Primo tempo maluccio, lo abbiamo visto tutti. Formazione con poca logica e qualche equivoco tattico reiterato. Specie Hernanes in quella posizione. Il Profeta ha fatto 30 gol in tre anni giocando tra centrocampo e attacco, perché lì è incisivo grazie al tiro di sinistro/destro e gli inserimenti. In mezzo al campo è inutile. Lo può fare in Brasile dove è circondato da fenomeni in attacco e da fenomeni in difesa e se perdi palla o sei lento, c'è comunque qualcuno che rimedia. Qui lui è la perla, uno dei pochi che la imbusta. Basta vederlo a centrocampo, accanto a Ledesma poi. Pfui.
Secondo tempo, il vecchio caro 4-4-2 che non tradisce mai, anche se abbastanza camaleontico, che restituisce Candreva nella sua bottega preferita e con un Onazi che ormai è il nostro centrocampista migliore.
Gol di Kaka a parte, la fase difensiva è nettamente migliorata (splendidi Cana, Ciani e Radu oggi; in crescita Cavanda che non ha fatto cazzate, cioè una, ma lasciamo perdere).
In attacco pungiamo poco ma è questione di uomini. Quella palla di Floccari: con Yilmaz andiamo sul 2-1. Così come se ci fosse stato Denis o Gilardino, giocatori che i laziali snob, con l'erre moscia e il ditino alzato schifano ma che per noi sarebbero oro.
Il secondo tempo mi dice che c'è una Lazio che sta uscendo dalla convalescenza, si cominciano a vedere delle gerarchie e dei punti fermi.
Rimangono le solite falle: un attaccante e un difensore (stavo a strigne per l'eventuale ammonizione di Ciani in vista del Genoa) servono come il pane. Hernanes DEVE stare vicino l'area di rigore avversaria.
Siamo a 4 punti dal quarto posto. Le tre là sopra giocano un altro campionato. Dobbiamo continuare questa miniserie positiva con Genoa, Limassol e Parma. Poi c'è la sosta. E a gennaio un attaccante.
Perea si impegna, è simpatico, pressa, ma di ciccia ne ha fatta vedere poca. Per vincere a Milano serve malizia e pelo sullo stomaco. Noi siamo glabri e chierichetti. Pijamose sto pareggio.