Citazione di: Chuppy il 14 Ago 2013, 16:34
Prima di tutto quando un giocatore viene intervistato espone il suo pensiero, per quello della squadra e società
esistono le figure degli addetti stampa.
e poi, se lo avesse detto a RomaChannel sarebbe stato "permesso"?
E in un canale Nazionale la risposta deve essere diversa, piu' "professionale"?
Ma sto comportamento non vi sembrerebbe FALSO e IPOCRITA?
"professionale" per voi vuol dire mentire, a beneficio della "COLLETTIVITA'" che ascolta?
Vedete che vi comportate proprio come "utenti finali"?
volete che dicano quello che volete sentirvi dire.
Ed è questo quello che fanno, VI PRENDONO TUTTI PER IL CULO!!!
Cioè voi siete quelli a cui viene riportato che la moglie se la diverte,
comprendete, ma siccome non l'avete vista con i vostri occhi (e sperate di non vederla), fate finta de niente.
Che tristezza...
Allora, innanzitutto: un bel respiro profondo e ridimensioniamo un po' le cose. Perché se esprimiamo un parere diverso dal tuo non siamo necessariamente perbenisti o ipocriti, né tantomento "utenti finali" (e st'uscita te la potevi risparmiare).
Io alleno ragazzi da più di quindici anni. Quello che cerco di insegnare ai miei ragazzi, prima di ogni altra cosa, è come si sta fuori dal campo. Il lavoro sul campo, per me, viene dopo. E' quello che mi è stato insegnato, è quello che insegno. E per me è il punto-cardine dello sport: rispetto per l'avversario, sempre. Rispetto per lo sconfitto, sempre. Poi, quando stiamo tra di noi, facciamo tutto il casino del mondo. Ma agli altri si porta rispetto, oppure si sceglie di fare altro nella vita.
Il discorso che faccio io su De Rossi e su quelle frasi del marzo 2010 è molto semplice: ti stanno intervistando sui risultati della tua squadra e della tua diretta concorrente, e tu inizi a fare commenti sprezzanti e perculeggianti nei confronti di qualcun altro. Ebbene, per me è sbagliato, per me non si fa. Lo può fare un tifoso, lo può fare persino un giornalista o un opinionista (per quanto, pure lì...), ma tu, che sei un professionista, non lo dovresti fare, e lo sai. Se scegli di farlo, ti qualifichi da solo per quello che sei: un piccolo, piccolo uomo di sport.
Il contesto conta, contano i ruoli, contano i momenti. Conta quel che si dice, ma soprattutto conta come lo si dice, e quando lo si dice.
Se un giocatore della Lazio facesse il pollice verso alla sud dopo un derby vinto, con i difettosi a rischio retrocessione, io mi vergognerei per lui. Perché di là c'è gente che segue la propria squadra del cuore con passione e che sta vivendo un dramma sportivo, e quella gente merita il tuo rispetto, e se non sei capace di rispettarla, allora non sei un professionista: lascia perdere, vai a fare il tifoso. Se hai le palle, e vuoi fare il capopopolo, il pollice verso vallo a fare in faccia ai giocatori avversari, o meglio ancora su un campo d'Eccellenza, e poi se divertimo.
La stessa, identica vergogna la proverei se un giocatore della Lazio ironizzasse fuori contesto, e in maniera sguaiata e irrispettosa, sui drammi sportivi di una squadra avversaria (sì, compresi quellidellà). Anzi, la vergona sarebbe maggiore, perché un pollice verso in campo, per quanto sbagliato, può essere il frutto del fomento agonistico, mentre il perculeggiamenti in un'intervista lo fai a bocce ferme, quando in teoria dovresti avere più di tre neuroni in funzione.
Poi, oh, ognuno la pensa come vuole, e ci mancherebbe altro. Per me - ripeto, PER ME - un giocatore che fa un'intervista del genere dimostra di non essere un uomo di sport.