A quei tempi facevo la mezza comparsa per la rai,alla de paolis,o come si chiama,sulla nomentana,erano i tempi di viva la rai,ero con magalli. Voi che non siete uomini di mondo non potete capire le infinite porte che vi si aprono dentro quei posti.
Pieno zeppo di ballerine della rai, decisamente era il mio ambiente.
Io ero uno statistico al tempo,dunque lì c'era lavoro.
Dunque col mio basco canadese che non so come mai era in mio possesso e il mio filo di terra sul viso che fa abbronzato, la mia stringa di velluto rosso come cravatta, ero il perfetto soggett artista del nuovo millennio che avanza.
E poichè la fantasia non mi manca, brutto brutto non ero, qualche numero lo rimediai, e di conseguenza qualche uscita.
Insomma, si trattava di profili di alto livello, voi che ne sapete, avevo solo un piccolo problema: ero sempre senza una lira, più o meno. Questo stimolava la mia fantasia oltre ogni limite.
Ma la macchina quella era. E la mia "macchina" era un 126 verde, di quelle che una volta partono da sole una volta a spinta, col sedile davanti che si reggeva con la ruota di scorta poggiata da dietro, e un paio di finestrini che non cadevano perchè provvidenzialmente sorretti da lunghi cacciaviti.
Voi immaginate, dopo una serie di lunghe telefonate, qualche appostamento con rose rosse(di quelle da due euro ora, ma il gesto vale un mondo), e finalmente riesco a uscire con una mozzafiato tra le più rinomate, il nome un programma, Panama, di una bellezza che ti scartavetrava la voce e ti rendeva il cuore un tumulto.
La porto su, all'osservatorio, mi regolo come ci si deve regolare, ero talmente cotto che cadevo dentro ogni suo sospiro, e riesco nel fatidico bacio.
Il colpo della vita, la donna dei sogni, avevo di che raccontarne per decenni.
Se non fosse che al ritorno la mia 126, che per l'occasione avevo indicato come l'auto della nonna poichè la mia era rotta, si fermò, a mezza strada.
Cosa avesse quella benedetta macchina, compagna di mille avventure, io non ricordo; ricordo solo che la spinsi, la spinsi, fino al meccanico, mentre di lei ricordo la telefonata infastidita alla sua amica che la venisse immediatamente a riprendere per portarla a casa....Non la vidi più, ne serbo il ricordo in un cielo infinito.
Un'altra volta vi racconto di quando mi dovetti nascondere sotto a un letto...