Se devo pensare ad una differenza "tecnica" mi viene in mente questa.
Noi, nell'immediato dopo Cragnotti, facemmo un aumento di capitale da oltre circa 100 milioni (o miliardi di lire?), sottoscritto in buona parte da soci diversi rispetto a Banca di Roma.
Tali risorse furono bruciate completamente in circa un anno (gestione Masoni, se non ricordo male) e si rese necessaria una nuova ricapitalizzazione di un importo più o meno uguale.
A quel punto, però, mi pare che l'esposizione di Capitalia verso la Lazio si fosse drasticamente ridotta. Perciò l'interesse della banca a sostenere la società era venuto meno (se non nei limiti in cui occorreva scongiurarne il fallimento per evitare che eventuali fatti disdicevoli emergessero) ed allora la banca si sfilò dal nuovo aumento di capitale ed entrò in campo Lotito, che dovette fare le nozze con i fichi secchi.
Per la reuma è andata diversamente.
La banca ha ancora un credito molto cospicuo da cui rientrare e ritiene che, ove la squadra non si mantenga a certi livelli (ossia, ove la società non si garantisca un certo fatturato), quel credito col piffero che verrà saldato. E allora, piuttosto che mollare la zattera, Unicredit preferisce sostenerla con tutti i mezzi a sua disposizione, pur senza fare ulteriori investimenti.
Detto questo, e passando ad altro livello di considerazioni, mi sembra di aver ascoltato da fonte autorevole che nei giorni in cui nei noti studi legali si discuteva della sorte della reuma e dei sensoli non erano sporadiche telefonate ai vertici della banca con inviti vari a tenere un atteggiamento "non vessatorio". Telefonate cje venivano dall'allora canuto sottosegretario alla presidenza del consiglio (uomo ombra del presidente del tempo) e da una pletora di boiardi di vario rango e varia estrazione.