A me è venuto in mente un aspetto, pochi giorni fa, intorno al quale sto girando intorno da una vita intera. E come me noto anche il forum. In tanti anni di permanenza qui sono sorte fior fior di discussioni addirittura serie, sulla "patologia romanista", vista in chiave socio-politica. Dal pensiero unico che affligge tutti i romanisti, al comportamento deviato delle istituzioni. Dall'incoerenza di fondo all'incapacità che hanno di ragionare normalmente persone che, tolto l'argomento calcio, solitamente sono argute, godibili e addirittura in gamba.
Ovviamente sono sorte fior fior di discussioni sulle differenze tra Noi e loro. La storia, i valori, gli intenti. E le disparità di trattamento e di comportamento.
Ma c'è un aspetto su cui non ci siamo mai focalizzati a sufficienza.
Le ragioni della disistima reciproca, diciamo.
Un laziale che abbia un minimo di nozioni di storia del calcio, solitamente, disistima la roma per dei motivi scientificamente validi e provati.
La Lazio nasce per volontà romantica e popolare, dal basso, fondata sul Lungotevere da 9 giovanotti romani.
La roma per via di un perverso progetto a tavolino che ha falcidiato un trentennio di storia del calcio nascente romano, tentando oltretutto anche di strangolare la Lazio, unica entità ad essere scampata alla sorte delle consorelle.
E da lì l'ottantennio successivo, che è una conseguenza diretta di tale aspetto: la squadra del regime, la squadra fatta apposta a tavolino per essere trendy, per dare alle ondate migratorie un simbolo di integrazione marchiano e fasullo (aaaasquatradellacapitale che si chiama come la Città e si appropria del simbolo. Dai, ma quanto banali siete? Quanta tristezza può fare, tale scelta? Io domani fondo una nuova squadra e la chiamo Sistema Solare).
La squadra che si riempie di simpatizzanti quando vince. Del vicino di casa calabrese a cui non avete mai dato confidenza ma che si sente autorizzato a venirvi a dare del "burino" (?).
Insomma, se un romanista mi chiede perché mi stia sul ca**o la roma potrei articolare almeno 120 minuti di monologo fatto di argomentazioni davvero scientifiche.
Avete mai provato a fare la domanda inversa a un romanista? Io sì, qualche volta, e non mi sanno mai dare una risposta che non sia indotta dall'istinto dal branco. "Boh, perché me sta tipo surcazzoaaalazzio", "boh, perché si è sempre fatto così", eccetera.
La nostra disistima è basata sui fatti, descritti lì sopra.
Quella dei romanisti su cose che non hanno alcuna pertinenza oggettiva con la realtà. Siete burini, col trattore e avete la maglia sbiadita. Addirittura sto leggendo dei Campioni di QI livellato verso il basso sui social network, da ieri sera, parlare daaamagliasbiadita di Lazio-Fiorentina. Ignorando totalmente il perché della maglia di ieri sera. Perché loro ignorano, di default.
Tra Laziali e romanisti non esiste uno "scontro di civiltà" reciproco. Esiste per Noi, paradossalmente. Che imputiamo loro di avere una storia che cozza con i nostri valori, che ha ammazzato la Roma sportiva, che oggi chissà quale storia avrebbe, se non fosse intervenuto il Potere Autoritario calato dall'alto. Che imputiamo loro di godere di impunità assoluta, protezioni ad alti livelli, stampa a dir poco compiacente.
Dall'altra parte questo non esiste. Non hanno ragioni "scientifiche" per avercela con noi. Ne hanno di frivole, artefatte e fasulle. E figlie di una logica da branco davvero insulsa e censurabile: so daaaroma perché ho annusato la maggioranza intorno a me e m'hanno detto che quindi voi eravate tipo i rivali. E perché quest'odio? Ah boh, burini col trattore, 11annidebbì.
Quest'ultimo, effettivamente, è un dato di fatto, ma non ha alcuna pertinenza con ragioni di rivalità. Se sei così tanto "antilazzzziale" perché "11 anni di b", allora mi aspetterei che ti inginocchiassi mormorando "non sono degno" di fronte ai milanisti, juventini, interisti e qualsiasi altra compagine, ce ne sono tante, con un Albo d'Oro migliore del tuo.
Idem, se il tuo valore, assurdo, fosse "siete pochi".
Insomma. Io personalmente c'ho girato intorno per anni e l'ho realizzato solo ora:
io ce l'ho con la roma per dei motivi fondati.
Il romanista ce l'ha con me puramente per moda, per leggende inventate o per postulati buttati a caso.
Come ho detto altrove, occorre solo tradurre questo sentimento negativo nostro in uno stadio successivo: l'indifferenza.
Non ci può essere rivalità con chi non sa mettere in croce nemmeno un valore storico e oggettivo da opporre contro di te.