Citazione di: ralphmalph il 06 Nov 2013, 22:02
Non ci crederai ranx ma sono d'accordo con te.
Petkovic ha le sue responsabilità sulla mosceria della squadra, anche per un talebano petkoviano come me.
La colpa maggiore è che non ha ancora scelto gli uomini. Gli uomini prima del modulo, perché 22 titolari è na cazzata gigantesca.
Pure il Barcellona che ha giocatori fenomenali ha titolari e riserve. Titolari e riserve, non si scappa. Una volta scelto i più forti per ruolo adatti il modulo che hai in mente. Lui dà l'impressione di non aver scelto i titolari ne tantomeno il modulo.
Perché puoi pure cambiare modulo durante la partita, lo faceva anche lo scorso anno, ma i giocatori sapevano cosa fare, quest'anno sembrano dei pivellini e la responsabilità è sua. Non ci piove.
Se desse na svegliata, che anche io sono paziente, ma fino a un certo punto.
Detto questo, penso che sia il meno colpevole di tutto sto casino.
Petkovic sta a fa un casino ma la colpa principale è della società
La società ha fatto un casino ma la colpa principale è di Petkovic.
È la stessa frase ma dice due cose diverse
edit: e ho risposto pure a Fabrizio che leggo solo ora)
Guarda che l'eventuale fallimento di Petko sarebbe un colpo anche per me. Io ci avevo visto veramente un'altra ottima d'intuizione di Tare, che avrà i suoi limiti, ma stupido non è.
Questa Lazio, se parliamo dell'aspetto prettamente gestionale, è naturalmente soggetta ad alti e bassi perchè sostanzialmente al suo interno non ha figure di grande spessore professionale.
Sono tutti personaggi in cerca di consacrazione. Dal Presidente, all'ultimo dei fisioterapisti.
Se ci pensi l'anima storica è il tem maneger che comunque, nella scala delle decisioni e con tutto il rispetto per il buon Maurizio, non credo che sia tra i principali protagonisti.
E' normale che si toppino delle scelte, così come allo stesso tempo si riesce anche a tirare fuori qualcosa di buono. Ma che Tare e Lotito lavorino scientemente per danneggiare la Lazio è veramente fuori dal mondo.
La natura del Capo, non aiuta granchè, ma non tutto ciò che ha fatto è da buttare.
Da fastidio questa continua tiritera, accentuata dal fatto che, bene o male, siamo tutti convinti che la Lazio, nonostante tutto, sia molto vicina a poter spiccare il volo verso il calcio che conta ma non riesca mai a centrare questo obbiettivo.
Più è alta l'aspettativa più è cocente la frustrazione.
Anche Petko era una scommessa azzardata. Tranne JSV nessuno lo conosceva, quindi ci può stare che alla lunga dimostri di non essere all'altezza. Si usciva dalla minestra di Reja e magari anche i giocatori erano tutti entusiasti di giocare in un modo più moderno e spumeggiante. Finito l'entusiasmo e dopo che gli altri hanno cominciato a prenderti le misure, in assenza di stimoli diversi, sei ricaduto in un soporifero tran-tran.
Comunque, da quanto si capisce, a tutt'oggi la società ha confermato la fiducia in lui, i giocatori sono dalla sua parte, la rosa è ampia, variegata e permette parecchie soluzioni diverse.
Riparta dalle cose semplici, più che dagli schemi riparta dai concetti. Cominciando per esempio a blindare la difesa, dandogli adeguata copertura, perchè da li costruisci la sicurezza che ti permette poi di azzardare di più ed in scioltezza anche in fase offensiva.
Quello che sta succedendo adesso è che
abbiamo paura di attaccare in massa perchè abbiamo paura di prendere gol. Qindi non facciamo bene ne una cosa ne l'altra.
Se riuscirà a quadrare sta cosa, riuscirà poi a trovare l'assetto giusto ed i migliori interpreti.
Lo ha già fatto e può farlo ancora.
In quel momento poi potremo valutare con oggettività il valore dei nuovi e la validità della strategia societaria sul mercato.
Il veleno delle sconfitte, della mancanza di risultati, delle brutte prestazioni e dei ritardi in classifica stanno inevitabilmente condizionando qualsiasi giudizio in merito.
Il problema è tutto all'interno dello spogliatoio e trovino a breve la forza di
uscirne con dignità, qualsiasi che sia la soluzione.
Almeno quella, la devono comunque salvare, che de prende i schiaffi a destra e a manca non piace a nessuno e la pazienza ha un limite, anche e soprattutto per i tifosi.