Ne potrei scrivere 5-6...
Scrivo questa...
Mia madre ha lavorato per anni e anni al museo d'arte contemporanea.
Mia madre mi ha sempre coinvolto in moltissime iniziative fatte dal museo per i bambini e varie mostre.
Per farla corta, una di queste era il Mecenate (non so se lo fanno tutt'ora). Il Mecenate era una serata, mi pare di settembre, in cui il museo era aperto e nella scalinata di fronte (quella che ti porta a Villa Borghese) c'erano mostre all'aperto e concerti.
Mia madre naturalmente mi portava perchè lavorava fino a tardi, e perchè ero piccolo e non mi poteva lasciare a casa da solo visto che i miei fratelli uscivano tutte le sere (avevano tra i 16 e i 19 anni loro) o non mi volevano tra le palle

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Resta il fatto che per farmi stare più a mio agio e pure per controllarmi visto che se no sarei dovuto stare da solo spesso dentro ad un museo pieno di gente (anche se ai tempi mi conoscevano tutti e il museo lo conoscevo a memoria) mia madre invitava i nostri amici di famiglia con i miei amichetti...
Quell'anno mi pare si presentasse la mostra di Picasso. Quindi il museo era molto più pieno del solito.
Tra tante persone c'erano anche giornalisti e televisioni. Una giornalista del TG5 mentre intervista gente comune arrivata al museo incomincia a mettermi gli occhi addosso. Un po' impaurito dalla TV scappo con i miei compagni di guai.
Mentre corro a destra e a sinistra del museo con i miei amici eccallà...
Una mano mi ferma. E' la giornalista. Vuole intervistarmi (ma perchè proprio a me!!!)...
Io non voglio e cerco di scappare, ma lei insiste. "Dai che è bello che ci siete anche voi qui questa sera, dai solo una risposta", io continuo a negarmi...
Povero il fratello più piccolo del mio amico si avvicina a me in quell'istante e la giornalista per farmi contenta mi dice che lui mi sarà vicino nella mini-intervista...lui ha 2 anni meno di me, quindi io avevo 8 anni e lui 6 nemmeno compiuti...
Io continuo a negarmi, ma all'ennesima insistenza, alla fine accetto.
Ci si prepara in un attimo...vedo le luci della ribalta abbagliarmi, i microfoni del successo avvicinarsi alla mia bocca per sentire le mie opinioni.
Come un grande calciatore vedo la giornalista avvicinarsi e...3....2...1...via!
Siamo in ballo...
Sento mancarmi il fiato, mi maledico per aver accettato, avrei voluto scavare il parquet..
Arriva la domanda: "Anche tanti bambini quà, voi ragazzi perchè siete qui?"
Passano tre secondi imbarazzanti di silenzio. Nella mia testa c'è il vuoto completo...
La giornalista capisce, e dopo una carezza mi rifà la domanda più dolcemente...
Io capisco che per togliermela dalle palle devo dire qualcosa...
Allora io decido di dire la verità e rispondo di botto: "perchè ce lavora mi madre" accompagnato dalla calata romana che ci contraddistingue...
Vedo in un attimo scomparire il microfono, le luci della ribalta spegnersi per sempre, la telecamera allontanarsi al grido de "guarda chi avemo beccato", la giornalista salutarci dicendoci "e allora niente".
Anche il fratello del mio amico che adesso è un ragazzone di quasi 23 anni, nonostante ai tempi la sua giovine età, coglie ciò che era successo e guardandomi mi dice: "Zoppo, me sa che abbiamo fatto una figuraccia..."
"Me sa di sì, rispondo io"...