Citazione di: gesulio il 24 Set 2010, 16:18
ma Reja STA provando un solo modulo, almeno per quanto riguarda la difesa. è passato dai 5 che ci avevano salvato lo scorso anno a 4. dopo la Samp, infatti i 3 difensori più 2 non li abbiamo più visti. se fosse così come dici tu, dopo l'esperimento col Bologna, per l'accoppiata difficile Fiorentina/Milan, Reja sarebbe dovuto tornare al più collaudato modulo a 5. Avversari più forti, modulo più affidabile. e invece? e invece rimaniamo a 4 anche con viola e rossoneri, qualcosa vorrà dire o no?
una volta consolidata la linea difensiva, vcedrai che passerà a stabilizzare anche centrocampo e attacco, come del resto ha fatto lo scorso anno, in cui una volta trovato il modulo "salvezza" non l'ha più abbandonato.
il Cesena e il Catania non hanno la qualità della Lazio, ti sfugge questa cosa. un conto è non avere scelta, quelli ho e quelli metto, come hanno fatto Catania e Cesena, centrocampo fitto di fabbri e ricerca del contropiede rapido.
la Lazio ha più varietà, può fare un centrocampo composto solo da giocatori di contenimento puro, o uno composto solo da gente di grande qualità, e tra l'una e l'altra opzione ha mille varianti.
scegli Hernanes e perdi un po' di peso in fase di non possesso, se lo affianchi a Matuzalem, ad esempio, ne pardi ancora un po'. poi c'è ledesma, brocchi, gonzalez, tutta gente che può permetterti scelte diverse a seconda dell'avversario.
ma al Cesena che scelte fai? esce un fabbro e entra un fabbro, il Cesena non può che giocare alla stessa maniera, che cosa devi snaturare? su 20 squadre, sulla carta ne ha 15 superiori, il suo campionato è quello, non potrà che sperare di ottenere punti soltanto in quella maniera, e a maggior ragione se le squadre sono infinitamente più forti come Milan, Inter ecc. ecc.
Reja ha deciso di investire sul centrocampo, come da lui stesso dichiarato. Probabilmente se potesse schierare 12 uomini invece di 11 o , meno paradossalmente, se non avesse tanta abbondanza sulla mediana, la Lazio giocherebbe ancora a tre dietro.
Quello che fara'in futuro non e' dato saperlo , avanzare pertanto giudizi su un qualcosa che non e' avvenuto, e non e' detto che avvenga, ci distoglie dalla realta' attuale e dai commenti che dovrebbero essere attinenti solo a questa. Non ad una futura ed ipotetica.
Cesena e Catania hanno rose piu' lunghe di quanto uno pensi. Il Cesena ha diversi giocatori intercambiabili (tutti di basso valore, come e' di basso valore la squadra nel suo complesso, con rare eccezioni) senza che pesi in maniera sensibile la scelta di uno rispetto ad un altro. Il Catania idem. Tolti 3/4 ufficiali (penso a Biagianti, Lopez e Mascara), il resto della rosa e' composta da soldati e caporali. Una squadra in cui le gerarchie, per rimanere in ambito militare, sono piuttosto sottili.
E se nel caso del Cesena l'insistenza su una formazione base nelle prime apparizioni e' dettata piu' dalle vicende di mercato che hanno portato molti volti nuovi alla corte di Ficcadenti negli ultimissimi giorni di agosto, per quanto riguarda il Catania, facevo notare come , anche al cospetto del Milan a S. Siro, Gianpaolo non abbia rinunciato alla propria filosofia schierando una squadra praticamente identica a quella che aveva battuto il Parma in casa. Senza prescindere dalle due punte ed il trequartista, potendo rimpiazzare magari uno (o piu') dei tre pezzi , con un uomo in mezzo al campo, li' dove, peraltro, ha maggiore abbondanza ( Pablo Ledesma, Del Vecchio e Gomes, ad esempio). Scelta che sarabbe stata , credo, equiparabile a quella di Reja, di Foggia al posto di una punta.
Ne' Cesena ne' Catania, e te lo dico avendo visto entrambe le partite, hanno speculato sullo 0-0 come ha fatto la Lazio ma , anzi, hanno messo in mostra un gioco efficace andando a pungere i nervi scoperti del Milan appena avuta la possibilita'. La Lazio non si e' affacciata dalle parti di Abbiati prima della mezz'ora e lo ha fatto su punizione.
Non ignorerei peraltro il fatto che , se e' vero , come gia' abbondantemente scritto, che il Milan dell'Olimpico e' stata la versione piu' razionale di quello visto nelle suddette gare disputate in precedenza, e' altrettanto vero che il divario tecnico dei singoli e di potenzialita' di squadra tra Cesena/Catania e Lazio e' tutt'altro che indifferente.
In sostanza, di diverso tra le tre gare , (anzi , tra le due e quella della Lazio) secondo me, c'e' stato solo l'approccio alla partita.
Ferma restando la condanna ,da parte mia, su qualsiasi campo, contro qualsiasi squadra, al gioco con una punta di ruolo. Schieramento che risulterebbe efficace solo se compensato da una linea mediana di qualita' con i singoli capaci a turno di offrirsi come soluzioni offensive. Modulo che di contro perde la sua valenza se due dei 5 sono interpreti prettamente difensivi e la scelta degli esterni cade su giocatori il cui compito principale e' quello di contenere gli avversari.