Il giornalista in questione non sempre mi è andato a genio, ma quello che scrive qui è condivisibilissimo....
ALBERTO ABBATE
ROMA – Nella città eterna, un'idiozia eterna. Si riparte dagli ululati: anno nuovo, vita vecchia. E ora prendetevela ancora con Platini, imbecilli. Voi che ieri ululavate, voi che spostate lo sguardo altrove, voi che giustificate l'ingiustificabile, voi che v'aggrappate alla goliardia d'un buu, voi che abbagliati dai colori non tifate per la civiltà. "Ma soltanto alla Lazio viene sempre rimarcato tutto", è il ritornello di parte. E chi se ne frega. Chi "perdona", è stupido quanto chi spalanca la boccaccia razzista. Dimenticate quella maledetta risposta, accantonate il libretto delle giustificazioni, isolate l'indecenza delle solitudini aggregate allo stadio.
Leggerete populismo da bar adesso, quanto vi piacerà la difesa delle piume contro chi sputa questi "finti" moralismi. Eppure qui, altro che aquile, ci sono polli pasciuti per far male alla povera Lazio. Che ci rimette per quei bambinoni, travestiti da ultrà, caduti dal seggiolone. Ha ragione Lotito, pure la madre li rinnegherebbe. Perché se le rotelle non girano, girano invece parecchio le scatole. Già c'è l'odore di referti e squalifiche (si vocifera di chiusura della Nord, per decisione del Giudice Sportivo) per colpa di quattro cafoni che uheggiavano contro Asamoah, Ogbonna e Pogba, ieri sera. Indichiamoli pure a Papa Francesco, col tono laico del pallone, quest'infedeli dell'intelligenza.