ma vedi, cn 12, l'ottimismo non c'entra e ancor meno c'entra la passeggiata sul chievo. c'entrano, in questa mia valutazione, le tre giornate di campionato, della Lazio e delle altre, insieme alla riflessione sulla stagione passata e al tipo di progetto che ha guidato il nostro calciomercato
dopo il primo anno (mezzo anno) di reja, quando ci salvammo nelle ultime giornate, alla ripresa del campionato ci trovammo più o meno nella situazione di oggi. allora: hernanes e gonzalez non potevano bastare per ricostruire una squadra competitiva dopo una salvezza ottenuta a stento. adesso: una squadra da settimo posto non si rinforza inserendo doppioni buoni tuttalpiù per i ricambi
era sbagliata l'analisi di allora, perché la squadra allenata da reja da febbraio o marzo in poi era già stata ampiamente modificata con il mercato di gennaio rispetto a quella allenata da ballardini. reja non ha mai allenato una Lazio da ultimi posti e gli innesti estivi erano più che sufficienti per ambire a ben altro campionato e infatti perdemmo lo spareggio champions per il 7-0 dell'udinese al palermo
è sbagliata l'analisi di oggi, perché - questo è il mio parere - la Lazio dello scorso anno non era affatto la settima forza del campionato. il settimo posto finale è figlio di una stagione che, per come si è sviluppata, ha messo in evidenza limiti precisi della rosa e della società biancoceleste: pochi ricambi all'altezza, poca elasticità nel recupero di forze a quel punto indispensabili (da diakite a cavanda, da zarate a matuzalem), troppe partite, 57, troppo pochi i giocatori. si è scelto quindi di attrezzare la squadra per affrontare una stagione che ci auguriamo non diversa da quella passata. i risultati stanno arrivando e il guardaroba è ancora tutto da svelare
no, l'ottimismo non c'entra. la mia analisi magari sarà sbagliata, ma a guidarmi è la ragione non la speranza