Calcioscommesse, Mauri e la Lazio nei guai per 150 telefonate
Svolta nell'inchiesta dopo un anno di attesa. Cremona consegna a Palazzi le carte della combine col Genoa. La procura federale pronta a chiudere entro luglio. Scontro accusa-difesa per la sim segreta del giocatore di GIULIANO FOSCHINI e MARCO MENSURATI
ROMA - Dopo un anno di tentennamenti, qualcosa si muove sul fronte dimenticato del calcioscommesse. E non tanto perché il procuratore Palazzi ha depositato i 33 deferimenti per il filone relativo a Bari-Treviso e Salernitana-Bari (con l'archiviazione per Ranocchia e con Gillet che rischia fino a 5 anni di squalifica); ma soprattutto perché si è improvvisamente sbloccata l'"inchiesta" sportiva derivante dalle indagini di Cremona, quella per capirsi che riguarda la serie A e in particolare le partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del maggio 2011. E, a quanto pare, l'intenzione della procura è quella di fare un bel po' di deferimenti - tra questi, quello della Lazio e del suo capitano Stefano Mauri - entro il mese di luglio, per poi procedere rapidamente verso i processi, così da dare una parvenza di regolarità almeno al prossimo campionato.
A smuovere il cosiddetto "007 federale" alcuni documenti rilevanti inviati dalla procura di Cremona e raccolti negli ultimi mesi dagli uomini del Servizio centrale operativo della polizia, che continuano a lavorare sul calcioscommesse e che hanno recentemente scoperto che il calcio italiano, due anni dopo l'arresto di Beppe Signori e l'inizio dello scandalo, è messo peggio di prima.
Tra questi documenti, c'è, tra l'altro uno schema che ricostruisce analiticamente il flusso di telefonate intercorso la notte prima di Lazio-Genoa (4-2) tra Mauri e quelli che secondo la procura penale sono stati gli altri organizzatori della combine.
Tra mezzanotte e le quattro del mattino - ricostruisce nella sua analisi lo Sco - ci sono circa 150 "contatti consequenziali". Per fare un esempio: alle 00.21 Gervasoni (Carlo, uomo degli zingari) chiama Zamperini (ex calciatore, secondo l'accusa il contatto con la Lazio). I due chiudono, e immediatamente Zamperini chiama Mauri sulla scheda telefonica "dedicata" in uso al centrocampista e intestata a Samanta Romano, fidanzata di Luca Aureli, titolare di un centro scommesse e amico di Mauri. I due a loro volta chiudono, e Zamperini chiama subito il capo degli Zingari, Ilievsky (che in quei giorni va a Formello, come testimoniano le celle telefoniche che mappano gli spostamenti del suo telefonino). Mentre Mauri si precipita a chiamare il suo amico Aureli. Nel frattempo Ilievsky chiama Singapore, dove c'è Tan Set Eng, cioè Dan, cioè il capo di tutto. E così via, fino all'alba, in un vorticoso giro di telefonate, con il cellulare di Zamperini in costante contatto con quello di Gervasoni, Mauri, Ilievsky e Aureli; quello di Mauri con Aureli e Zamperini; e quello di Ilievsky con Zamperini e Tan Set Eng.
Agli atti ci sono anche telefonate tra Zamperini e Gecic (l'altro membro del gruppo degli Zingari, ora agli arresti) e tra Zamperini e Bobo Vieri (i due sono amici). Il giorno della partita, poi, arrivano le telefonate tra Ilievsky e il gruppo degli ungheresi, altri scommettitori che la settimana successiva andranno a Lecce dove giocherà di nuovo la Lazio.
Secondo la versione di Mauri la scheda "dedicata" gli serviva solamente per scommettere sugli altri sport. Secondo gli investigatori, che non hanno mai creduto a questa versione, questa analisi dimostra che la versione è fasulla: anche perché non coinciderebbero nemmeno i tempi di attivazione tra quanto raccontato da Mauri e quanto riscontrato dalla polizia.
(07 giugno 2013)
Milanetto e Mauri negano dal pm, si indaga anche sul derby di Genova
Il derby di Genoa dello scorso anno entra ufficialmente nell´inchiesta di Cremona. Entra dalla porta principale, con una domanda del procuratore capo Roberto Di Martino a Omar Milanetto, nell´interrogatorio di garanzia di ieri: «Le risultano attività o contatti tra calciatori in occasione di Genoa-Samp?» ha chiesto il capo degli investigatori a uno dei leader di quel Genoa. La risposta non è arrivata. Un po´ perché Milanetto ha abbozzato («ma Omar è assolutamente estraneo a quella gara, ha fatto anche l´assist del gol vincente» ha tenuto a precisare l´avvocato Mattia Grassani) un po´ perché il gip Guido Salvini ha interrotto il giocatore, specificando che la partita non era oggetto dell´ordinanza. Per questo ci sarà un secondo interrogatorio di Milanetto davanti ai pm. Dietro quella domanda c´è però certamente un qualche nuovo elemento in mano all´accusa. Quel Genoa-Samp non fu affatto una partita come le altre: con un gol del carneade argentino Boselli al 97esimo i rossoblù vinsero la partita (2-1) condannando di fatto i doriani alla serie B. Proprio quella partita fu la causa dello strappo tra la curva e Milanetto, che uscì dal campo insultandoli. «I contatti cercati e poi avuti con alcuni esponenti della curva servivano proprio per ricomporre quello strappo e non certo per parlare di scommesse» ha spiegato Grassani che ha presentato istanza di scarcerazione, sulla quale oggi decideranno giudice e pm. L´accusa non è convinta dalle spiegazioni date dall´ex giocatore del Genoa ed è rimasta anche delusa, e forse sorpresa, dall´atteggiamento poco collaborativo del calciatore.
Stessa posizione di Stefano Mauri che è stato sentito per quasi due ore nella tarda serata di ieri. Il capitano della Lazio ha raccontato di non sapere nulla delle presunte combine su Lazio-Genoa e Lazio-Lecce offrendo una serie di spiegazioni: Zamperini (l´ex calciatore amico degli Zingari che contattò tra gli altri Farina) è un amico storico che mai gli ha proposto di alterare i risultati delle gare. Ilievski non l´ha mai visto e conosciuto in vita sua. E se Gervasoni racconta di aver visto una foto dei due o dice il falso o banalmente si tratta di una delle centinaia di foto che il centrocampista ha raccontato di fare dopo gli allenamenti a Formello. La spiegazione che ha convinto di meno gli investigatori è quella che riguarda la sim card che utliizzava intestata a Samantha Romano, fidanzata del gestore di un centro scommesse romano. Attraverso questo numero, secondo l´accusa, Mauri nascondeva le proprie conversazioni con Ilievski e Zamperini. Il centrocampista ha invece provato a spiegare che utilizzava quella sim per scommettere sul basket. Dato questo che ha lasciato perplessi gli inquirenti, visto che da tesserato Figc poteva puntare su altri sport, senza la necessità di utilizzare un´utenza criptata.Turati, ex giocatore del Grosseto e compagno di squadra di Carobbio, ha invece ammesso le accuse raccontando di aver "taroccato" partite del Grosseto e dell´Ancona e di aver intrattenuto rapporti con Almir Gegic, il capo del gruppo degli scommettitori degli 'zingari´.
Infine, da Bari arriva un´altra tegola decisiva sul Lecce. Uno dei "complici" di Andrea Masiello, Gianni Carella, ha raccontato che a uno degli incontri per truccare il derby del Bari ha partecipato («l´ho visto in auto mentre parlava con Quarta»), il figlio del patron del Lecce, Pierandrea Semeraro.
La Repubblica – Marco Mensurati – Giuliano Foschini
(31 Maggio 2012)
Da Cremona nuove carte a Palazzi
ROMA Per la giustizia sportiva è un bugiardo: per questo molte delle persone che aveva accusato sono state assolte. Ma per i giudici del tribunale di Cremona Carlo Gervasoni continua a essere un testimone assolutamente affidabile. Ogni giorno di più. L' ultimo esempio riguarderebbe una di quelle partite di cui Gervasoni aveva raccontato di aver sentito parlare da Gecic, Lecce-Lazio (24): l' ungherese Lazlo Strasser conferma che per quella partita furono distribuiti 600mila euro ai calciatori in campo. Per questo motivo, dopo aver letto la sentenza della Disciplinare, il gip di Cremona Guido Salvini ha inviato nuovi atti al procuratore Stefano Palazzi. Sono i verbali dei componenti della banda degli ungheresi che indirettamente confermano le dichiarazioni di Gervasoni su Lecce-Lazio, ultima partita del campionato di serie A del 2011, finita con un over. Su quella partita gli ungheresi puntarono e vinsero tanto. Per la giustizia sportiva quella gara fu un "illecito". Ma nella sentenza non ha individuatoi responsabili della combine: tutti assolti. Gervasoni aveva raccontato però un' altra storia: «Gegic mi disse - aveva messo a verbale il difensore davanti al procuratore Di Martino - che tramite Zamperini, lui e gli slavi si misero di nuovo in contatto con Mauri della Lazio per manipolare la suddetta partita. Successivamente, avuto questo contatto con Mauri, furono corrotti6o7 giocatori del Lecce tra i quali ricordo solo Benussi e Rosati». Gervasoni mente? Secondo Salvini no. Perché oltre alle dichiarazioni arrivate dall' Ungheria dal pentito Horvath, c' è la confessione fatta davanti a lui da Strasser, arrestato e poi messo in libertà, che confermano la sua tesi. «È di notevole rilevanza - scrive infatti il gip nel provvedimento con il quale dispone la scarcerazione dell' ungherese, mandato ora a Palazzi - altresì il riferimento fatto da Strasser al viaggio a Lecce effettuato da Borgulya e Schultz (due componenti della banda, ndr ), che corrisponde al racconto del collaboratore Gabor Horvath in merito alla consegna da parte di questi ultimi, attualmente detenuti in Ungheria, di 600.000 euro ai giocatori per concordare il risultato della partita Lecce-Lazio». © RIPRODUZIONE RISERVATA
GIULIANO FOSCHINI MARCO MENSURATI
(5 agosto 2013)