Citazione di: skizzo87 il 30 Ott 2013, 17:14
Ma Pinzi non s'e' mai preso le bottigliette addosso, alla prima da avversario.
Vabbè, però Nesta è uno che con la Lazio c'è diventato un uomo ricco e famoso ed è stato idolatrato per anni da tutto un popolo.
Cerchiamo anche di contestualizzare gli episodi, sennò 'ste bottigliette diventano gravi come la crocefissione de Gesù Cristo.
Quando nel 98 si è spaccato un ginocchio, eravamo noi quelli che lo incoraggiavano e gli stavano vicini.
Lazialità gli dedicava una rubrica (per mesi) in cui i tifosi inviavano messaggi, lettere disegni di incoraggiamento.
Nesta è stato il primo laziale, era l'aquila, era l'amore assoluto, era il ragazzo che volevamo essere, il figlio che volevamo avere, il capitano. Fascia a furor di popolo in una squadra in cui c'era gente coi controcazzi a 23 anni.
Nesta e la Lazio è stata una storia struggente di amore infinito, mica solo le bottigliette di qualche frustrato.
Sennò Maldini oggi dovrebbe tifare Inter, visto che è stato fischiato alla partita di addio.
Per non parlare di Giuseppe Giannini.
Da avversario non è stato trattato coi guanti, ma lui sa bene in quanti lo avrebbero riabbracciato. In quanti ancora oggi vivono come un trauma il rticordo di quel maledetto 31 luglio 2002.
Al Milan lo amano come amano Baresi, Maldini, Inzaghi, Gullit, Van Basten, Rivera e metteteci chi cazzo vi pare, milanisti pre e post Nestiani, potremmo riempirci una pagina.
Alla Lazio come Nesta c'era solo Nesta. Più romano di Chinaglia, più vincente di Giordano, più internazionale di Silvio Piola. A soli 26 anni Nesta era l'altra faccia della città che finalmente aveva un volto splendido da contrapporre ai dirimpettai.
Se tutto questo sparisce per un lancio di bottigliette, allora mi sento preso per il culo dal mio istinto: credevo fosse amore, invece era
'na cosa carina.