Il riommismo come patologia pisco-sociale

Aperto da PaperoGiallo, 07 Ott 2013, 15:08

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PaperoGiallo

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E' da molto tempo che ci penso:

il riommismo può essere definito come una forma di patologia psicologica, per quanto attiene alla sfera individuale, e sociale, quando dalla sfera individuale si passa alle relazioni con gli altri?

In effetti il riommismo ha conseguenze molto concrete su come gli individui si relazionano tra di loro nella nostra città. Avvocati, professionisti, politici e artisti, ma naturalmente anche gente comune di tutte le estrazioni, ne sono seriamente affetti.

I sintomi: la mente si svuota, l'occhio si fa aggressivo o assente a seconda dei casi, e come degli impossessati gli individui che ne soffrono (anche gli uomini di cultura) cominciano a ripetere slogan preconfezionati privi di alcuna logica e odi al capitano definito spesso, senza remore, come dio.

Le foto nei profili di Fb si riempiono di capitani e lupe varie. L'incontinenza sul social network è inarrestabile, anche a costo di insultare chi tifa un'altra bandiera.

Alla radice del fenomeno un assunto fondamentale: solo noi abbiamo diritto di esistenza, siamo i migliori di sempre, gli altri - specialmente gli avversari in questa città - devono scomparire. Sembra, sportivamente parlando, un programma da soluzione finale.

Libri, quotidiani e altri prodotti multimediali sono commercializzati per celebrare una sola squadra e per attaccarne altre.

Lo spazio per relazioni normali si riduce così drasticamente. Non sono tanto i 90 minuti della partita della magggica, che svuota le strade, i cinema e i teatri anche di sabato sera, ma tutto il resto. Interviste, trasmissioni radiofoniche e televisive ai limiti del demenziale, letture di giornali, ecc. Ore e minuti dedicati a discorsi di livello demenziale, con i neuroni a risposo. Discussioni infinite e sms standardizzati mandati dopo ogni vittoria sempre per quell'incontinenza incotrollabile.

Lo scenario non è certo milgiore quando la maggica va male. La disperazione e la sofferenza del riommista dopo le grandi disfatte assume dimensioni sproporzionate e grottesche, che fanno oscillare l'osservatore esterno tra il riso e la compassione.

In un'epoca e in una città dove i rapporti umani sono diventati sempre più difficili, il riommismo, con le sue derive manichee e il suo nichilismo neanche troppo celato, finisce per avvilire ancora di più i pochi spazi di relazione con l'altro.

Sono solo a pensarla così?

Papero





Cialtron_Heston

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marcantonio

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Ho sempre sognato uno studio antropologico sul fenomeno patologico del riommanismo.

Bisognerebbe farci entrare il discorso storico: l'eredità dello Stato della Chiesa (dicotomia potere clericale-aristocratico vs. pezzenti) che ha mantenuto una gran parte del popolo romano al livello di plebaglia morale e intellettuale (quellidellà).

Il discorso economico: il populismo dei media.

Il discorso della decadenza estetica e dell'autoreferenzialità: l'attrattività dell'uomo qualunque, dell'omo der popolo, del fesso.

Il discorso politico: Come hanno vinto i loro scudetti, la marmaglia che fa il tifo per loro all'interno della Casta, gli aiutini e le protezioni per mantenere bbòno er popolo.

Il discorso psicologico: Una squadretta che riempie - di merda - gli interstizi di una vita di merda di tante vite perse.

Filippo3

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Troppo importanza, troppi topic.
Ricordiamoci che stiamo parlando di ammassi di merda.

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fede75

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Citazione di: Filippo3 il 07 Ott 2013, 15:20
Troppo importanza, troppi topic.
Ricordiamoci che stiamo parlando di ammassi di merda.

ecco


marcantonio

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Citazione di: Filippo3 il 07 Ott 2013, 15:20
Troppo importanza, troppi topic.
Ricordiamoci che stiamo parlando di ammassi di merda.

Stiamo parlando di un virus. Un virus si studia per eliminarlo.  :cool2:

PaperoGiallo

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Citazione di: marcantonio il 07 Ott 2013, 15:21
Stiamo parlando di un virus. Un virus si studia per eliminarlo.  :cool2:

Sì esatto. Se si è colpiti da un virus si cerca di analizzarlo per comprendere come abbia potuto attecchire e cercare di liberarsene.

Soprattutto se, non per scelta ma per cause di forza maggiore, uno se lo trova davanti tutti i giorni.

P.

Dusk

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A me è venuto in mente un aspetto, pochi giorni fa, intorno al quale sto girando intorno da una vita intera. E come me noto anche il forum. In tanti anni di permanenza qui sono sorte fior fior di discussioni addirittura serie, sulla "patologia romanista", vista in chiave socio-politica. Dal pensiero unico che affligge tutti i romanisti, al comportamento deviato delle istituzioni. Dall'incoerenza di fondo all'incapacità che hanno di ragionare normalmente persone che, tolto l'argomento calcio, solitamente sono argute, godibili e addirittura in gamba.

Ovviamente sono sorte fior fior di discussioni sulle differenze tra Noi e loro. La storia, i valori, gli intenti. E le disparità di trattamento e di comportamento.

Ma c'è un aspetto su cui non ci siamo mai focalizzati a sufficienza.

Le ragioni della disistima reciproca, diciamo.

Un laziale che abbia un minimo di nozioni di storia del calcio, solitamente, disistima la roma per dei motivi scientificamente validi e provati.
La Lazio nasce per volontà romantica e popolare, dal basso, fondata sul Lungotevere da 9 giovanotti romani.
La roma per via di un perverso progetto a tavolino che ha falcidiato un trentennio di storia del calcio nascente romano, tentando oltretutto anche di strangolare la Lazio, unica entità ad essere scampata alla sorte delle consorelle.

E da lì l'ottantennio successivo, che è una conseguenza diretta di tale aspetto: la squadra del regime, la squadra fatta apposta a tavolino per essere trendy, per dare alle ondate migratorie un simbolo di integrazione marchiano e fasullo (aaaasquatradellacapitale che si chiama come la Città e si appropria del simbolo. Dai, ma quanto banali siete? Quanta tristezza può fare, tale scelta? Io domani fondo una nuova squadra e la chiamo Sistema Solare).
La squadra che si riempie di simpatizzanti quando vince. Del vicino di casa calabrese a cui non avete mai dato confidenza ma che si sente autorizzato a venirvi a dare del "burino" (?).

Insomma, se un romanista mi chiede perché mi stia sul ca**o la roma potrei articolare almeno 120 minuti di monologo fatto di argomentazioni davvero scientifiche.

Avete mai provato a fare la domanda inversa a un romanista? Io sì, qualche volta, e non mi sanno mai dare una risposta che non sia indotta dall'istinto dal branco. "Boh, perché me sta tipo surcazzoaaalazzio", "boh, perché si è sempre fatto così", eccetera.

La nostra disistima è basata sui fatti, descritti lì sopra.

Quella dei romanisti su cose che non hanno alcuna pertinenza oggettiva con la realtà. Siete burini, col trattore e avete la maglia sbiadita. Addirittura sto leggendo dei Campioni di QI livellato verso il basso sui social network, da ieri sera, parlare daaamagliasbiadita di Lazio-Fiorentina. Ignorando totalmente il perché della maglia di ieri sera. Perché loro ignorano, di default.


Tra Laziali e romanisti non esiste uno "scontro di civiltà" reciproco. Esiste per Noi, paradossalmente. Che imputiamo loro di avere una storia che cozza con i nostri valori, che ha ammazzato la Roma sportiva, che oggi chissà quale storia avrebbe, se non fosse intervenuto il Potere Autoritario calato dall'alto. Che imputiamo loro di godere di impunità assoluta, protezioni ad alti livelli, stampa a dir poco compiacente.
Dall'altra parte questo non esiste. Non hanno ragioni "scientifiche" per avercela con noi. Ne hanno di frivole, artefatte e fasulle. E figlie di una logica da branco davvero insulsa e censurabile: so daaaroma perché ho annusato la maggioranza intorno a me e m'hanno detto che quindi voi eravate tipo i rivali. E perché quest'odio? Ah boh, burini col trattore, 11annidebbì.
Quest'ultimo, effettivamente, è un dato di fatto, ma non ha alcuna pertinenza con ragioni di rivalità. Se sei così tanto "antilazzzziale" perché "11 anni di b", allora mi aspetterei che ti inginocchiassi mormorando "non sono degno" di fronte ai milanisti, juventini, interisti e qualsiasi altra compagine, ce ne sono tante, con un Albo d'Oro migliore del tuo.
Idem, se il tuo valore, assurdo, fosse "siete pochi".

Insomma. Io personalmente c'ho girato intorno per anni e l'ho realizzato solo ora:
io ce l'ho con la roma per dei motivi fondati.
Il romanista ce l'ha con me puramente per moda, per leggende inventate o per postulati buttati a caso.

Come ho detto altrove, occorre solo tradurre questo sentimento negativo nostro in uno stadio successivo: l'indifferenza.

Non ci può essere rivalità con chi non sa mettere in croce nemmeno un valore storico e oggettivo da opporre contro di te.



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porgascogne

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(io ho letto il titolo come "il riommismo come patologia piscio-sociale" e mi sembrava già una risposta adeguata...)
8)

AguilaRoja

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Citazione di: Dusk il 07 Ott 2013, 15:52
A me è venuto in mente un aspetto, pochi giorni fa, intorno al quale sto girando intorno da una vita intera. E come me noto anche il forum. In tanti anni di permanenza qui sono sorte fior fior di discussioni addirittura serie, sulla "patologia romanista", vista in chiave socio-politica. Dal pensiero unico che affligge tutti i romanisti, al comportamento deviato delle istituzioni. Dall'incoerenza di fondo all'incapacità che hanno di ragionare normalmente persone che, tolto l'argomento calcio, solitamente sono argute, godibili e addirittura in gamba.

Ovviamente sono sorte fior fior di discussioni sulle differenze tra Noi e loro. La storia, i valori, gli intenti. E le disparità di trattamento e di comportamento.

Ma c'è un aspetto su cui non ci siamo mai focalizzati a sufficienza.

Le ragioni della disistima reciproca, diciamo.

Un laziale che abbia un minimo di nozioni di storia del calcio, solitamente, disistima la roma per dei motivi scientificamente validi e provati.
La Lazio nasce per volontà romantica e popolare, dal basso, fondata sul Lungotevere da 9 giovanotti romani.
La roma per via di un perverso progetto a tavolino che ha falcidiato un trentennio di storia del calcio nascente romano, tentando oltretutto anche di strangolare la Lazio, unica entità ad essere scampata alla sorte delle consorelle.

E da lì l'ottantennio successivo, che è una conseguenza diretta di tale aspetto: la squadra del regime, la squadra fatta apposta a tavolino per essere trendy, per dare alle ondate migratorie un simbolo di integrazione marchiano e fasullo (aaaasquatradellacapitale che si chiama come la Città e si appropria del simbolo. Dai, ma quanto banali siete? Quanta tristezza può fare, tale scelta? Io domani fondo una nuova squadra e la chiamo Sistema Solare).
La squadra che si riempie di simpatizzanti quando vince. Del vicino di casa calabrese a cui non avete mai dato confidenza ma che si sente autorizzato a venirvi a dare del "burino" (?).

Insomma, se un romanista mi chiede perché mi stia sul ca**o la roma potrei articolare almeno 120 minuti di monologo fatto di argomentazioni davvero scientifiche.

Avete mai provato a fare la domanda inversa a un romanista? Io sì, qualche volta, e non mi sanno mai dare una risposta che non sia indotta dall'istinto dal branco. "Boh, perché me sta tipo surcazzoaaalazzio", "boh, perché si è sempre fatto così", eccetera.

La nostra disistima è basata sui fatti, descritti lì sopra.

Quella dei romanisti su cose che non hanno alcuna pertinenza oggettiva con la realtà. Siete burini, col trattore e avete la maglia sbiadita. Addirittura sto leggendo dei Campioni di QI livellato verso il basso sui social network, da ieri sera, parlare daaamagliasbiadita di Lazio-Fiorentina. Ignorando totalmente il perché della maglia di ieri sera. Perché loro ignorano, di default.


Tra Laziali e romanisti non esiste uno "scontro di civiltà" reciproco. Esiste per Noi, paradossalmente. Che imputiamo loro di avere una storia che cozza con i nostri valori, che ha ammazzato la Roma sportiva, che oggi chissà quale storia avrebbe, se non fosse intervenuto il Potere Autoritario calato dall'alto. Che imputiamo loro di godere di impunità assoluta, protezioni ad alti livelli, stampa a dir poco compiacente.
Dall'altra parte questo non esiste. Non hanno ragioni "scientifiche" per avercela con noi. Ne hanno di frivole, artefatte e fasulle. E figlie di una logica da branco davvero insulsa e censurabile: so daaaroma perché ho annusato la maggioranza intorno a me e m'hanno detto che quindi voi eravate tipo i rivali. E perché quest'odio? Ah boh, burini col trattore, 11annidebbì.
Quest'ultimo, effettivamente, è un dato di fatto, ma non ha alcuna pertinenza con ragioni di rivalità. Se sei così tanto "antilazzzziale" perché "11 anni di b", allora mi aspetterei che ti inginocchiassi mormorando "non sono degno" di fronte ai milanisti, juventini, interisti e qualsiasi altra compagine, ce ne sono tante, con un Albo d'Oro migliore del tuo.
Idem, se il tuo valore, assurdo, fosse "siete pochi".

Insomma. Io personalmente c'ho girato intorno per anni e l'ho realizzato solo ora:
io ce l'ho con la roma per dei motivi fondati.
Il romanista ce l'ha con me puramente per moda, per leggende inventate o per postulati buttati a caso.

Come ho detto altrove, occorre solo tradurre questo sentimento negativo nostro in uno stadio successivo: l'indifferenza.

Non ci può essere rivalità con chi non sa mettere in croce nemmeno un valore storico e oggettivo da opporre contro di te.

Gli unici motivi che hanno per odiarci sono relativi alle pizze che gli abbiamo mollato: i derby persi, l'oh nooo, il 26 maggio.
E basta.
Hai fatto un'analisi talmente lapalissiana che nessuno, me compreso, ci aveva mai pensato.
Ottimo!  :asrm

Ulissechina

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Citazione di: Dusk il 07 Ott 2013, 15:52
A me è venuto in mente un aspetto, pochi giorni fa, intorno al quale sto girando intorno da una vita intera. E come me noto anche il forum. In tanti anni di permanenza qui sono sorte fior fior di discussioni addirittura serie, sulla "patologia romanista", vista in chiave socio-politica. Dal pensiero unico che affligge tutti i romanisti, al comportamento deviato delle istituzioni. Dall'incoerenza di fondo all'incapacità che hanno di ragionare normalmente persone che, tolto l'argomento calcio, solitamente sono argute, godibili e addirittura in gamba.

Ovviamente sono sorte fior fior di discussioni sulle differenze tra Noi e loro. La storia, i valori, gli intenti. E le disparità di trattamento e di comportamento.

Ma c'è un aspetto su cui non ci siamo mai focalizzati a sufficienza.

Le ragioni della disistima reciproca, diciamo.

Un laziale che abbia un minimo di nozioni di storia del calcio, solitamente, disistima la roma per dei motivi scientificamente validi e provati.
La Lazio nasce per volontà romantica e popolare, dal basso, fondata sul Lungotevere da 9 giovanotti romani.
La roma per via di un perverso progetto a tavolino che ha falcidiato un trentennio di storia del calcio nascente romano, tentando oltretutto anche di strangolare la Lazio, unica entità ad essere scampata alla sorte delle consorelle.

E da lì l'ottantennio successivo, che è una conseguenza diretta di tale aspetto: la squadra del regime, la squadra fatta apposta a tavolino per essere trendy, per dare alle ondate migratorie un simbolo di integrazione marchiano e fasullo (aaaasquatradellacapitale che si chiama come la Città e si appropria del simbolo. Dai, ma quanto banali siete? Quanta tristezza può fare, tale scelta? Io domani fondo una nuova squadra e la chiamo Sistema Solare).
La squadra che si riempie di simpatizzanti quando vince. Del vicino di casa calabrese a cui non avete mai dato confidenza ma che si sente autorizzato a venirvi a dare del "burino" (?).

Insomma, se un romanista mi chiede perché mi stia sul ca**o la roma potrei articolare almeno 120 minuti di monologo fatto di argomentazioni davvero scientifiche.

Avete mai provato a fare la domanda inversa a un romanista? Io sì, qualche volta, e non mi sanno mai dare una risposta che non sia indotta dall'istinto dal branco. "Boh, perché me sta tipo surcazzoaaalazzio", "boh, perché si è sempre fatto così", eccetera.

La nostra disistima è basata sui fatti, descritti lì sopra.

Quella dei romanisti su cose che non hanno alcuna pertinenza oggettiva con la realtà. Siete burini, col trattore e avete la maglia sbiadita. Addirittura sto leggendo dei Campioni di QI livellato verso il basso sui social network, da ieri sera, parlare daaamagliasbiadita di Lazio-Fiorentina. Ignorando totalmente il perché della maglia di ieri sera. Perché loro ignorano, di default.


Tra Laziali e romanisti non esiste uno "scontro di civiltà" reciproco. Esiste per Noi, paradossalmente. Che imputiamo loro di avere una storia che cozza con i nostri valori, che ha ammazzato la Roma sportiva, che oggi chissà quale storia avrebbe, se non fosse intervenuto il Potere Autoritario calato dall'alto. Che imputiamo loro di godere di impunità assoluta, protezioni ad alti livelli, stampa a dir poco compiacente.
Dall'altra parte questo non esiste. Non hanno ragioni "scientifiche" per avercela con noi. Ne hanno di frivole, artefatte e fasulle. E figlie di una logica da branco davvero insulsa e censurabile: so daaaroma perché ho annusato la maggioranza intorno a me e m'hanno detto che quindi voi eravate tipo i rivali. E perché quest'odio? Ah boh, burini col trattore, 11annidebbì.
Quest'ultimo, effettivamente, è un dato di fatto, ma non ha alcuna pertinenza con ragioni di rivalità. Se sei così tanto "antilazzzziale" perché "11 anni di b", allora mi aspetterei che ti inginocchiassi mormorando "non sono degno" di fronte ai milanisti, juventini, interisti e qualsiasi altra compagine, ce ne sono tante, con un Albo d'Oro migliore del tuo.
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Insomma. Io personalmente c'ho girato intorno per anni e l'ho realizzato solo ora:
io ce l'ho con la roma per dei motivi fondati.
Il romanista ce l'ha con me puramente per moda, per leggende inventate o per postulati buttati a caso.

Come ho detto altrove, occorre solo tradurre questo sentimento negativo nostro in uno stadio successivo: l'indifferenza.

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:clap:

poborsky

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Citazione di: Filippo3 il 07 Ott 2013, 15:20
Troppo importanza, troppi topic.
Ricordiamoci che stiamo parlando di ammassi di merda.

beh anche di malagrotta e discariche varie si parla tanto, non vedo il problema  :)

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Spartano

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Citazione di: Dusk il 07 Ott 2013, 15:52


Come ho detto altrove, occorre solo tradurre questo sentimento negativo nostro in uno stadio successivo: l'indifferenza.

Non ci può essere rivalità con chi non sa mettere in croce nemmeno un valore storico e oggettivo da opporre contro di te.


Sam Cromwell

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Si sono d'accordo sulla disamina del Papero e di Dusk, bravi, come non condividere!
Però secondo me, visto che è bello ma alquanto inutile che continuiamo a cantarcela tra di noi qua dentro, sarebbe ora di studiare anche il virus che ha colpito il Laziale (si un pò c'è sempre stato, ma negli ultimi anni sta diventando davvero in-so-ppor-ta-bi-le!).
E la prima che secondo me dovrebbere occuparsi di combattere sto virus è la società SS Lazio. La comunicazione, il mkt, la proprietà, l'uscere, il magazziniere, il ds, il preparatore dei portieri, insomma chi gli pare ma la SS LAZIO 1900 tutta! Poi noi tifosi dovremmo metterci del nostro andandogli dietro nella battaglia. Solo così potremmo riuscirci.
Perchè a me di raccontarci tra di noi che loro so brutti, puzzolenti, arroganti e coppanfacciati mi interessa il giusto. Si sà, è talmente evidente. Come dire che il sole scotta! Si ma appunto oltre a saperlo vediamo di proteggerci da sto sole che scotta.......
Perchè non so se tutti se ne stanno davvero rendendo conto ma, se continuiamo così, fra non troppo altro tempo riusciranno nel loro intento e l'unico virus che sterminerà una specie sarà quello che ha colpito noi purtroppo!  :x :x  :x
:asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm

charlie

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La rioma riempe gli spazi interstiziali di una vita di merda

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