Al di là dei cazzeggi, che tra persone intelligenti si possono fare pure sulle cose serie, mi permetto un paio di osservazioni.
E' chiaro in tutto il mondo da giovedì sera, almeno a chi voleva vedere, che 200 persone fermate, un laziale su tre o quattro che erano lì, è un'enormità, questo l'ho capito pure io che stavo in vacanza e ho letto solo tre righe sul blackberry (anche prima che mi chiamasse mia madre nella notte: ma che stai a Varsavia?). Altre enormità sono i racconti usciti nei giorni seguenti: la detenzione al freddo, senz'acqua, niente avvocati, niente consolato etc.
Dopodiché almeno a me non è chiarissimo l'accaduto, ci poteva essere anche qualche "bandito" nel senso di persona che ha commesso reati dimostrabili, ma questo mi interessa poco se la gente viene arrestata o fermata in massa, senza prove, detenuta e giudicata in modo contrario alle Convenzioni internazionali.
Non è chiarissimo, di conseguenza, cosa si possa formalmente contestare alla Polonia: l'assenza dell'avvocato davanti al giudice che ha deciso della libertà? la mancata chiamata al consolato? le modalità della detenzione? l'arresto senza prove o "preventivo"?
Sul piano formale almeno a me non è chiaro; sul piano sostanziale non credo siano in ballo solo questioni su cui l'Italia può dare lezioni alla Polonia.
Dopo un silenzio di giorni che si deve essenzialmente alle pigrizie, ai pregiudizi antilaziali, alle imprecisioni e alle veline di quarta mano polacche passate dai giornalisti italiani (non polacchi), ci sono state prese di posizioni di esponenti politici - diciamo così - culturalmente vicini al tifo laziale come Meloni e Angelilli e di altri come Pia Locatelli che vedo crocifissa nell'altro topic.
La Bonino ieri ha detto mezza parola contraddicendo l'ambasciatore polacco a Roma che diceva: "Non c'è un caso diplomatico" e Letta oggi ha preso una posizione relativamente netta, visto il contesto e il ruolo.
Non era certo il momento di tirare fuori accuse di violazioni dei diritti umani, peralto su basi che a voi saranno chiarissime ma a me un po' meno.
Ora, caro Ralph, bisogna fare il possibile per tirarli fuori. E siccome deciderà un giudice formalmente indipendente, gli si può solo chiedere di evitare "lungaggini" come ha detto Letta con espressione che, in quel contesto, appare fortina. Ha perfino fatto riferimento a quanto avvenuto alla partita d'andata a Roma.
In Italia e in Europa si va in galera anche per molto poco, è cosa diffusa. Mica dico che va bene, per carità, però ricordiamoci che è così. Esiste il fermo di polizia, con tempi lunghissimi, in svariati Oaesi. La Francia si è dovuta adeguare di recente agli standard della Corte di Strasburgo, prima stavi 48 e anche 72 ore (per terrorismo credo) senza vedere un avvocato.
Insomma, ora li tirassero fuori e Letta ha fatto il suo, per invadere la Polonia c'è tempo