Non riescono a farne a meno (babbeo dovunque)

Aperto da radar, 17 Ott 2013, 08:46

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

radar

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.480
Registrato
Non riescono a farne a meno, inseriscono il babbeo dovunque. Passi che nell'intervista ad Ascanio Celestini, peraltro molto interessante, pubblicata sula gazzetta dello sport, all'ultima domanda l'intervistatore chieda:

CitazioneParafrasando il titolo di un libro di Totti «E mo' te spiego Roma», le chiederei di spiegare cos'è invece Totti per Roma.
«A differenza di altri giocatori, è un personaggio in cui il tifoso si rivede, perché crede in qualcosa in cui credono tutti i tifosi. È fuori dagli schemi del calcio di adesso, sembra più un giocatore più degli anni '70, uno che non sta in mezzo a scandali. Potrebbe tranquillamente essere il mio vicino di casa».

ed il titolo diventi:

Citazione«La mia Roma è Totti. Però gli stadi sono come paesi stranieri»
L'attore: «Francesco crede in quello in cui credono i tifosi. Il calcio si è allontanato dalle periferie ed è un gran... casino. Le curve? Il linguaggio violento va arginato a monte»

per cui non solo si titola con una frase diversa ma il babbeo è diventato francesco, come se fosse il papa che non usa il cognome.

Passi tutto questo, dicevo.

Quello che è veramente insopportabile è l'articolo nella pagina successiva, dedicato a modo suo all'anniversario della retata del ghetto di 70 anni fa:

Citazione(...) Pasolini e La Motta
Intanto il Ghetto torna alla sua normalità turistica e popolana. Piazza delle Cinque Scole, dove i camion
«aspettavano» il carico umano da deportare, è assediata dalle macchine. La chiesa senza facciata è più vecchia di tre secoli di quella mattinata dell'orrore eppure ha un nome che sembra una didascalia perfetta della giornata: Santa Maria del Pianto. Ma è via della Reginella la strada martire. I nazisti la chiusero da una parte e dall'altra per rendere impossibile la fuga. C'è una scritta, apparentemente fuori posto: «Museo del Louvre». Una galleria, una libreria. Pasolini con la mamma. Orson Welles. Ringo Star. Origliamo una frase: «Sto preparando una mostra sui pugili degli anni '50». Giuseppe Casetti è il titolare  di quest'enclave. Ci fa vedere gli scatti di quell'epoca, i pugili nudi al peso, Jake La Motta in una trattoria, qualche mascella ancora in cerca di nome e cognome.

L'innominabile Casetti non è ebreo, ma è entusiasta di questo grappolo di vicoli. «Qui c'è ancora identità, è impossibile non ricordare. E poi in questi giorni, con Priebke...Non si nomina, si dice solo: lui». Il torturatore di via Tasso, il killer-notaio dell'inferno delle Fosse Ardeatine. Anche in Sinagoga, hanno parlato del suo «negare l'innegabile». Di quel difendersi con l'alibi dell'esecuzione di un ordine superiore. A Bartali, nessuno aveva dato l'ordine di rischiare la sua vita per salvarne altre. Eppure lo fece. «Lui rispondeva alla sua coscienza, gli veniva naturale», spiega ancora suo figlio. Ma ci rendiamo conto che il paragone è folle.

Il pugile alle Fosse
Parliamo con Casetti fra scatti e romanzi d'autore. Di ieri, di oggi, della bestia del razzismo che ancora non abbiamo battuto. Anche allo stadio. Il biblioartista è un romanista, tira fuori dal suo cilindro un'altra foto: un bianco e nero dove un calciatore è solo, solissimo, e minuscolo, un'isola nell'oceano. «É Totti, con questa foto faccio piangere pure i giovani». Quel 16 ottobre 1943 ora sembra lontano duemila anni. Ma la via della Reginella che domani esulterà o s'ammoscerà per Roma-Napoli, non può dimenticare. Fino a poco tempo viveva qui Settimia Spizzichino, l'unica sopravvissuta donna fra i deportati. E qualche portone più in là, abitava lei, la delatrice, l'ebrea che mandò a morire altri ebrei. Fra le sue vittime, ci fu anche un pugile, Lazzaro Anticoli. Avrebbe potuto finire nella mostra di questo Louvre del Ghetto di Roma. Finì alle Fosse Ardeatine.


Io non ho veramente parole, mi aspetto che da un giorno all'altro si scriva del ruolo fondamentale del babbeo nella scoperta della relatività (la bomba atomica no, è cattiva e quindi è ovvio che Leo Slizard, Oppenheimer ed anche il pilota dell'Enola Gay fossero laziali) o di come convinse Cristoforo Colombo a solcare gli oceani fino a scoprire l'america.

Non dico la vergogna o il pudore di chi queste cose le scrive ma chi le pubblica, un minimo di sussulto di dignità umana ce l'ha ancora???

Schifo....

Zoppo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 17.908
Registrato
Pure Ascanio Celestini è romanista  :wall:

porgascogne

Visitatore
Registrato
lo facessero leggere, se sanno farlo, a questi qua






bak

*
Lazionetter
* 20.168
Registrato
e pure ascanio celestini se ne pò annà affanculo.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

iDresda

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 7.399
Registrato
Citazione di: bak il 17 Ott 2013, 09:35
e pure ascanio celestini se ne pò annà affanculo.

ma chi sarebbe?
:=))

:asrm

SS-Lazio.1900

*
Lazionetter
* 1.176
Registrato

porgascogne

Visitatore
Registrato
Citazione di: bak il 17 Ott 2013, 09:35
e pure ascanio celestini se ne pò annà affanculo.

mah, su questo non sono d'accordo

bak

*
Lazionetter
* 20.168
Registrato
Citazione di: porgascogne il 17 Ott 2013, 09:40
mah, su questo non sono d'accordo

per default, essendo uno che si contraddistingue per essere fuori dal coro (a volte con merito), ma poi, alla voce t. si sdilinguisce e diventa come tutti gli altri.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Non conosco il soggetto ma ho una domanda: stiamo dibattendo sul fatto che un romanista meriti un vaffachiulo o meno? per capire.

radar

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.480
Registrato
Citazione di: porgascogne il 17 Ott 2013, 09:40
mah, su questo non sono d'accordo

Assolutamente d'accordo con Porga.

Tra l'altro come detto, l'intervista è anche interessante, piena di spunti non banali. La posto nella sua interezza, tranne il titolo a cavolo che ho già illustrato. L'intervistatore è tale Alfredo Spalla


Tiranno per finzione e acuto osservatore di borgata allo stesso tempo. Quando una città vive un presente caotico, una buona idea è rivolgersi agli artisti, sempre capaci di estrarre idee dal caos. Ascanio Celestini,
attore e regista, ci racconta Roma e la sua idea di sport.

Nelle sue rappresentazioni ha raccontato il calcio da una prospettiva popolare. Quale valore ha per lei questo sport?
«Il calcio è come la religione, tutti abbiamo delle basi. È come una preghiera o il segno della croce, sapremmo farli anche se non fossimo credenti. Il calcio è così: mio padre era della Roma e io sono della Roma. Un imprinting».

E in borgata com'è vissuto?
«Nella mia vecchia casa di Morena vivevo sopra un'officina e il titolare ascoltava tutto il giorno la tipica radio romanista dal suo furgone, quindi, anche non volendo, a casa mia bastava andare al bagno per sapere le ultime sulla Roma. Ed è lo stesso con questa Roma capolista, sarebbe impossibile non saperlo anche per coloro che non s'interessano di calcio. Come sarebbe difficile non vedere le scritte "te l'ho alzata in faccia" in tutto il quartiere».

Non pensa che il calcio romano si sia allontanato troppo dalle periferie?
«Sì, si sono persi i punti di aggregazione. Nel nostro quartiere si giocava nel "prato", che poi è diventata piazza Castrolibero. Noi giocavamo lì ed era normale. Se mio figlio invece volesse giocare, dovrei iscriverlo a una scuola calcio. Gli unici che continuano a fare sport all'aria aperta sono gli stranieri, che però vivono condizioni di socialità differenti».

Nel suo spettacolo, "Discorsi alla Nazione" (al Teatro Vittoria fino a domenica 20), rappresenta un tiranno chiuso nel suo palazzo, che disprezza i propri sudditi. Il mondo dello sport italiano sta diventando tirannico?
«Esiste una distanza troppo grande fra il calcio giocato e il calcio seguito attraverso i mezzi di comunicazione. È un po' come la pallina bianca della roulette. Certo, è determinante il punto in cui si ferma la pallina, però attorno c'è tutto un mondo di persone con interessi, scommesse, aspettative. È come se il calcio fosse una narrazione riveduta e corretta. Ma non voglio fare moralismi, anzi, questo casino mi diverte».

Roma–Napoli è stata anticipata a domani per evitare il sovrapporsi con la manifestazione di sabato. Queste due realtà, separate per questioni di ordine pubblico, sono però accomunate da alcune istanze. Cosa le unisce e cosa le separa?
«Negli anni scorsi mi è capitato di partecipare ad "Hasta Siempre Bagna", un festival organizzato per ricordare Matteo Bagnaresi, tifoso del Parma travolto da un pullman di juventini nel 2008. Era un ultrà, però era anche un ragazzo molto attivo politicamente. E i suoi amici si sono incontrati rendendosi conto di avere bisogno di politica e hanno dato vita a questa manifestazione. Questo perché nel calcio c'è bisogno di socialità. Poi il problema è che tra coloro che seguono il calcio in maniera totale, diventa più facile infiltrare una serie di istanze radicali e superficiali».

Che idea si è fatto delle discussioni sulla discriminazione territoriale?
«Non si comprende che ciò che accade allo stadio è quello che accade nella società»

Chiudere le curve aiuta?
«Non cambia nulla. Se esiste un linguaggio violento, bisogna arginarlo a monte. È sbagliato pensare di risolvere le questioni astraendole dal contesto sociale. Lo stadio è come se fosse uno stato straniero ed è come se noi l'avessimo invaso senza nemmeno conoscerne la giurisdizione».

Questa Roma americana, che persegue un modello di business di rottura, non è un po' un colpo al cuore per un tradizionalista come lei?
«La Roma potrebbero comprarla pure i cinesi, non cambierebbe. Sarebbe sempre una questione di guadagni. Anche questo rientra nella grande narrazione del calcio, con quelli che "s'ammazzerebbero" pur di rivedere la Roma italiana».

Parafrasando il titolo di un libro di Totti «E mo' te spiego Roma», le chiederei di spiegare cos'è invece Totti per Roma.
«A differenza di altri giocatori, è un personaggio in cui il tifoso si rivede, perché crede in qualcosa in cui credono tutti i tifosi. È fuori dagli schemi del calcio di adesso, sembra più un giocatore più degli anni '70, uno che non sta in mezzo a scandali. Potrebbe tranquillamente essere il mio vicino di casa».

radar

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.480
Registrato
Citazione di: Tarallo il 17 Ott 2013, 09:54
Non conosco il soggetto ma ho una domanda: stiamo dibattendo sul fatto che un romanista meriti un vaffachiulo o meno? per capire.
secondo me si ma non Ascanio Celestini (che peraltro adoro come artista) ma il giornalista, il titolista ed il direttore della Gazzetta dello Sport. Almeno a parere mio

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
"Un giocatore che non sta in mezzo a scandali".

Ecco il mio vaffanculo, Asca', se stai attento lo agguanti al volo.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Riedle

*
Lazionetter
* 1.111
Registrato
Citazione di: porgascogne il 17 Ott 2013, 09:11
lo facessero leggere, se sanno farlo, a questi qua




Solito errore di grammatica...dopotutto non sanno nemmeno l'italiano.

Drieu

*
Lazionetter
* 1.324
Registrato
Bravino l' Ascanio, ma assolutamente sopravvalutato. Non fosse stato per il salotto  della Dandini, sarebbe rimasto nell' anonimato dei circuiti alternativi. Il che non è necessariamente un male, anzi...

Bello il suo monologo su Sandri, bella la canzone dedicata "agli uccisori di Re", per il resto non è che mi faccia impazzire... d'altronde le distanze tra me e lui sono abbastanza marcate

Non può che farmi piacere, ovviamente, che sia romanista...anche se dubito che abbia mai messo piede allo stadio o che sia in grado di battere un corner....

porgascogne

Visitatore
Registrato
Citazione di: radar il 17 Ott 2013, 09:56
secondo me si ma non Ascanio Celestini (che peraltro adoro come artista) ma il giornalista, il titolista ed il direttore della Gazzetta dello Sport. Almeno a parere mio

vero
(poi è de Morena)

genesis

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 25.195
Registrato
Boicottaggio, sempre e comunque.
Nel dubbio non si sbaglia.

Il Mitico™

*
Lazionetter
* 22.595
Registrato
Ripeto quanto scritto nell'altro topic:

Citazione di: Il Mitico™ il 16 Ott 2013, 16:02
Sulle note di questa canzone: http://www.youtube.com/watch?v=pg1nssG_Z-8

E' stato progettato da mister Zeman
contro i crimini delle più alte cariche della Lega.
Un essere ignorante e altamente provocante
un po sgarbato e totalmente immacolato.
Si erge statuario per guidare la nazionale
in Brasile e farle vincere il mondiale.
Cinque anni a 6 milioni, ancora una volta ha rinnovato
è ottimo anche per lo sporco incrostato.
Ma chi ci salverà?
Dagli juventini, dai milanisti, dai napoletani, dagli interisti,
dal palazzo, dagli omofobi e dai laziali in città...
C'è Francesco Totti.




Dusk

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 12.736
Registrato
Peccato per Ascanio Celestini. Non lo mando affancù perché non mi è mai piaciuto e ora sarebbe troppo facile. Non lo so perché. Ho amici che stravedono per lui, ma mi ha sempre lasciato indifferente.
Però peccato ugualmente: non sia mai mai mai che qualcuno a Roma che si atteggi un pochino a personaggio sopra la media eviti di diventare un beota quando si parla di calcio. Er cappitano, er carcio pulito... mamma mia che ammorbamento.

Sul resto, vomito puro. No comment, proprio.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Maremma Laziale

*
Lazionetter
* 21.864
Registrato
"È fuori dagli schemi del calcio di adesso, sembra più un giocatore più degli anni '70, uno che non sta in mezzo a scandali. Potrebbe tranquillamente essere il mio vicino di casa"

L'alternativo titty a suon di milioni su milioni. Ma che vicini di casa conosce il Celestini?

anderz

*
Lazionetter
* 8.271
Registrato
Citazione di: Dusk il 17 Ott 2013, 10:42
Peccato per Ascanio Celestini. Non lo mando affancù perché non mi è mai piaciuto e ora sarebbe troppo facile. Non lo so perché. Ho amici che stravedono per lui, ma mi ha sempre lasciato indifferente.
Però peccato ugualmente: non sia mai mai mai che qualcuno a Roma che si atteggi un pochino a personaggio sopra la media eviti di diventare un beota quando si parla di calcio. Er cappitano, er carcio pulito... mamma mia che ammorbamento.

Sul resto, vomito puro. No comment, proprio.

100%
L'operazione simpatia è a livelli inimmaginabili

Discussione precedente - Discussione successiva