Gestione Capitalia S.S.Lazio vs Gestione Unicredit A.S. Roma

Aperto da charlie, 21 Nov 2013, 13:24

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ian

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a me risulta che a Civitavecchia non gli hanno toccato nulla (degli oltre 400 appartamenti che pare abbiano)

charlie

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Citazione di: italicbold il 21 Nov 2013, 14:03
Tenendo conto che comunque anche loro hanno dato via parecchi giocatori, da Samuel a Chivu passando per Emerson.



Ma questi non sono giocatori venduti dalla gestione Sensi!

GiPoda

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Citazione di: italicbold il 21 Nov 2013, 18:34
Secondo me hanno spolpato il patrimonio.
Che poi le figlie di sensi restino benestanti é un discorso, ma se so portati via quasi tutto.

IB, si saranno portati via quasi tutto ma ti ricordo che il sole 24 ore definì l'accordo transattivo con le banche (unicredit e mps/antonveneta per un'esposizione debitoria di ca. 400 mln.) cito testualmente, generoso.
E per dirlo il sole 24 ore...
Se penso inoltre che unicredit è riuscita a ricavare "ben" 25 mln. di euro dai silos di civitavecchia e vibo valentia, e questo era uno degli asset migliori,  io penso che dinanzi al debito monstre gli è andata molto bene.
I dettagli di questa transazione non li sapremo mai, ma sarebbe da ingenui pensare che la politica non si sia messa in mezzo per alleviare al massimo il sacrificio finanziario dei sensi.
E allora dico che fare impresa così, e magari vincere pure uno scudetto, è troppo facile.
E aggiungo pure, per onestà intellettuale,  che Cragnotti e Sensi sono due facce della stessa medaglia.


charlie

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Ma scherzate? La famiglia Sensi ne è uscita alla grande. Dei comuni mortali sarebbero rimasti, pure giustamente, senza un soldo!

Pergianluca

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Se devo pensare ad una differenza "tecnica" mi viene in mente questa.
Noi, nell'immediato dopo Cragnotti, facemmo un aumento di capitale da oltre circa 100 milioni (o miliardi di lire?), sottoscritto in buona parte da soci diversi rispetto a Banca di Roma.
Tali risorse furono bruciate completamente in circa un anno (gestione Masoni, se non ricordo male) e si rese necessaria una nuova ricapitalizzazione di un importo più o meno uguale.
A quel punto, però, mi pare che l'esposizione di Capitalia verso la Lazio si fosse drasticamente ridotta. Perciò l'interesse della banca a sostenere la società era venuto meno (se non nei limiti in cui occorreva scongiurarne il fallimento per evitare che eventuali fatti disdicevoli emergessero) ed allora la banca si sfilò dal nuovo aumento di capitale ed entrò in campo Lotito, che dovette fare le nozze con i fichi secchi.
Per la reuma è andata diversamente.
La banca ha ancora un credito molto cospicuo da cui rientrare e ritiene che, ove la squadra non si mantenga a certi livelli (ossia, ove la società non si garantisca un certo fatturato), quel credito col piffero che verrà saldato. E allora, piuttosto che mollare la zattera, Unicredit preferisce sostenerla con tutti i mezzi a sua disposizione, pur senza fare ulteriori investimenti.
Detto questo, e passando ad altro livello di considerazioni, mi sembra di aver ascoltato da fonte autorevole che nei giorni in cui nei noti studi legali si discuteva della sorte della reuma e dei sensoli non erano sporadiche telefonate ai vertici della banca con inviti vari a tenere un atteggiamento "non vessatorio". Telefonate cje venivano dall'allora canuto sottosegretario alla presidenza del consiglio (uomo ombra del presidente del tempo) e da una pletora di boiardi di vario rango e varia estrazione.

charlie

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Citazione di: Pergianluca il 21 Nov 2013, 20:23
Se devo pensare ad una differenza "tecnica" mi viene in mente questa.
Noi, nell'immediato dopo Cragnotti, facemmo un aumento di capitale da oltre circa 100 milioni (o miliardi di lire?), sottoscritto in buona parte da soci diversi rispetto a Banca di Roma.
Tali risorse furono bruciate completamente in circa un anno (gestione Masoni, se non ricordo male) e si rese necessaria una nuova ricapitalizzazione di un importo più o meno uguale.
A quel punto, però, mi pare che l'esposizione di Capitalia verso la Lazio si fosse drasticamente ridotta. Perciò l'interesse della banca a sostenere la società era venuto meno (se non nei limiti in cui occorreva scongiurarne il fallimento per evitare che eventuali fatti disdicevoli emergessero) ed allora la banca si sfilò dal nuovo aumento di capitale ed entrò in campo Lotito, che dovette fare le nozze con i fichi secchi.
Per la reuma è andata diversamente.
La banca ha ancora un credito molto cospicuo da cui rientrare e ritiene che, ove la squadra non si mantenga a certi livelli (ossia, ove la società non si garantisca un certo fatturato), quel credito col piffero che verrà saldato. E allora, piuttosto che mollare la zattera, Unicredit preferisce sostenerla con tutti i mezzi a sua disposizione, pur senza fare ulteriori investimenti.
Detto questo, e passando ad altro livello di considerazioni, mi sembra di aver ascoltato da fonte autorevole che nei giorni in cui nei noti studi legali si discuteva della sorte della reuma e dei sensoli non erano sporadiche telefonate ai vertici della banca con inviti vari a tenere un atteggiamento "non vessatorio". Telefonate cje venivano dall'allora canuto sottosegretario alla presidenza del consiglio (uomo ombra del presidente del tempo) e da una pletora di boiardi di vario rango e varia estrazione.

Interessante. E come sarebbero stati bruciati sti milioni, otre che per i maxi stipendi di Masoni&co.?

blow

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fish_mark

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Citazione di: Pergianluca il 21 Nov 2013, 20:23
Telefonate cje venivano dall'allora canuto sottosegretario alla presidenza del consiglio (uomo ombra del presidente del tempo) e da una pletora di boiardi di vario rango e varia estrazione.

Non c'è nulla di cui scandalizzarsi. E' successo anche a noi. Succederà ancora, se necessario.

saluti a Pergianluca

Tarallo

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Citazione di: fish_mark il 22 Nov 2013, 10:44
Non c'è nulla di cui scandalizzarsi. E' successo anche a noi. Succederà ancora, se necessario.

Stocazzo, mi verrebbe da dire.
Fammi l'elenco dei presidenti del consiglio, sottosegretari, ministri e diretttori di giornale laziali che si sono pubblicamente o meno impegnati per salvarci il culo.

Io me metto comodo.

Precisione

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Citazione di: Tarallo il 22 Nov 2013, 10:46
Stocazzo, mi verrebbe da dire.
Fammi l'elenco dei presidenti del consiglio, sottosegretari, ministri e diretttori di giornale laziali che si sono pubblicamente o meno impegnati per salvarci il culo.

Io me metto comodo.

Si narra sempre di:
1) Andreotti con Bocchi nella vicenda Calleri;
2) Ghirelli (si narra che nella vicenda entrasse pure Craxi su pressioni della politica romana) come direttore del TG2 diede la soffiata della retrocessione in C1 nel calcioscommesse del 1986, in maniera che poi il giorno dopo la Caf non potesse fare vedere che la sentenza si conoscesse da prima e così ci diedero il -9 invece della C1.
3) La famosa frase di Berlusconi su Lotito, Capitalia, rateizzazione, etc etc "per motivi di ordine pubblico...".

Queste le prime tre che mi vengono in mente e che la vulgata racconta da anni. Poi se sono vere o meno, bohhhhh. 

ian

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La Politica ci ha sempre protetto.
E pure la stampa.
I nostri politici e giornalisti si sono sempre esposti a nostro vantaggio.
Gli altri si sono appecoronati.
Saluti dalla Francia.
Napoleone Bonaparte.

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fish_mark

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Citazione di: Tarallo il 22 Nov 2013, 10:46
Stocazzo, mi verrebbe da dire.
Fammi l'elenco dei presidenti del consiglio, sottosegretari, ministri e diretttori di giornale laziali che si sono pubblicamente o meno impegnati per salvarci il culo.

Io me metto comodo.

Ma perchè devo ricordare cose stranote?
Er gobbo ti salvò già nel 1986. Er gobbo era uomo politico di intelligenza rara. Lo sai bene, strano che non lo ricordi. Ah, er gobbo, pur ciociaro, era tifoso da maggica. Ma era politico intelligente, con amplissime vedute.
Poi 20 anni dopo ci pensarono i "falchi".
La LAZIO è troppo importante, politicamente parlando.

Ok, ci ha pensato Precisione che ringrazio.

Pergianluca

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Citazione di: fish_mark il 22 Nov 2013, 10:44
Non c'è nulla di cui scandalizzarsi. E' successo anche a noi. Succederà ancora, se necessario.

saluti a Pergianluca
Concordo.
Nulla di inusuale. Anche se poi l'intensità del l'interessamento non è stata probabilmente la stessa.
Comunque la precisazione era solo per dare un quadro completo.
Ovviamente ricambio i saluti.

robylele

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Citazione di: Precisione il 22 Nov 2013, 11:05

3) La famosa frase di Berlusconi su Lotito, Capitalia, rateizzazione, etc etc "per motivi di ordine pubblico...".

Queste le prime tre che mi vengono in mente e che la vulgata racconta da anni. Poi se sono vere o meno, bohhhhh.

la frase è vera, però era una scemenza buttata lì dal cavaliere. Infatti non l'ha detta parlando di Napoli e Firenze, piazze notoriamente tranquille.


GazzaA

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dico solo che erano 120 milioni di euro =240 miliardi circa di lire........si potevano vendere giocatori importanti e fare una buona squadra ,riducendo il monte ingaggio sia dei giocatori (cosa che si è fatta in parte con il piano Baraldi)sia diminuire quella dei dirigenti invece si è aumentato lo stipendio all'alenatore......certe scelte o la bonta di esse rimarra sempre un grande dubbio.


GiPoda

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Citazione di: GazzaA il 23 Nov 2013, 07:19
dico solo che erano 120 milioni di euro =240 miliardi circa di lire........si potevano vendere giocatori importanti e fare una buona squadra ,riducendo il monte ingaggio sia dei giocatori (cosa che si è fatta in parte con il piano Baraldi)sia diminuire quella dei dirigenti invece si è aumentato lo stipendio all'alenatore......certe scelte o la bonta di esse rimarra sempre un grande dubbio.

Lo stipendio di Mancini, il bonus di Baraldi, e altre che adesso non mi sovvengono e tante altre che sicuramente non sappiamo...
Tutti però a spolpare quello che c'era rimasto, ma allora tutti zitti perché bastava fare un giro di campo con dirigenti e capi tifosi e tutti noi, fessi, ad applaudire...

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gentlemen

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Un Topic che andrebbe rialzato sempre per comprendere da dove iniziano le grosse disparità messe in atto e che condizionano il nostro presente calcistico.
La Banca è entrata in partita, sia nella gestione Lazio che in quella della roma, allorquando i due gruppi industriali (Cirio ed Italpetroli) sono andati in crisi, fino al momento in cui ha ceduto definitivamente le sue azioni, quindi l'entrata della Banca nella gestione della Lazio  è iniziata a metà 2001 circa ed è finita a luglio del 220, quando il controllo è passato a Claudio Lotito, mentre per la roma dal 2008 al 2014, nel momento in cui Pallota è subentrato.
Come ho scritto prima la differenza sostanziale è stata che mentre per la roma la Banca ha cercato cmq, anche a costo di "sacrifici", di tutelare la competitività del club, per mantenerlo a livelli che aveva avuto con i Sensi, puntando cmq a valorizzare il brand, cercando il rientro dei suoi crediti anche attraverso i proventi della Champions, per la Lazio invece questa attenzione non c'è stata, per cui la vendita dei giocatori e la cessione ad altro soggetto non è stato filtrato dall'assicurarsi che il club mantenesse il livello che aveva con l'ultima parte della gestione Cragnotti, ovvero una Lazio da primi 4 posti e costantemente in Champions Ligue.
Qui sotto un po' di link interessanti:
http://www.laziowiki.org/wiki/L'avvento_di_Claudio_Lotito
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/06/18/lotito-alza-la-quota-nel-club-geronzi.html
http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2006/10/14/SA4PO_SA403.html
http://www.calciomercatonews.com/2015/04/04/inchiesta-lotito-re-di-roma-cosi-il-presidente-ha-salvato-e-rilanciato-la-lazio/
http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2010/07/08/news/unicredit_italpretroli_decisione-5487467/
https://www.loccidentale.it/articoli/93161/arrivederci-as-roma-la-famiglia-sensi-saluta-e-lascia-la-societa
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-07-04/roma-difficile-addio-sensi-153138.shtml?refresh_ce=1
https://it.wikipedia.org/wiki/Compagnia_Italpetroli
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/12/as-roma-unicredit-si-e-liberata-di-un-altro-pezzo-della-costosa-eredita-di-geronzi/1089304/

Paris jr.

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Unicredit prevede una perdita da 11,8 miliardi nel 2016

Peggiorano le perdite per Piazza Affari in chiusura di seduta. Per il listino milanese la giornata si chiude con un tonfo del 2,95%. A pesare è stata la brutta performance dei titoli bancari e in particolare la forte frenata di Unicredit. Sul titolo hanno pesato le incertezze sui conti. 

In serata, a mercati chiusi, la banca ha rilasciato una nota in cui fa chiarezza sugli aspetti che hanno tenuto banco durante la giornata. Dopo la riunione del Cda di oggi ha fatto sapere che i risultati preliminari del quarto trimestre 2016 sono stati influenzati da poste non ricorrenti per circa 12,2 miliardi da attribuire a svalutazioni e rettifiche. Inoltre l'istituto ha preso in considerazione una serie di ulteriori svalutazioni una tantum, derivanti principalmente da ulteriori svalutazioni del Fondo Atlante, pari a circa a 1 miliardo. A causa di queste spese straordinarie la banca prevede di registrare una perdita netta di 11,8 miliardi. L'istituto ha comunque precisato che senza queste poste non ricorrenti il risultato economico netto del gruppo nel 2016 sarebbe stato positivo. I risultati preliminari consolidati dell'esercizio 2016 saranno sottoposti all'approvazione del Cda e comunicati il 9 febbraio 2017. 

Intanto c'è attesa per l'aumento di capitale da 13 miliardi annunciato già nel dicembre scorso. Secondo indiscrezioni l'operazione sarà anticipata di qualche giorno e dovrebbe partire già lunedì prossimo, 6 febbraio, invece che il 13 febbraio, in modo da non sovrapporla con l'eventuale operazione Generali-Intesa. La forchetta di prezzo sarà decisa a metà settimana. A preoccupare gli operatori sono però anche alcuni dettagli sul piano che sono emersi dal Documento di Registrazione depositato oggi alla Consob mentre l'attenzione torna anche sui crediti deteriorati (Npl). La Bce ha chiesto a UniCredit, così come ad altre banche, di presentare entro il 28 febbraio una strategia su questi crediti, insieme a un piano operativo per affrontare il tema.

Con Unicredit ritorna la tensione su tutto il settore bancario. Pesante è stato il tonfo per Ubi che ha perso quasi il 7%. Male anche Intesa Sanpaolo (-3%), Mediobanca (-2,68%), Generali (-3,18%). Bper ha ceduto il 4,8%, Banco Bpm il 4%.
Il rosso contagia tutto il listino. In netto ribasso anche i petroliferi con Eni che retrocede del 2,5%, Saipem del 6,7% e Tenaris del 4,9%. Male anche Fiat che lascia sul terreno il 3,3%.

Anche lo spread Btp/Bund risente del cattivo andamento della Borsa. Il differenziale sale di oltre 10 punti base rispetto a venerdì e tocca quota 186 pb. Il rendimento del decennale è al 2,35%, massimi dal luglio 2015.


http://www.lastampa.it/2017/01/30/economia/unicredit-prevede-una-perdita-da-miliardi-nel-rjgbpunT4zMMSiqfNQSwyL/pagina.html


Che per rientrare sacrifichino la roma? In fin dei conti, per ora non ha mai generato utile anzi! Che possano cominciare a smantellare la squadra per rientrare di qualche soldo e poi venderla a poco al primo interessato?

E vi chiedo un altra cosa: Qual'ora la riomma venisse smantellata e il debito quasi estinto con la vendità di giocatori, sarebbe a quel punto più appetibile sul mercato ?

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