GIANLUIGI BUFFON:
«A volte non nego di sentirmi in difficoltà, quasi in imbarazzo perché in questi 16 anni di Nazionale tanti altri bravi portieri non hanno avuto tanto spazio e alla fine questo mi dispiace, perché io ho sempre privilegiato il bene e la felicità del gruppo più della mia. Però penso anche che quando si ha la fortuna e la bravura o quello che volete di poter far parte dell'elité del calcio italiano non puoi chiudere la porta in faccia a un dono che ti è stato dato. Come non è mai stato prima con nessun ct, per me non ci sarebbero problemi se dovessero decidere di non chiamarmi più o di mettermi in panchina per il bene della Nazionale. Ma rifiutare un'eventuale chiamata della mia nazione mi sembrerebbe come sputare su una fortuna, su qualcosa di irrinunciabile. Sarebbe come una specie di diserzione».