Europeo maschile di livello medio basso. Mi spiace ma non sono d'accordo con molti di voi e anche con molti commentatori in giro. Lascio perdere i discorsi di principio (i play neri di Croazia e Ucraina per esempio) e vado ai motivi. Molte nazionali (tutte, direi) sono arrivate con un roster privo di (minimo) 2, 3 titolari; si gioca in cinque da noi, a occhio e croce pesa un pochetto. Si è giocato a settembre, di solito arrivano le sorprese, oggi di più, con tanti giocatori all'inizio di una stagione molto lunga in Nba o nei top team europei. Tra i rimpippiti (è una citazione, viene dalla Secura

) Turkoglu, Rubio, Batum. Poi ci sono i campioni veri come Parker, commovente in semifinale, che m'ha fatto fare il il tifo per i francesi, non ho parole. C'è stato spazio allora per alcune nazionali di seconda o terza fascia, come la Finlandia (un'onesta compagine di Legadue), l'Ucraina e Noi per ben figurare. Noi la benzina l'abbiamo finita a Capodistria, non ora con gli spareggi mondiali e se devo fare un appunto al coach (a proposito, ancora aspetto quelli che dicevano che a Siena faceva tutto Banchi...) è l'eccesso di rigidità. Non è reato mettersi a zona (contro la Slovenia ad esempio) e neanche schierare le seconde linee nelle partite ininfluenti (al supplementare con la Spagna, ma dimme te). Ho capito che sei abituato ai Kaukenas e agli Stonerook, col coltello fra i denti anche quando sono senza un braccio, ma di quella pasta, lì avevi solo Datome. Gli altri, per un verso o per l'altro, andavano tutti "messi in condizione" e questo richiede flessibilità e misura, perché c'è mancato veramente poco per ottenere un risultato impensato all'inizio. Stasera la finale. Mi sbilancio e dico Lituania, ma sarà soprattutto una questione mentale. Allora preciso: per vincere, i lituani dovranno fare il 50% o più dal campo, altrimenti TP e Diaò (ma l'avete sentiti, Diaò lo chiamano) nel finale gliela incartano.