Quando la contestazione scade nella volgarita' e nella violenza, io sono contro.
Per me violenza e' anche costringere la squadra negli spogliatoi, per esempio, o far togliere la maglietta all'allenatore.`Volgarita' e' gridare improperi ai giocatori a brutto muso quando stanno sul posto di lavoro.
La mia visione del ruolo di tifoso e' fortemente minoritaria, purtroppo per me.
Nel momento in cui il tifoso decide di diventare parte attiva nell'evoluzione degli eventi del club per me muore il rapporto d'amore con la squadra e si instaura un contratto di prestazione, basato sul "tu non vinci, io faccio qualcosa, che se va bene e' un arancio tirato da lontano, se va male te sfascio la macchina, ti insulto davanti alla tua famiglia e ti chiudo dentro lo spogliaotio umiliandoti per sempre, e viemme a di' che non lo posso fa'". Questo non ha nulla a che vedere col tifo.
Purtroppo l'emergenza del fenomeno ultra' e del tifo 24h24 ha cambiato questo rapporto, e l'incazzatura legittima causata dai risultati negativi si e' oggi trasformata in minacciosa partecipazione alla gestione della squadra (non mi riferisco all'esempio di oggi eprche' non ho idea di cosa sia successo)
Sono contrario a pelle, sono contrario moralmente e filosoficamente, e sono contrario perche' non serve a una strabeneamata ceppa se non a far disamorare i giocatori e a farli andar via prima di quanto non volessero gia'.
Non me lo toglie dalla testa nessuno che nella freddezza dimostrata da Nesta verso i nostri colori non giochi alcun ruolo quel maledetto giorno a Formello. Io, professionista che ha sempre dato il meglio di se', non li perdonerei mai e poi mai nella vita. Anche se in una partita ho fatto letteralmente schifo. E se ho ragione (cosa impossible da provare) io scontennerei personalmente quei quattro cafoni, perche' m'hanno impedito di provare una delle piu' grandi gioie sportive della mia vita. (E' una ipotesi, non trasformiamo il topic nel dibattito Nesta-Lotito)