Per me un laziale che vuole bene al Milan direbbe "Mi dispiace caro Milan , ma questa volta tifo la mia Lazio e spero che tu ti riprenda dalla prossima partita".
Lui dice che spera in un pari e si augura che vinca il migliore.
La volta precedente in cui si era espresso, ne abbiamo già discusso, diceva l'esatto contrario: "Tieferò Milan dove ho tanti amici, di quelli che erano con me alla Lazio non c'è più nessuno".
Un laziale, nell'accezione del termine che IO do al termine, che magari non è la stessa che danno altri, non parlerebbe come parla Nesta.
E guarda che io sono un testimone diretto dei timidi sondaggi che a suo tempo, in occasione di entrambi i rinnovi, Nesta fece con la Lazio.
Ma diciamo che il suo affetto nei nostri confronti, che indubbiamente c'è, non è abbastanza forte da fargli preferire (non nettamente, ma almeno chiaramente) la squadra per cui ha detto di tifare per 26 anni piuttosto che quella in cui ne ha giocati dieci.
Nesta, romano e laziale, capitano dello scudetto e prodotto del vivaio, non è più laziale di Simeone, che anzi ci dimostra spesso affetto e dice ogni 3 x 2 che ha il cuore diviso tra Lazio e Inter.
Io lo rispetto, ma senza paragoni con altre ipocrite bandiere e bandieruole, nostre e altrui, non voglio dare a questo affetto un peso maggiore di quello che gli attribuisce Nesta stesso.