Dalle pagine di Datasport, Alfredo Pedullà commenta a lungo la conferenza stampa-monologo di ieri firmata Claudio Ranieri. La furia del tecnico della Roma ha ricordato quella celebre del Mourinho dagli 'zeru tituli', ma adesso ecco la critica di Pedullà.
"Claudio Ranieri non conosce la tecnologia, i tempi moderni, è rimasto agli Anni Novanta. Quando un allenatore si presentava in conferenza stampa, sbatteva i pugni sul tavolo, urlava pensando di spaventare chissà chi. Un po' di cinema, studiato nei dettagli, e poi arrivederci. Claudio Ranieri non conosce la comunicazione, non ha la più pallida idea. E l'ufficio stampa della Roma, ovviamente, gli ha lasciato il pallino senza possibilità di replica per i giornalisti che avrebbero voluto intervenire. Dopo un silenzio che era stato proclamato, ma che poi è stato bypassato prima da Totti – sul sito ufficiale del capitano– e poi dallo stesso, avvelenato, Ranieri.
Claudio non era lo stesso cuor di leone ai tempi della Juve – mica quindici anni fa - quando lo scaricarono immeritatamente. Per tanti mesi ha soltanto avvertito "un giorno parlerò, ah se parlassi io..". Perché si è cucito la bocca, di chi aveva paura? Se uno tira fuori le palle, deve riuscirci sempre. Non a momenti. Al signor Ranieri, che conosco dai tempi di Cagliari (serie C) e che non immaginavo fosse diventato così permaloso, ricordo che: a) Totti gli ha dato del catenacciaro e non ha avuto la forza di reagire. Pesano più le parole di Totti, oppure quelle dei giornalisti?; b) la stampa per forza si esprime "dopo", come rimprovera l'allenatore. Mica è composta da luminari o maghi; c) la frase "ci ricorderemo di voi", è una minaccia da squallido – ipotetico - regolamento di conti; d)irrigidirsi soltanto perché gli hanno chiesto spiegazioni sul mancato utilizzo di Simplicio è un altro segnale di chiara debolezza. Ho visto immagini allucinanti: mentre lasciava la sala conferenze, Claudio-style ignorava chi provava a stringergli la mano. Olè.
A Ranieri vorrei ricordare che siamo nel 2010, che si vive con un computer sotto il braccio, che si risponde con una e-mail e non dal telefono fisso. Se ha voluto fare Mourinho, non gli è riuscito bene. La brutta copia. Mourinho agisce sempre alla Mourinho, con le palle e con l'arroganza, mentre Ranieri – ripeto – deve ancora parlare (e sono passati anni) delle vicende che l'hanno portato a perdere la Juve. Cosa aspetta, chi aspetta? Forse a Torino aveva una stampa meno morbida. E a Roma insulta la categoria, guardandosi bene dal pronunciare nomi e cognomi di eventuali colpevoli. Olè.
Ranieri, memorizzi: certe volte il silenzio produce meno danni. Pensi al Bologna, sarebbe meglio. Le ricordo che la Roma ha pareggiato con il Cesena, ha straperso a Cagliari ed è caduta a Monaco di Baviera anche per sue scelte. Avrebbero dovuto applaudirla?
PS: ieri a un allenatore ho chiesto "ma se un tuo uomo ti dicesse che la squadra è catenacciara come reagiresti?". Ha risposto: "Mi incazzerei come una bestia". Ranieri, prenda nota".