostanziate situazioni descritte da GM, Strike, Coldilana e gli altri, analizzato tutto, le questioni personali e le questioni deontologiche, le politiche editoriali, le veline e quant'altro, resta comunque strano, davvero strano questo allineamento, questo appiattimento quasi ottuso su posizioni fisse, acritiche, aprioristiche.
Processassero uno della Casta, un parlamentare abbuffino, che ne so, magari uno con doppia-tripla pensione, uno che occupasse una casa in centro assegnatagli da un Ente, con macchine, scorte (a carico nostro, sottolineato tre volte ogni volta!!!) collusioni e armadi pieni di scheletri... bè, sono certo che non assisteremmo ad uno schieramento così omogeneo di pareri sfavorevoli, da torquemada-da-quattro-soldi incattiviti e rabbiosi, per non dire da veri crociati a penna (e tastiera) minacciosamente brandita, votati al martirio, come assistiamo in questo caso.
Come ho già scritto a Bibì e Bibò: ma perché?
Ma che cazzo vi ha fatto Mauri?
Oppure, se non è Mauri come Mauri (lui, uomo, giocatore figlio e marito con una sua storia specifica) ma Mauri come rappresentante della "casta" dei calciatori straricchi e esempi-negativi-della-gioventù

, per me la domanda rimane la stessa: perchè?
Esageriamo? Non so, non credo.