"Stanno distruggendo il calcio"

Aperto da pentiux, 05 Ott 2013, 01:23

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romolo

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AquilaLidense

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marcantonio

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Citazione di: italicbold il 06 Ott 2013, 10:29
Io resterei al calcio.
probabilmente la grande differenza é dovuta a una semplice dinamica.
Calcio>>tifoso.
Cragnotti negli anni 90 aveva, per la prima volta, usato la parola cliente. Scandalo, obbrobrio, vergogna.
Ancora oggi sono sicuro che molti si rivolterebbero al sentirsi definire cosi'.
Ed é invece la chiave di volta.
Il "cliente" paga, e quando paga ha il diritto di ricevere un servizio all'altezza della sua spesa.
Un tifoso no. A un tifoso é diventato possibile imporre un percorso di guerra per comprare un biglietto, per entrare in uno stadio.

Da applausi. Da applausi.

Questo è il punto.

La famosa frase di Cragnotti (ma lo sapete che una volta l'ho incontrato per caso all'aeroporto di Madrid, tra parentesi??) sul tifoso che deve diventare "cliente" indignò anche me all'epoca. Ma recentemente mi sono dovuto ricredere perché mi sono reso conto che la situazione è esattamente come la descrivi tu, e quello è il perno dei mali del nostro calcio: dalle squadre scarse agli imbecilli che fanno bu allo stadio, ai presidenti-padri-padroni-imperatori dell'universo, agli stadi di proprietà che non esistono, alle imprese titaniche per comprare un biglietto che altrove (qui, per esempio) si acquista online e si stampa al bancomat sotto casa, etc. etc.

Io sono un cliente del Real Madrid (e mezzo tifoso, via). Florentino Pérez lo sa, le banche lo sanno, i soldi scorrono a fiumi, in entrata e in uscita; il merchandising, lo stadio, la logistica, la sicurezza, lo spettacolo garantito in campo, i giocatori acquistati fanno andare di corsa allo stadio anche i tiepidi.

Poi, sono tifoso della Lazio. Ma so che quando sarò cliente della Lazio le cose funzioneranno. Adesso no.

Ve lo dice un anticapitalista che tuttavia certe cose le riconosce. Poi sarebbe bello parlare di società senza classi, biglietti gratis, armonia cosmica e Spartak Moskva campione grazie a baldi giovani di periferia decoubertininani. Ma pare che il mondo vada per un altro verso.

AguilaRoja

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Citazione di: Yanez_de_Gomera il 05 Ott 2013, 12:38
In Germania esistono le caste, il pizzo, le marchette e le raccomandazioni ? Se non partiamo da questa domanda, é difficile capire le differenze. Nel calcio e in tante altre cose.

Stop.

Italia '90 è la loro Germania '06.
Ma di che parliamo..

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anderz

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per me hanno già distrutto il calcio, insieme ad un'altra dozzina di settori economici di questo paese.

Barabba Terzo

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Citazione di: italicbold il 06 Ott 2013, 10:29
Io resterei al calcio.
probabilmente la grande differenza é dovuta a una semplice dinamica.
Calcio>>tifoso.
Cragnotti negli anni 90 aveva, per la prima volta, usato la parola cliente. Scandalo, obbrobrio, vergogna.
Ancora oggi sono sicuro che molti si rivolterebbero al sentirsi definire cosi'.
Ed é invece la chiave di volta.
Il "cliente" paga, e quando paga ha il diritto di ricevere un servizio all'altezza della sua spesa.
Un tifoso no. A un tifoso é diventato possibile imporre un percorso di guerra per comprare un biglietto, per entrare in uno stadio.
Per vedere la partita. Lui fa questo per passione.
Immaginatevi la stessa cosa al cinema.
Voglio vedere l'ultimo film di George Clooney, ovviamente non posso acquistare il biglietto all'entrata, devo farlo almeno il giorno prima, e ovviamente se non sono residente nel quartiere dove sta il cinema devo avere la tessera dello spettatore. Ovviamente all'ingresso dovro' passare almeno una mezz'ora prima per essere controllato che non entri con telecamere o altro.
Insomma, diciamo che col cazzo che ci andrei al cinema.
Ecco, questo é diventato lo stadio. La fruizione dello spettacolo calcistico.

Ci hanno racchiusi in una categoria che ha sempre meno diritti. Quella dei tifosi.
Li abbiamo lasciati racchiuderci scientemente in una riserva indiana in cui é possibile chiederci ogni corvée.
Lo abbiamo fatto perché ci siamo lasciati abbindolare dal tifoso "professionista", dalla retorica del "dodicesimo uomo", della "importanza" del nostro pubblico meraviglioso, dell'agiografia del panino con la mortazza, dell'immaginario mutuato dalle guerre, "la testa del nemico sotto al braccio", del ti ricordi quella volta a Cava dei Tirreni (o latra trasferta a caso) ?.

A quel punto perché darci un seggiolino comodo se in fondo partiamo per una "missione" ? Perché se siamo un "bivacco di manipoli" devono lasciarci tranquillamente arrivare allo stadio, comprare il biglietto, vedere la partita e poi andarcene tranquillamente a casa ?

Ecco, a mio avviso la questione é tutta qui. Abbiamo dimenticato, soprattutto noi e il sistema ne ha approfittato, che il calcio é prima di tutto uno spettacolo.

Gran post.

ralphmalph

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Bravissimo IB. Io sono diventato tifoso da poltrona all'80%. Un 20% di partite vado allo stadio. Ma come me, molti altri in italia , non solo a Roma, disertano gli stadi. C'è un disegno, quello di ridurre il calcio a uno spettacolo da poltrona, si fanno più soldi. Devo essere sincero, per andare allo stadio devo fare 50+50 km, quelli che faccio ogni giorno per andare al lavoro. In più non posso decidere il giorno stesso, devo partire due ore e mezzo prima della partita per trovare un posto macchina a due km dallo stadio, quasi sempre su un marciapiede. Ma chi cazzo me lo fa fa. C'ho quasi 50 anni, so stato ultras, ma me so rotto il cazzo

Dusk

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Aggiungiamo alle giustissime considerazioni di IB e di ralphmalph il fattore pratico dello stadio.

Stadio costruito per i Mondiali di CALCIO, nel 1990, non negli anni '20.
Co la pista d'atletica.
Utilizzato due volte a settimana circa per il calcio e una volta l'anno a dire tanto per l'atletica.

Scusate, ma nel mondo attuale è inaccettabile. Tolto l'amore per la Lazio, la parte razionale dice una cosa sola: andare allo Stadio Olimpico è buttare i soldi nella monnezza.

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italicbold

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Citazione di: ralphmalph il 06 Ott 2013, 16:26[...] Devo essere sincero, per andare allo stadio devo fare 50+50 km, quelli che faccio ogni giorno per andare al lavoro. In più non posso decidere il giorno stesso, devo partire due ore e mezzo prima della partita per trovare un posto macchina a due km dallo stadio, quasi sempre su un marciapiede. Ma chi cazzo me lo fa fa. C'ho quasi 50 anni, so stato ultras, ma me so rotto il cazzo

E' evidente che le difficoltà sono quelle, pero' a mio avviso questi, aldilà dei casi personali, restano ostacoli che esistono anche altrove. Voglio dire, in tutti gli stadi del mondo, soprattutto in Europa, il parcheggio non é più una questione fondamentale.
Tra gli stadi che ho avuto modo di frequentare l'Olimpico, malgrado tutto, resta uno dei più accessibili, anche al netto della situazione dei trasporti romani. Se abiti a 50 km da Madrid, secondo me, sempre quelle 2 ore e mezzo ci metti ad arrivare al Bernabeu. O 50 km da Londra.
La questione non é tanto quella. O meglio, non é solo quella.
A mio avviso é proprio la considerazione che si ha del "cliente" allo stadio. Che é pari a zero.
Lo stadio in Italia é una zona franca non solo per quel che riguarda la violazione delle più elementari norme civili, ma anche una zona franca di quelle che sono le elementari regole del commercio. Il cliente é re ovunque tranne che allo stadio.
Il non poter acquistare il biglietto prima della partita direttamente allo stadio é una vergogna.
Non poterlo fare con carta di credito é una vergogna. Ingiustificabile vergogna.
Voglio dire, mi rompete il cazzo con la fotocopia dei documenti, e la più elementare maniera di identificare chi veramente compra i biglietti la vietate. Ripeto, assurdo.


pentiux

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Sono il primo ad aver criticato le leggi allucinanti italiane.
Ma vi garantisco che gli ultrà sankt Pauli il biglietto lo compravano pure mesi prima, parcheggiando a chilometri di distanza e vedendosi (come fanno non solo loro ma l'80% dei tifosi) la partita in piedi.
Altro che clienti. Tifosi, con la T maiuscola.

marcantonio

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Citazione di: Dusk il 06 Ott 2013, 16:40
Aggiungiamo alle giustissime considerazioni di IB e di ralphmalph il fattore pratico dello stadio.

Stadio costruito per i Mondiali di CALCIO, nel 1990, non negli anni '20.
Co la pista d'atletica.
Utilizzato due volte a settimana circa per il calcio e una volta l'anno a dire tanto per l'atletica.

Scusate, ma nel mondo attuale è inaccettabile. Tolto l'amore per la Lazio, la parte razionale dice una cosa sola: andare allo Stadio Olimpico è buttare i soldi nella monnezza.

anderz

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Io, ogni volta che vado allo stadio (distinti) se non rivedo le azioni quando torno a casa, non capisco quasi mai come abbiamo segnato. Le partite si vedono mille volte meglio in stadi-relitti tipo il Curi o il Tardini.
Certo, io che siccome che so ciecato, ci metto del mio... 8)

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marcantonio

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Citazione di: anderz il 06 Ott 2013, 17:08
Io, ogni volta che vado allo stadio (distinti) se non rivedo le azioni quando torno a casa, non capisco quasi mai come abbiamo segnato. Le partite si vedono mille volte meglio in stadi-relitti tipo il Curi o il Tardini.
Certo, io che siccome che so ciecato, ci metto del mio... 8)

I tifosi doriani, genoani, parmensi, ma anche quelli del Sassuolo, dal punto di vista stadio rispetto a noi sono degli straprivilegiati.

VeniVidiLulic

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Già,la pista d'atletica,all'olimpico...leggere alla voce coni,da vassallaggio,rapporto tributario iniquo e non profittevole.
Quando il coni cadrà offrirò da bere a tutti i laziali,e i coppanfacciati serviranno ai tavoli vestiti da lupoalberto.
Ad agosto.

anderz

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Ma anche uno stadio "volante" fatto coi tubi innocenti ha una visuale migliore dell'olimpico. Anzi, degli stadi che ho visitato, la visibilità peggiore ce l'ha senza alcun dubbio l'olimpico (a meno che non ti metti dietro la famosa colonna di Vicenza)

VeniVidiLulic

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Che poi l'olimpico è pure triste da vedere così,quasi sempre vuoto o semi vuoto,sproporzionato e appunto scomodo.

La battaglia che la Lazio dovrà fare per disimpegnarsi da questa palla al piede sarà di vitale importanza per il nostro futuro.

pentiux

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Ma perché vi concentrate sulla Lazio? Siamo su calcio apposta.
La crisi, epocale, è di tutto il calcio italiano. Anche in quegli stadi senza pista di atletica, con più parcheggi e senza lotitopezzodemmerda.

cartesio

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Citazione di: Yanez_de_Gomera il 05 Ott 2013, 12:38
In Germania esistono le caste, il pizzo, le marchette e le raccomandazioni ? Se non partiamo da questa domanda, é difficile capire le differenze. Nel calcio e in tante altre cose.

Ma soprattutto: quanta evasione fiscale c'è in Germania?
E' inutile evitare il discorso sull'elemento fondamentale del patto sociale.
Ci sono dei costi, vanno divisi tra tutti.

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iDresda

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Citazione di: cartesio il 06 Ott 2013, 19:52
Ma soprattutto: quanta evasione fiscale c'è in Germania?
E' inutile evitare il discorso sull'elemento fondamentale del patto sociale.
Ci sono dei costi, vanno divisi tra tutti.

Ma credi che il fisco non lo evadano pure qui?
Qualcuno quantifica pure in 160miliardi annui la perdita per evasione fiscale..


Per dirne uno poco in vista, sempre dal mondo del calcio...
Che ne so, questo?






Piccolo OT per i netter che sono in Germania.
Il 10 maggio 2014 c'è Hertha Berlino - Borussia Dortmund.
Sto pensando seriamente di andarci, possibilmente tra i borussi se riesco a trovare i biglietti.
Chi vuole unirsi?

Va da sé che la battuta sull'invasione della Polonia, indipendentemente dall'esito della partita, manco è quotata
:DD :DD

EOT

ralphmalph

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Citazione di: pentiux il 06 Ott 2013, 19:51
Ma perché vi concentrate sulla Lazio? Siamo su calcio apposta.
La crisi, epocale, è di tutto il calcio italiano. Anche in quegli stadi senza pista di atletica, con più parcheggi e senza lotitopezzodemmerda.

Hai ragione.
Io credo che la sensazione (che poi sensazione, suvvia è la realtà) diffusa tra i tifosi di un calcio italiano in declino vada considerata come uno dei fattori determinanti.
Rispetto alla Germania, loro sono in crescita e noi non accettiamo invece il ridimensionamento
Insomma, non riusciamo manco ad avere l'organizzazione degli europei a vantaggio di Ucraina e Polonia, nelle competizioni europee facciamo spesso schifo, i grandi campioni da noi sono diventati di passaggio e abbiamo strutture fatiscenti, nessuna novità dal 1990 in poi se si eccettua lo Juventus Stadium.
Siamo in declino come nazione e il calcio che è la terza industria del paese ne è lo specchio

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