Anche a me è capitato di...

Aperto da marcantonio, 23 Ago 2013, 22:15

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purple zack

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Citazione di: marcantonio il 26 Ago 2013, 17:19
Figure di emme e situazioni surreali.

Comunque anche a me è capitato di...

...essere invitato a pranzo dai genitori di quella che adesso è la mia ex un 16 ottobre a caso.

C'è il derby, come ca22o vi viene in mente d'invitarmi il giorno del derby?? Ma loro che ne sanno? So' spagnoli, nun c'ariveno.

In Spagna, si sa, si comincia a mangiare tardi (verso le 14). In occasioni speciali l'inizio del pranzo slitta ulteriormente.

Faccio di tutto per rimandare il giorno o per procrastinare l'incontro alla cena. Penseranno: "Madonna quant'è timido e cacasotto questo", ma il problema non è quello, è il derby.

Risultato: NO. Vieni a pranzo.

Situazione: siete a pranzo dai suoceri, cominciano ad arrivare le portate proprio sul fischio d'inizio del derby e voi al posto dello stomaco avete un buco nero. Siete disperati, vorreste morire, odiate tutti, vi vendereste casa per avere notizie della vostra Lazio. Ma dovete far finta di nulla ed essere sorridenti, educati e brillanti.

Un solo, esule filo vi collega con l'Olimpico: una BlackBerry (allora avevo quella) con connessione ad Internet velocità criceto asmatico. Niente streaming, niente radiocronache, il massimo che vi potete permettere è la cronaca testuale del trigoriere e/o i risultati online dei siti di scommesse. Già, ma come appizzarvi l'occhio in tale occasione ufficiale? E soprattutto, come farlo senza lasciar trasparire violente emozioni?

Inizia il pranzo, i suoceri mi parlano e io vedo solo i fantasmi del capitone e di Klose, vivo in un mondo parallelo, immagino che starò facendo la figura dell'imbecille più totale (non è che in condizioni normali avrei fatto altrimenti) ma non ho nemmeno le capacità mentali per farmene importare qualcosa. Avrei solo voglia di uccidere tutti.

Poi, la brillante, vigliacca idea: fingere un malestar che mi costringa ad andare al bagno a più riprese (figura di merda, ma necessaria): in tale prezioso rifugio potrò sbirciare gli aggiornamenti sulla BlackBerry.

"Scusate, dov'è il bagno?" Primo aggiornamento: merde in vantaggio.

Esco dal bagno con la faccia livida, devono pensare che sia vero che mi sento male. Magnano, parlano, avrei voglia di accoltellare il padre e inzuccare la faccia della madre nella paella e dipoi abbandonare alla sua sorte la mia ragazza.

Ma cerco di farmi forza. La paella nella panza insieme al rodimento per il risultato fa sì che il malestar non sia poi simulato più di tanto. E nella mente turbinano i peggiori fantasmi: staremo già a perde 3-0. Poi vi imponete dell'ottimismo cosmico per poter sopravvivere e - eccesso opposto - immaginate goleade biancocelesti.

Seconda puntata al bagno. ABBIAMO PAREGGIATO! Dove posso strillà? Nella tazza del cesso?? E no, che schifo! Fuori dalla finestra? Mi sentirebbe mezza Madrid. Salto come un canguro nell'angusto cesso mettendomi la camicia sulla testa a mo' di giocatore che abbia appena marcato un gol, agito i pugni per aria, mi ricompongo ed esco.

Ho un sorriso nervoso quando esco. I presenti ancóra non sanno se hanno a che fare con uno psicopatico o se mi sento davvero male. "¿Todo bien, Antonio?", chiede una sollecita suocera. Sí, sí, todo bien, ma intanto continuo a fissare l'orologio sul muro della parete opposta.

Ho un tempismo fenomenale. Dovremmo essere all'ultimo minuto più recupero. Devo andare in bagno. "Un'altra volta? Ma ti senti così male? Vuoi che chiamiamo un dottore? Ma che peccato!"

Chiuso a chiave nel cesso. BlackBerry che va alla velocità stavolta di un criceto asmatico e zoppo. La vorrei tirare dalla finestra ma poi perderei ogni speranza di avere notizie della mia Lazio. Oddio, vedrai che c'avemo scajjato. Oddio e se avessimo vinto? No, vedrai, al massimo un pareggiaccio. Sull'orlo di un collasso cardiaco, KLOSEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE al 93'. Vinciamo 2-1.

Esco dal cesso che sembro l'Arcangelo Gabriele, soffocando la voglia di ingropparmi madre, padre e figlia dalla felicità. Tutti si chiedono il perché della mia misteriosa guarigione e della mia improvvisa giovialità. Si ride, si scherza, e via sul divanetto a scolarsi sangría e a parlare di fre*na col suocero mentre le ignare donne di casa rassettano.

Ma che giornata dura...  8)

io non vorrei smontarti, ma quel derby era di sera...

iDresda

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Citazione di: naoko il 27 Ago 2013, 11:42
Va beh, la dico.

31 dicembre 2006. Londra. Tube direzione riva del Thames per vedere i fuochi sul London Eye.
Entra un gruppo di giovini Londinesi tra i 16 e i 20 anni, che parlano animatamente della serata. Tutti bon ton che sembravano uscitti da Eaton. Tutti i ragazzi in perfetto stile british. Le ragazze in stile fru fru Accessorize. Nel gruppo spicca una coppia, lui  biondo, alto bello, figo insomma. Lei, classica fregna moscia, coll'ombrello di quelli non ripiegabili, col bordo di pizzo san gallo, la gonna lunga a ruota, i capelli biondi lisci e truccata come una bambola di porcellana.
Lui palesemente ci stava provando, lei faceva la recalcitrante.
La mia amica, ma soprattutto io, abbiamo iniziato a dire: "ma guarda te quella! ha uno così carino e lei se la tira! che poi lui è sprecato per lei.. sembra mi nonna vestita così, ma te pare che una la sera di capodanno va in giro con l'ombrellone da mare?? per di più col pizzo? madonna santa oh, quanto è noiosa... che palle! dai giovine inglese, esci con noi lasciala perdere quella"

Ottimo. Arriva la loro stazione. Escono tutti, lui le prende gentilmente l'ombrello e glielo porta. Rimane per ultimo nel vagone, si gira e ci dice in perfetto italiano: "Buona serata a voi, e buon anno nuovo!"


:ignore: :ignore: :ignore: :ignore: :ignore:

:lol:
Mi ha ricordato un episodio cui ho assistito, non ero io la vittima per fortuna.
Trattavasi di un dialogo molto intimo tra due donne.

Un giorno come tanti, di ritorno dal lavoro salgo sul tram, e davanti a me siedono due ragazze francesi, che andavano a scuola di tedesco al Goethe Institut.
Le due sventurate (chiamiamole così va...), sentendosi al sicuro per via del fatto che parlano una lingua qui sconosciuta ai più, incominciano a raccontarsi a voce piuttosto alta, le acrobazie che facevano con i rispettivi uomini.
Insomma, le cose che alcune donne si raccontano solo se al sicuro nel loro consesso femminile.

Fatto sta che stavano su un tram e che qualcuno immediatamente dietro di loro quella lingua la conosceva.
:diab:

Al che, quando arriva la mia fermata, mi alzo tutto tranquillo, mi avvio verso la porta, la apro e mi giro verso di loro che si girano verso di me e gli faccio: au revoir, et bon courage!

Sono rimaste girate verso la porta del tram, sbigottite, con due facce pressappoco così :sbonk:  :sbonk:


Ogni tanto a distanza di anni ci ripenso
:lol: :lol: :lol: :lol:

porgascogne

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Svennis

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Citazione di: purple zack il 27 Ago 2013, 23:15
io non vorrei smontarti, ma quel derby era di sera...

:lol:

Citazione di: porgascogne il 28 Ago 2013, 08:27
infa.me di un crucco

crucco, se fa pe dì.
c'ho parlato al telefono e c'ha l'accento de porta metronia :DD

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iDresda

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Citazione di: Svennis il 28 Ago 2013, 08:38
:lol:

crucco, se fa pe dì.
c'ho parlato al telefono e c'ha l'accento de porta metronia :DD

ha parlato er lappone
:lol:

maverickiv2007

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Mi state rievocando troppi fantasmi  :D

A me va anche il premio precocità...

Mia zia di Rieti è sempre stata una dalla bocca larga... Non come pensate voi, malfidati  8) ma nel senso che ha sempre detto un mare di parolacce in ogni situazione, quindi da piccolo, trascorrendo parecchio tempo in quel di Terme di Cotilia, diciamo che mi influenzava parecchio quel suo modo di parlare...
Dopo l'estate torno a Roma, avrò avuto 2 anni e mezzo al massimo 3, con mamma incontriamo una signora del palazzo, una signora carina, educata, per bene e lei nel cortile del condominio fa a mamma <<Certo Maria, che bel figlio>> e io <<Di put.tana>>; un'altra volta da un'altra mia zia buonanima, che amava punzecchiarmi e rompermi le scatole lei mi fa scherzando <<Ma che ci sei venuto a fare qua, rivattene a Roma?>> e io <<E tu rivattene affanxulo>>.

Svennis

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Citazione di: maverickiv2007 il 28 Ago 2013, 09:29
Mi state rievocando troppi fantasmi  :D

A me va anche il premio precocità...

Mia zia di Rieti è sempre stata una dalla bocca larga... Non come pensate voi, malfidati  8) ma nel senso che ha sempre detto un mare di parolacce in ogni situazione, quindi da piccolo, trascorrendo parecchio tempo in quel di Terme di Cotilia, diciamo che mi influenzava parecchio quel suo modo di parlare...
Dopo l'estate torno a Roma, avrò avuto 2 anni e mezzo al massimo 3, con mamma incontriamo una signora del palazzo, una signora carina, educata, per bene e lei nel cortile del condominio fa a mamma <<Certo Maria, che bel figlio>> e io <<Di put.tana>>; un'altra volta da un'altra mia zia buonanima, che amava punzecchiarmi e rompermi le scatole lei mi fa scherzando <<Ma che ci sei venuto a fare qua, rivattene a Roma?>> e io <<E tu rivattene affanxulo>>.

:lol:

immagina la scena, immergitici
8)

io avevo 5 anni, quindi era il 1970
mia nonna materna mi veniva a prendere tutti i pomeriggi all'asilo di villa lazzaroni e, prima di andare a casa, mi portava a fare merenda al bar delle rose, su via appia
mia nonna, ex partigiana, comunista della prima ora, donna emancipata ed impegnata, co-fondatrice di "Noi Donne", era una donna di grande classe: ragazza madre nel 1941, aveva vissuto in Francia e studiato il francese, educatissima, si vestiva con grande misura, non mancava mai un filo di perle su uno dei pochi completi che aveva in genere blu, scarpe con tacco basso, sempre come se fosse appena uscita dal parrucchiere
ok? bene facevamo un giretto, magari un passaggio al negozio di giocattoli o all'edicola (che iDresda conosce molto bene)...ero un bambino felice, un po' viziatello (il giusto: erano le due nonne a viziarmi, non come ora che ci sono 50 parenti a viziare un bambino)
insomma, solita trafila: asilo, merenda, giretto
capitiamo davanti ad un negozio di elettrodomestici, che stava all'angolo fra via eurialo e via delle cave
ora, chi è nato nell'età del consumismo sfrenato dei centri commerciali, non si rende bene conto, ma una volta nel tuo quartiere in un giro di palazzo c'era tutto, c'erano tutti i negozi, non solo jeanserie, centri telefonici per emigrati e fruttaroli maghrebini
era un bel negozio, molto fornito, con una vetrina che dava su via delle cave (iDresda se lo ricorderà) che aveva una decina di televisori - rigorosamente in bianco e nero - tutti accesi e sintonizzati su uno dei due canali disponibili
quel pomeriggio era acceso, credo, sul secondo canale rai
c'erano dei cartoni animati: tipo il professor balthazar o qualche altro cartone animato cecoslovacco
quindi, c'è questa vetrina, piena di televisori e cartoni animati
davanti alla vetrina, da sx a dx: mia nonna, io, bambinetta con le treccine, mamma della bambinetta
questo è stato il dialogo:
(bambinetta carina) - "mamma, guarda!"
(mamma della bambinetta carina) - "si, tesoro mio..."
- mia nonna sorride, mi guarda e spera che io e la bambinetta possiamo entrare in confidenza -
(bambinetta carina) - "mamma, vedi? ci sono i cartoni animati!"
(io) - "no, non sono i cartoni animati, quelli..."
(mia nonna, all'unisono con la mamma della bambinetta carina) - "ah, non sono i cartoni animati, quelli? e cosa sono, amore?"
...


...


...


...


...


(io) "sono l'anima de li mortacci vostra!!!"

:lol:


mia nonna mi raccontava che impallidi', mi prese per un braccio e, farfugliando delle scuse, mi portò via a velocità della luce, mentre la bambinetta carina scoppiava in un pianto singhiozzante e la mamma della bambinetta carina inveiva contro la maleducazione di quel bambino dalla faccia tanto impunita

c'è da dire, a mia discolpa, che il palazzo a fianco a quello dove abitavo era stato buttato giù ed era stato ricostruito uno nuovo nuovo e noi, per due anni, avevamo quasi coabitato con muratori, carpentieri ed edili vari, che mi avevano introdotto alla sublime arte del turpiloquio spinto

:=))

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Porga pure tu nun scherzavi  :D

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Citazione di: porgascogne il 28 Ago 2013, 11:07
:lol:

immagina la scena, immergitici
8)

io avevo 5 anni, quindi era il 1970
mia nonna materna mi veniva a prendere tutti i pomeriggi all'asilo di villa lazzaroni e, prima di andare a casa, mi portava a fare merenda al bar delle rose, su via appia
mia nonna, ex partigiana, comunista della prima ora, donna emancipata ed impegnata, co-fondatrice di "Noi Donne", era una donna di grande classe: ragazza madre nel 1941, aveva vissuto in Francia e studiato il francese, educatissima, si vestiva con grande misura, non mancava mai un filo di perle su uno dei pochi completi che aveva in genere blu, scarpe con tacco basso, sempre come se fosse appena uscita dal parrucchiere
ok? bene facevamo un giretto, magari un passaggio al negozio di giocattoli o all'edicola (che iDresda conosce molto bene)...ero un bambino felice, un po' viziatello (il giusto: erano le due nonne a viziarmi, non come ora che ci sono 50 parenti a viziare un bambino)
insomma, solita trafila: asilo, merenda, giretto
capitiamo davanti ad un negozio di elettrodomestici, che stava all'angolo fra via eurialo e via delle cave
ora, chi è nato nell'età del consumismo sfrenato dei centri commerciali, non si rende bene conto, ma una volta nel tuo quartiere in un giro di palazzo c'era tutto, c'erano tutti i negozi, non solo jeanserie, centri telefonici per emigrati e fruttaroli maghrebini
era un bel negozio, molto fornito, con una vetrina che dava su via delle cave (iDresda se lo ricorderà) che aveva una decina di televisori - rigorosamente in bianco e nero - tutti accesi e sintonizzati su uno dei due canali disponibili
quel pomeriggio era acceso, credo, sul secondo canale rai
c'erano dei cartoni animati: tipo il professor balthazar o qualche altro cartone animato cecoslovacco
quindi, c'è questa vetrina, piena di televisori e cartoni animati
davanti alla vetrina, da sx a dx: mia nonna, io, bambinetta con le treccine, mamma della bambinetta
questo è stato il dialogo:
(bambinetta carina) - "mamma, guarda!"
(mamma della bambinetta carina) - "si, tesoro mio..."
- mia nonna sorride, mi guarda e spera che io e la bambinetta possiamo entrare in confidenza -
(bambinetta carina) - "mamma, vedi? ci sono i cartoni animati!"
(io) - "no, non sono i cartoni animati, quelli..."
(mia nonna, all'unisono con la mamma della bambinetta carina) - "ah, non sono i cartoni animati, quelli? e cosa sono, amore?"
...


...


...


...


...


(io) "sono l'anima de li mortacci vostra!!!"

:lol:


mia nonna mi raccontava che impallidi', mi prese per un braccio e, farfugliando delle scuse, mi portò via a velocità della luce, mentre la bambinetta carina scoppiava in un pianto singhiozzante e la mamma della bambinetta carina inveiva contro la maleducazione di quel bambino dalla faccia tanto impunita

c'è da dire, a mia discolpa, che il palazzo a fianco a quello dove abitavo era stato buttato giù ed era stato ricostruito uno nuovo nuovo e noi, per due anni, avevamo quasi coabitato con muratori, carpentieri ed edili vari, che mi avevano introdotto alla sublime arte del turpiloquio spinto

:=))

ma che te possino

:rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl:

Te me farai licenzià!




mi hai fatto tornare indietro di oltre quarant'anni.

Certo che me lo ricordo il negozio di elettrodomestici a via delle cave, me ce so' appicciato a quelle vetrine. :=))
Ma c'é ancora o s'è trasformato in qualcos'altro?

Tra l'altro, il figlio dell'edicolante di via Eurialo veniva a scuola con me, l'edicola la conosco no bene, benissimo :))

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naoko

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Porga scusa, ma non ho capito. La storia dello starnuto vuoi che ti preghiamo per farcela raccontare? Stai creando suspence??  :p

Omar65

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Siccome Omar è in ferie e i figli ancora non rompono le balle, vi allieterà con un gustoso "nanetto" della sua giovinezza.

Siamo a metà degli anni '80, più verso la fine. Sabato sera, raduno della comitivona che, come sempre, sta cercando di decidere che film andare a vedere (esercizio stucchevole e irritante, dove il sistema dei veti incrociati e la lotta tra fazioni porta inevitabilmente a scegliere il film più di merda in circolazione, ndr).
Alla comitiva si univa saltuariamente una coppia, quando evidentemente non aveva niente di meglio da fare, che stava sempre un po' sulle sue. Lei mooolto carina, va detto. Minuta, capelli lunghi e biondi, occhi celesti, nasino all'insù e un accenno di lentiggini. Nessun accessorio fuori posto, molto consapevole di essere figa e puzza sotto il naso q.b. Anche lui un bel ragazzo, che sarebbe stato anche simpatico, ma era completamente soggiogato dalla sua femmina che gli faceva ben pesare l'onore di accompagnarsi a lui.
A un certo punto, probabilmente la donzella si stava irritando per la lungaggine del processo decisionale (burocratico Omar), lui tenta la carta del romanticismo: prende la sua bella, la abbraccia e le fa fare un paio di volteggi, stile pubblicità. Lei è sconcertata e vuole essere rimessa giù, cosa che prontamente lui esegue: il dramma è che la piazza su una merda fumante da poco depositata.
Ora, immaginate la scena. I maschi cominciano a ridere in maniera sguaiata, ma tutto sommato innocente secondo il semplice meccanismo che ci contraddistingue: cacca, pestata, fa ride. Le femmine no, si danno un contegno ma hanno uno sguardo luciferino, perfido e trionfante (l'ho omesso, ma era chiaro che una così non suscitasse troppa simpatia tra le nostre amiche...).
Lui paonazzo, cerca pateticamente di sdrammatizzare. Lei, sguardo fiammeggiante e carico d'odio gli sibila davanti a tutti: "Ora pulisci!". E lì assistemmo a una scena che non avremmo mai voluto vedere: lui, con i fazzolettini di carta, chino nei pressi di una fontanella che nettava i piedini della sua bella (che, mi pare, indossasse anche i mocassini Tods, quelli con i "tacchetti" minuscoli...).

porgascogne

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siamo nel 1985, maggio: elezioni amministrative
ultima volta che faccio lo scrutatore - sezione elettorale: ex-asilo di villa lazzaroni, su via appia (poi sede municipio IX)
mi capita un seggio con solo due ragazze - il resto, vecchiume -
una bionda, una mora: la mora molto mediterranea, molto carina e di famiglia "nobile", nonchè visibilmente e spudoratamente attratta dal sottoscritto; la bionda è una seccaccia molto bella, molto darkettona, smagata, un po' paracula, mezza italiana mezza tedesca e visibilmente e spudoratamente difficile da colpire
ovviamente, da chi mi sento attratto, io?
e certo, quella più difficile (poi, con calma, parleremo di quanto siamo [...], eh)
insomma, durante la tre giorni elettorale si instaura un feeling e ci scambiamo i numeri di telefono (fisso), per rivederci
ci rivediamo: lei era del mio stesso quartiere ed era abbastanza semplice vederci, ma non riuscivo a creare quell'atmosfera giusta per
si, qualche bacetto, ma:
possibilità d'appartarsi, zero
uscite serali, zero
casa mia, sempre piena
casa sua, off limits
arriviamo a fine giugno, dopo una decina di giorni passati in germania, la mezza tedesca mi dice "perché non vieni a casa mia a bolsena? c'è solo mia nonna, ma è vecchia e sorda...lì potremo stare tranquilli..."
lei parte il venerdì e ci mettiamo d'accordo che io la raggiunga il lunedì
passo un we quasi in training autogeno: si scopa, si scopa, si scopa, si scopa, si scopa, si...
viene lunedì: mi alzo alle 6, metro per lepanto, prendo la corriera (seeee, la macchina....e chi ce l'aveva, aho', era un periodo di magra), alle 9 sono già a bolsena, raggiungo l'indirizzo nel pieno centro storico
lei si è appena alzata, ma la nonna le sta appiccicata come una zecca, 'sta vecchia rin[...]ta e sorda
lei mi fa "andiamo a fare un giretto, poi torniamo, che poi nonna esce e va da una parente fino a stasera"
usciamo e manco dopo 100 metri incontriamo uno che, scoprirò dai loro discorsi, essere l'EX ragazzo della bionda, del quale sapevo qualcosa
insomma, com'è come non è, fra me e lui si instaura quel clima di conflitto, fatto di battutine, punzecchiature, perculatio, con lei che gongola vedendo due galletti impegnati nella pugna di cui uno (io) era convinto di passare un giorno di sano sesso e l'altro (lui) ha capito l'antifona e cerca di fare di tutto per impedirlo e, magari, riscoparsela lui
la passeggiata punta decisa verso il lungolago: e 'ndo cazzo vuoi anda' a bolsena?
il problema del lungolago è che è pieno di, credo, pioppi o cmq un altro di quegli alberi del cazzo maledetti che cacano tonnellate di polline
io non sono MAI stato allergico a nulla, figuriamoci al polline, ma effettivamente è tanto, sembra neve
continuiamo a camminare, con lei in mezzo ed io e 'sto [...] che non se ne va (e sul quale inizio a fare pensieri di capocciata in mezzo alla faccia)
noi camminiamo, ed il polline aumenta
noi parliamo, ed il polline svolazza
noi ci punzecchiamo, ed il polline impazza

quando succede l'irreparabile

un microgrammo di polline mi finisce nel naso
io cerco di respirare, non ho fazzoletti, e mi viene da starnutire
il primo pensiero va alla probabile figura di merda, nel caso dovesse uscirmi un moccolotto verde dal naso
il secondo va al fatto che non riesco a trattenermi, però

a questo punto faccio la cosa PEGGIORE che potessi fare in quel momento: mi attappo il naso con le dita
e starnuto

forte

molto forte

ora, immaginate un attimo questa compressione d'aria
ed immaginate un attimo da dove, inspiegabilmente, quest'aria usci'

così, di botto

molto forte, come botto

mi tappai il naso, e feci una scorreggia di dimensioni ciclopiche
elefantiache
una scorreggia con la quale avrei potuto partecipare a qualsiasi campionato mondiale
e vincerlo

neanche li guardai: mi dichiarai sconfitto
su due piedi, sotto i (credo) pioppi

mi girai, mi allontanai
li sentii ridere, in lontananza, e tornai alla corriera

il conducente era ancora lì, s'apprestava a tornare a roma, dopo la sosta di un'oretta abbondante
immagino che si chiese "ma che cazzo ci fa questo qui? è appena sceso, proveniente da roma e mo' risale per tornare a roma?"

non la vidi più, la mezza tedesca
per fortuna ad ottobre venni a sapere che si era definitivamente trasferita dalla madre in germania

per fortuna

(come si dice "scureggione" in tedesco?)
:p












p.s.: in seguito, ricontattai la mora del seggio, ma questa è un'altra storia
8)

maverickiv2007

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Noooooooooooo ma tu hai rinunciato a una bella e sana ngroppata pe una puzzetta??!!?! Lo so che potrebbe farti male, ma se fossi rimasto, forse, te la saresti fatta lo stesso  :=))

iDresda

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Citazione di: porgascogne il 28 Ago 2013, 12:10

(come si dice "scureggione" in tedesco?)
:p


Furz (der)

però

:rotfl: :rotfl: :rotfl:
:rotflol: :rotflol: :rotflol: :rotflol:

ora che ricordo...
una tipa, che ho conosciuto qui, mi raccontò di un tipo che se la voleva... beh, insomma...

e che finì tutto in una sorta di esplosione nucleare.
Disse che lì per lì c'aveva riso a crepapelle, però un po' di rimpianto j'era rimasto...

:DD







porgascogne

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maverick, fidati
non era più aria

8)

iDre', giusto: c'ha la stessa base di "fart"

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Dusk

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Citazione di: iDresda il 28 Ago 2013, 12:25
una tipa, che ho conosciuto qui, mi raccontò di un tipo che se la voleva... beh, insomma...

e che finì tutto in una sorta di esplosione nucleare.
Disse che lì per lì c'aveva riso a crepapelle, però un po' di rimpianto j'era rimasto...


Ah, setanera. 8)

porgascogne

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