Hanno vinto loro.
Io mi sono rotto gli zibidei di dover spiegare al mondo intero che i tifosi della Lazio non sono (tutti) razzisti, che c'è un enorme numero di sostenitori biancocelesti che disapprovano sonoramente ogni volta che questi decerebrati danno libero sfogo ai loro istinti repressi... mi sono stancato di raccontare a mio figlio la meraviglia di un popolo appassionato e civile che puntualmente (non tutto, ma neanche una piccola minoranza!) mi smentisce e mi copre di vergogna. Sono disgustato dagli ululati ai giocatori di pelle nera, ai cori di chiara matrice razzista (valgono anche quelli verso i napoletani, i calabresi e via discorrendo), e da scritte inneggianti l'olocausto, slogan conditi da insulti agli ebrei, simboli nazisti e cori deliranti sulla stessa falsariga di queste scritte! Non c'è neanche più uno striscione o una bandiera in cui i caratteri usati e la simbologia non siano quelli cari all'estrema destra...
Non me ne importa più niente. Non sono bastate campagne di sensibilizzazione, non è bastata la chiusura dello stadio nelle competizioni europee, non sono bastate le sanzioni economiche, non è bastata una buona stagione culminata con la storica vittoria sui rivali di sempre per fare quadrato e isolare fino a eliminare definitivamente questi imbecilli.
Con la morte nel cuore... io non mi siederò mai più nella stessa gradinata dove trovano posto le persone a causa delle quali tutto il mondo mi addita come fascista e razzista. Qualcuno dirà "e chi se ne frega", perfetto, con la mia scelta avrò fatto felice anche questo qualcuno.
Il mio essere della LAZIO è esattamente l'opposto di essere razzista ed intollerante. Non riconosco più il mio stadio, non mi riconosco più nel mio popolo, non ho più fratelli biancocelesti.
Per quanto conta.